cultura

Usare strumenti avanzati – immaginare obiettivi ambiziosi
di Roberto Vacca . 16 Maggio 2012.

Nel saggio del 1967 “Il Magico Numero Sette – Più o Meno Due”, lo psicologo/linguista G. A. Miller tentò di misurare la capacità della nostra memoria a breve termine, sostenendo che era molto vicina alla nostra possibilità di trasmettere dati. Concludeva che in media ricordiamo 7 cifre decimali che ci vengano dette una al secondo. Alcuni soggetti ne ricordano 9, altri solo 5.

Ricordiamo in media solo 9 cifre binarie (bit che valgono 0 oppure 1), ma, di nuovo, distinguiamo 7 diverse note musicali. Miller era onesto. Forniva anche dati che dimostravano la falsità della sua conclusione. Bravi musicisti identificano con successo 50 o 60 frequenze diverse.

Chi codifica sequenze di bit in ottale (usa le cifre da 0 a 7 per ricordare 3 bit) ricorda 18 bit (6 cifre ottali). Io lo so bene: memorizzai anni fa un codice in base 32 (in cui ogni simbolo rappresenta 5 bit), così ricordo agevolmente 30 bit. Il numero 7 non ha niente di magico. La nostra abilità di ricordare, trasmettere dati o fare qualsiasi altra cosa dipende da quanto siamo addestrati. E l’addestramento riesce sempre, quando uno è motivato.

La credenza che imparare cose nuove sia arduo o impossibile è proverbiale ed errata. Un proverbio inglese dice: “You can’t teach new tricks to an old dog”. Invece il mondo è pieno di cani vecchi che imparano giochetti nuovi. È convinto che la nostra memoria di lavoro possa contenere solo 7, o forse solo 4, cifre o elementi – “pezzi” – Nicholas Carr, un controverso studioso della tecnologia dell’informazione. Vari anni fa sosteneva già che stava calando l’importanza strategica dell’informatica per le aziende. Poi si chiese se Google ci stesse rendendo stupidi. Era risentito contro il predominio di Wikipedia, che bollava come “wikicrazia”. Ora dice che soffriamo di sovraccarico conoscitivo.

La Rete ci offre troppo, ci distrae e non ci permette di concentrarci. Percepiamo al massimo 3 o 4 pagine. Non leggiamo più libri interi. Siamo schiavi di Google – di cui interpreta gli intenti come “noi (Google) capiamo quello che avete in mente e vi diano quello che volete”. Ammette che da Web scarichiamo subito i fatti, i dati, le notizie, le teorie, le citazioni che vogliamo. Però siamo indotti a ragionare in modo “staccato”. Perdiamo il filo, non riusciamo a controllare i flussi di informazioni che ci arrivano e nemmeno i nostri propri processi mentali. Suggerisce a chi tratta problemi intellettuali importanti o complessi di stringere il rubinetto dell’informazione finchè ne scorra solo un filo. Carr ha torto. Io imparai da mio padre 70 anni fa che sono rari i libri che vanno letti dalla prima all’ultima parola. In quasi ogni libro ci sono cose che ti interessano, ma devi leggerli diagonalmente. Prima l’indice e la prefazione, poi l’indice analitico – i capitoli di cui sai già qualcosa (così ti è più facile valutarne la qualità), infine le parti più nuove e interessanti, allargando la tua ricettività.

Questa tecnica è bene adatta a navigare in rete. Va ricordato sempre che un enorme esercito di persone, le più svariate, ha messo in Rete di tutto . Ci sono cose serie e sciocche, interessanti e neutre, vere e discutibili, controverse e ben congegnate, false e dannose, ben strutturate e disordinate. Ci sono i più bei libri mai scritti e i peggiori. Testi intelligenti e altri scritti da volgari decerebrati. Passi sublimi e porcheriole. Perché questa mole infinita sia utile dobbiamo avere criteri di giudizio che si formano solo studiando, sperimentando, ragionando, distinguendo le persone da ascoltare da quelle che vanno ignorate o evitate. Certo che Wikipedia non è tutta di altissimo livello – ma non coincide certo con la Rete.

I siti professionali contengono link: seguendoli raggiungiamo testi, immagini, luoghi inaspettati. Ma, anche dove non ci sono link, basta immettere in Google parole singole, nomi, numeri, dati per essere condotti ad altri testi o siti. È bene prendere appunti dei passi che facciamo e delle diramazioni che abbiamo seguito per non correre il rischio di intravedere elementi di interesse vitale e poi perdere la strada per tornarci. Non è solo questione di risparmiare tempo. La Rete , insieme a Google, costituisce uno strumento non deterministico che fornisce occasioni casuali. Se lo sai usare, impari, lavori, vieni stimolato, concludi, diventi più originale. Puoi essere aiutato a inventare.

Come tutti gli strumenti, anche questo può essere usato male in molti modi. Se vai dietro a ogni diramazione banale o pruriginosa, perdi solo tempo e non ottieni alcun vantaggio. Se ti vuoi aggiornare o vuoi indagare quali settori o discipline potresti coltivare, ricevi aiuti di grande valore. Usare la Rete insieme ad amici, collaboratori, maestri ne amplifica ancora il potenziale. Comunicazioni e rapporti entro il gruppo sono istantanei, efficientissimi. Di essi rimane subito traccia. La domanda ovvia è “Per fare che cosa?” L’obiettivo cui molti dicono di mirare è uscire dalla crisi – crescita, ripresa. Non basta dirlo, bisogna intuire obiettivi di valore, che in genere sono opinabili. Non pretendo di avere pronto un catalogo di obiettivi ambiziosi e vitali. Abbiamo buoni esempi da meditare.

Il Presidente Kennedy disse che gli americani sarebbero andati sulla Luna. Lo uccisero prima, ma quell’obiettivo fu raggiunto con conseguenze interessanti.

Oggi il governo della Repubblica Popolare Cinese definisce traguardi che intende raggiungere. Innalzare a livello di eccellenza assoluta le prime cento università cinesi. Creare un’industria aero-spaziale che domini il settore nel mondo.

Negroponte voleva dare un computer portatile a ogni bambino del mondo. In Italia si parla molto, ma non di obiettivi da raggiungere. Recentemente suggerivo di mirare a produrre celle fotovoltaiche con rendimento del 75%, ma il mondo è grande: si può pensare a ben altro. Riflettiamoci tutti. Usiamo meno parole e produciamo più idee. Non ci aspettiamo che qualcuno tiri fuori progetti esecutivi pronti per assicurarci la salvezza. Già solo identificare e descrivere in modo convincente e illuminato un obiettivo ambizioso e giusto potrebbe infiammare le menti – fare la differenza. ___________________________________________________________.
NOTADa ora in poi non riporterò più citazioni bibliografiche. Chi voglia sapere altro su G.A. Miller, Nicholas Carr, Negroponte o su altri, leggere i loro scritti o esaminare i pareri emessi su di loro, lo può fare cercandoli su Google o su altro motore di ricerca.