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Pil due culture Roberto Vacca

SERVONO PIU' DI DUE CULTURE
di Roberto VACCA - Il Messaggero - 7 settembre 2003

Sessanta anni fa il fisico e romanziere C.P. Snow pubblicò il famoso libretto LE DUE CULTURE. Sosteneva che gli inglesi disprezzavano la cultura tecnico-scientifica. "Chi non ha letto Shakespeare è considerato un ignorante. Chi non conosce il secondo principio della termodinamica [vitale per capire i processi energetici e tante altre cose] è scusato: ha solo trascurato un dettaglio riservato ai tecnici."
Da allora conoscenze di scienza e tecnologia si sono diffuse ampiamente. I successi della tecnologia sono sfruttati da larghe masse di persone, ma pochi li capiscono a fondo. La società diventa sempre più complessa. Di culture da conoscere ce ne sono alcune dozzine. In particolare chi progetta sistemi tecnologici e sociali deve imparare discipline diverse. Fra queste: demografia, economia, statistica, energetica, psicologia, teoria delle comunicazioni. Non basta che progettisti, pianificatori, decisori si specializzino in uno o due di questi settori. Devono studiarli tutti per essere in grado di organizzare il lavoro di squadre che integrano analisi e progetti atti a prevedere ogni aspetto e soddisfare ogni esigenza che i sistemi devono soddisfare.
Secondo taluno è impossibile imparare tante cose diverse. Ma lo sostengono persone che non hanno mai provato a imparare gran che. Discutere in modo sensato su quanto un essere umano riesca a imparare e capire è vitale, ma è un tema a parte. Certo oggi nessuno può riuscire a imparare tutto. Secondo alcuni l'ultimo uomo a sapere tutto fu Dante Alighieri: dopo di lui sono state scoperte, inventate e costruite troppe cose. In ogni caso, se proviamo a imparare più cose ci riusciamo. Ciascuno di noi può - quindi deve - salire almeno qualche gradino sulla scala della conoscenza. E' un errore disperare del successo. Corriamo, però, un altro rischio. Sentiamo ripetere e leggiamo sui giornali parole che definiscono concetti complessi. Questi termini ci diventano familiari. Li ripetiamo nei nostri discorsi. Così ci convinciamo che sappiamo davvero che cosa significhino. Se l'economia del Paese va male, possiamo dire:
"Il PIL cresce troppo lentamente."
Se ci interrogano, sappiamo spiegare che parliamo del Prodotto Interno Lordo, cioè della ricchezza prodotta in un anno in Italia. Dicendo questo abbiamo solo messo in fila alcune parole. Non abbiamo definito chiaramente come analizzare o calcolare quella grandezza. Provo allora qui ad elencare alcuni concetti o processi importanti, di cui sentiamo parlare spesso. Invito chi legge a riflettere se davvero li ha capiti. Se non è così, consiglio di mettersi a studiare. Qui mi limito a dare qualche suggerimento, ma su Internet potete trovare ogni sorta di insegnamenti: basta individuare parole chiave efficaci e usarle con un buon motore di ricerca. [Socrate propose "So di non sapere" come il primo passo verso la saggezza.]. E cominciamo con il test annunciato.
Prodotto interno lordo - Chiesi che cosa fosse a un fisico, colto e intelligente, ma poco esperto di economia. Rispose: "La ricchezza totale prodotta ... mah? Sarà la somma di tutte le fatture emesse in un anno nel Paese." Dopo una breve esitazione si corresse: "No: sbaglio! I materiali comprati per costruire macchine e altri prodotti, verrebbero contati parecchie volte!"
Suggerimento: Il PIL si misura in due modi. E' la somma di tutte le uscite: consumi (di beni e servizi) + investimenti + spese governative + importazioni - esportazioni. Si ottiene lo stesso risultato sommando tutte le entrate: salari, stipendi e onorari + affitti + interessi sul capitale + profitti delle aziende + imposte indirette. Si chiama prodotto lordo perchè non è depurato del deprezzamento (ogni bene deteriora nel tempo - meno certi immobili e certi oggetti rari che crescono di valore). Se sottrai al PIL i deprezzamenti, ottieni il prodotto interno netto. Per saperne di più, consiglio il manuale ECONOMIA di Paul Samuelson.
Demografia - In quanti anni raddoppia una popolazione che cresce dell'1% o del 2% o del 3% all'anno? Un ingenuo risponderebbe: in 100 anni e rispettivamente in 50 e 33 anni. La risposta giusta si ottiene dividendo 70 per il tasso di crescita annuo. E', quindi, rispettivamente, 70 , 35 e 23 anni.
Suggerimento - dipende dal fatto che 70 è circa uguale al logaritmo naturale di 2. Per capirlo, va studiata la matematica.
Comunicazioni - E' possibile trasmettere messaggi codificati (per telegrafo o Internet) su una linea di trasmissione affetta da rumore e soggetta a microinterruzioni (brevi intervalli in cui la linea si blocca) senza perdere alcuna informazione? La risposta è: SI.
Suggerimento: Come ha dimostrato Claude Shannon quasi mezzo secolo fa, errori ed omissioni si compensano ricorrendo alla ridondanza. Si usano, cioè, codici sovrabbondanti da cui si ricostruiscono integralmente i messaggi originali.
Sistemica - Come si utilizzano strumenti e discipline che citavo all'inizio per progettare e gestire grandi sistemi? Si ricorre all'ingegneria dei sistemi. Che cosa sono i sistemi? Popolazioni biologiche, ambienti naturali e organizzazioni create da noi che coinvolgono: esseri umani (utenti e operatori), regole e procedure, macchine e reti di comunicazione, trasporto, energia e controllo. Tutti questi elementi contribuiscono a raggiungere uno o più obiettivi. Anticamente i sistemi tecnologici proliferavano gradualmente. I progettisti si basavano su considerazioni empiriche e sull'intuito.
Suggerimento: Più recentemente l'analisi e l'ingegneria dei sistemi si sono evolute in discipline specializzate. Squadre di ingegneri, statistici, informatici, matematici analizzano problemi complessi e progettano sistemi atti a risolverli (in generale e nei dettagli). Costruiscono modelli matematici per prevederne il funzionamento futuro. Definiscono scenari per descrivere in modo coerente e plausibile situazioni future così complesse che non possono essere analizzate formalmente. Costruiscono sistemi di supporto alle decisioni che aiutano manager e amministratori a scegliere misure complesse in condizioni di incertezza. Infine i progetti dei sistemi in una data area devono essere integrati tenendo conto degli aspetti finanziari, sociali, organizzativi e ambientali. Questo in teoria. Spesso in pratica queste attività vengono svolte in modi imperfetti e approssimativi.