cultura

innovazioni straordinarie Roberto Vacca

INNOVAZIONI STRAORDINARIE:
CE N'E' UNA CHE LO E' PIU' DI TUTTE?

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di Roberto Vacca

Da oltre un secolo e mezzo molti scrittori e artisti magnificano i traguardi raggiunti dal progresso: Jules Verne con la sua casa a vapore (in forma di elefante) e le sue macchine volanti, D' Annunzio con i suoi velivoli e le sue auto e tanti altri. Prima si insisteva sull' energia enorme del vapore. Oggi si ripete [anche troppo] che i sogni dei maghi si sono tutti avverati: energia equivalente a quella di 100 schiavi a disposizione di ciascuno di noi, visione e discorsi a grande distanza, viaggi piu' veloci del suono. Infine macchine intelligenti che risolvono problemi, disegnano, lavorano a costruire altre macchine e a compiere tanti lavori sofisticati. Ma c'e' UNA invenzione o innovazione che va messa al primo posto, che e' piu' vitale, utile o straordinaria di tutte le altre?

Gli intellettuali che hanno risposto a un sondaggio in merito propendono in maggioranza per le telecomunicazioni. Citano: telefonini cellulari, fax e Internet. Mettono un po' in secondo piano i trasporti - anche se li apprezzano - e non menzionano nemmeno piu' la disponibilita' di energia. [Forse e' proprio a causa di questa scarsa sensibilita' del pubblico - anche di questi testimoni privilegiati - verso questo settore che in Italia da troppi anni non si fanno nemmeno piu' piani energetici]. Gli scienziati citano giustamente le ricerche nel campo della genetica e alcuni farmaci.

A me sembra che l'innovazione piu' vitale - in senso stretto - sia stata quella degli antibiotici che hanno quasi debellato le malattie infettive e dato tanti alti benefici. In Italia nel 1930 la popolazione era di 42 milioni e ogni anno morivano 15 persone ogni mille. Oggi la popolazione e' stabile a 57 milioni e la mortalita' e' scesa al 9,6 per mille: ogni anno muoiono 550.000 italiani. Se non ci fossero gli antibiotici, ne morirebbero 300.000 di piu'. Sono dunque 820 al giorno che sono vivi invece di morire. PER LORO non c'e' dubbio che gli antibiotici sono il numero uno: prima dei telefonini, dei computer, degli aerei a reazione, dei viaggi spaziali e dell' energia fotovoltaica o nucleare.

Io credo che sia l'insieme delle innovazioni oggi disponibili a costituire un tutto unico inscindibile - che tendiamo a considerare vitale, specialmente quando ci viene a mancare qualche opportunita' per noi normale. E' ragionevole pensare che non sarebbe stato possibile realizzare grandi progressi in un settore e non negli altri. Questo non dipende solo dalla sinergia fra settori e dal fatto che alcuni [come l'elettronica] sfruttano i prodotti di altri [come l'energetica]. Dipende piu' essenzialmente dai processi di fertilizzazione incrociata fra tecnologia [pratica] e progresso teorico/scientifico. A rigore gli antichi romani avrebbero potuto costruire biciclette, alianti e aerostati - ma non lo fecero per mancanza di strutture concettuali oltre che di certe tecnologie.

Come accennavo sopra, se proviamo a fare a meno di qualche aiuto tecnologico ne soffriamo - forse anche troppo. Piero Angela propose di spegnere tutte le emittenti TV per un giorno alla settimana allo scopo di ritrovare piaceri dimenticati: lettura, conversazioni stimolanti, visite a luoghi significativi. Cosi' faremmo bene ogni tanto a viaggiare a piedi o in bicicletta, a scrivere a mano, a tagliare la legna con un machete invece che con una sega a motore e cosi' via. Se mettiamo in gioco energia generata dai nostri muscoli, ne traiamo anche vantaggi per la nostra salute: funziona meglio il sistema cardiocircolatorio e, a una certa eta', le nostre ossa la cui struttura si degrada vengono sostenute meglio dai muscoli.
Concludo che le innovazioni piu' importanti sono quelle che ci rendono piu' vivi o letteralmente - come dicevo sopra - o perche' ci cambiano, fanno di noi persone diverse, migliori. Dunque sono ottime le invenzioni che ci tengono sani e in forma: farmaci, purificatori, macchine per fare ginnastica [ma si fa altrettanto bene a corpo libero]. Ma i miglioramenti piu' vitali sono quelli della sfera intellettuale/spirituale. Da questo punto di vista il consenso di chi ha partecipato al sondaggio ha raggiunto una conclusione giusta: le comunicazioni sono piu' importanti. Anche se e' vero che i viaggi servono ad aprirci la mente e a farci conoscere genti e paesi nuovi [ricordate i viaggi di istruzione scolastici?], la flessibilita' delle comunicazioni telefoniche [specie mobili] e telematiche puo' veramente permetterci salti di qualita' conoscitiva e mentale che altrimenti non avremmo mai fatto.
Questo e' molto vero per le comunicazioni su Internet con la sua interattivita'. Non e' vero per la TV che trasmette per la massima parte del tempo programmi volatili e irrilevanti. Dobbiamo ricordare sempre, allora, che gli strumenti moderni sono utili importanti, vitali se li usiamo bene. Sono irrilevanti se usati per scopi irrilevanti - non contribuendo certo alla continuazione del progresso. Evitiamo, dunque, i viaggi di migliaia di kilometri al ritorno dai quali raccontiamo solo che cosa abbiamo mangiato. Evitiamo di generare [e di leggere] e-mail e messaggi su Internet verbosi, ridondanti e vuoti. Evitiamo di spingerci a velocita' altissime per fare niente, una volta arrivati.
Una innovazione di cui si parla poco e' quella della sistemistica - l' arte di organizzare, integrare sistemi tecnologici, macchine, canali di comunicazione ed esseri umani per raggiungere obiettivi complessi, per evitare gli sprechi. Si sono fatti progressi enormi in questa direzione: molto ancora resta da fare e si otterranno vantaggi che non usano troppo risorse naturali e che hanno anche impatti ambientali positivi.