cultura

siccità TRANSAQUA   Roberto Vacca

MONITO AMBIENTALE DA SCIMMIE E FENICOTTERI
. Roberto VACCA - Il Mattino 21-03-2000

Il consiglio di dare da bere agli assetati continua a essere disatteso. In origine implicava che almeno qualcuno avesse acqua da dare agli altri. Oggi in varie parti del globo non e' così. Se interpretiamo il consiglio in modo ragionevole ed estensivo, dovremmo seguire il principio che e' bene operare collettivamente per conservare l'acqua, portarla dai luoghi in cui abbonda a quelli in cui manca, evitare di inquinarla. Ma gli uomini e le loro istituzioni se ne occupano poco, anche se ne parlano parecchio in termini astratti.
L'altro ieri nel distretto di Mandera nel Kenya nord-orientale un branco di scimmie ha assalito gli uomini che distribuivano l'acqua di tre autobotti nel villaggio assetato di Tabaka. Le scimmie erano armate di bastoni e hanno ferito una decina di persone. Gli uomini con i machete hanno ucciso otto animali. L'evento e' stato ripreso dalle agenzie di stampa - fra cui curiosamente la Xinhua News. Ha fatto rumore come la classica notizia "uomo morde cane", mentre nessuno avrebbe parlato di uomini che avessero cacciato un branco di scimmie da un lago o da un fiume per impadronirsi dell'acqua.
Non sono solo le scimmie a ricordarci con le loro violenza quale sia la situazione critica dell'approvvigionamento d'acqua. I fenicotteri rosa stanno abbandonando il lago Nakuru a 200 km da Nairobi, ove costituivano con i loro grandi stormi rosa un'attrattiva famosa per i turisti. Le acque del lago diminuiscono e sono inquinate da prodotti agro-chimici e dagli scarichi industriali. Queste sostanze pare impediscano lo sviluppo delle alghe azzurre (cianobatteri della specie Spirulina Platensis) ricche di proteine che sono uno degli alimenti di base dei fenicotteri. E ci possiamo aspettare che gli uomini cominceranno a sterminare i fenicotteri perche' la spirulina ha una produttivita' per ettaro molto piu' alta del grano. E' adatta all'alimentazione umana e pare che faccia bene: i fenicotteri campano in media 50 anni.
Malgrado che il Kenya si affacci anche sull'enorme lago Vittoria, la situazione idrica di varie parti del paese e' tragica. Pare che il paese sia soggetto ogni 10 anni a cicli meteorologici durante i quali l'evaporazione supera largamente le precipitazioni.
Il Kenya partecipa da 30 anni alla Conferenza Strategica di Ramsar per la protezione delle risorse idriche (che si riunì per la prima volta a Ramsar in Iran). Questo sforzo cooperativo internazionale mira giustamente alla protezione e conservazione degli specchi d'acqua dolce, alla diffusione di procedure di gestione sostenibili, all'addestramento degli operatori e alla educazione della popolazione. Dai documenti che produce sembra, pero', che le azioni della conferenza abbiano carattere piu' burocratico e formale che concreto.
Questo dell'acqua e' problema grave. Se ne parlava spesso a proposito del Sahel e del graduale prosciugamento del lago Chad. Anche qui mancano i grandi progetti innovativi che potrebbero salvare regioni e popolazioni intere. I piccoli progetti di realizzare un pozzo in un villaggio, sono spesso votati alla disfatta perche' la popolazione che ne fruisce cresce subito in modo smisurato per immigrazione da villaggi vicini. Sarebbe opportuno riprendere il vecchio progetto TRANSAQUA originariamente ideato dal Dr. Curato e poi promosso per vari anni - senza successo - dalla Societa' Bonifica. Era un'impresa mirata a salvare il Sahel e a riportare il lago Chad all'estensione originale. Prevedeva la costruzione di un canale navigabile lungo oltre 3000 km dalla zona dei laghi (Tanganika) procedendo verso Nord-ovest. Il canale avrebbe tagliato gli affluenti di destra del fiume Congo, prelevando solo il 5% della portata. Avrebbe raggiunto lo spartiacque dell'Ubangui-Chari e l'acqua portata ad esso, scendendo avrebbe prodotto notevoli quantita' d'energia. Il fiume Chari darebbe di nuovo la vita al lago Chad. Il canale creerebbe anche una grande via di comunicazione Est-Ovest e aprirebbe alla coltivazione circa 6 milioni di ettari. Naturalmente l'impatto ecologico andrebbe valutato accuratamente e quindi controllato in modo opportuno. Per ora esiste solo uno studio di pre-fattibilita'.
E' triste che grandi imprese forse capaci di salvare uomini e animali di vaste regioni o, almeno, di migliorarne la qualita' della vita, possano essere menzionate solo quando l'attenzione viene richiamata dai comportamenti inaspettati di certi animali.