"La mia Rolls-Royce si sbilancio' all' improvviso con un rumore orrendo. Era partito un ammortizzatore. Dal paese dolomitico in cui stavo in vacanza telefonai alla Rolls ed entro 48 ore mi avevano portato e montato il ricambio. Sei mesi dopo sollecitai la fattura che non mi era arrivata. Mi mandarono una gentile lettera che diceva: 'Riteniamo trattarsi di errore. Gli ammortizzatori delle nostre auto non si rompono mai. Quindi non c' e' fattura.' " - Questo racconto e', forse, una leggenda metropolitana. E' vero, pero', che certi costruttori producono beni durevoli molto piu' affidabili di altri. In genere e' ragionevole impiegare in una data macchina componenti dello stesso livello di qualita': si puo' pensare che un componente di qualita' molto migliore [e di prezzo piu' elevato] di tutti gli altri, sia sprecato. Fanno eccezione quelli da cui dipendono sicurezza e funzionalita' di altre parti importanti. In un' auto il termostato che comanda la ventola del radiatore deve essere estremamente affidabile: se si guasta, il motore (che vale mille volte di piu') puo' surriscaldarsi e fondersi. In un personal computer, la CPU [unita' centrale di elaborazione] non si guasta quasi mai. Conviene che anche tastiera e mouse siano molto affidabili: se si guastano, il PC non funziona affatto.
Possiamo dire cose analoghe sulla durata dei componenti. E' ragionevole che alcuni non durino molto meno, ne' molto di piu' di altri. Quando si comincio' a parlare di questo tipo di approccio progettuale ("obsolescenza programmata"), girava la battuta secondo la quale certe macchine avrebbero dovuto collassare all' improvviso andando in polvere quando arrivavano alla fine della loro vita progettata.
Certo ai fabbricanti conviene che i clienti scartino presto i loro prodotti e ne comprino di nuovi. Un manuale di management un po' scherzoso degli anni '40 suggeriva di produrre oggetti che si consumano rapidamente e non possono essere riusati (ad esempio la birra). Sorge spesso il dubbio che certi produttori di alimenti e medicine stampino sui contenitori date di scadenza molto vicine proprio per questa ragione. Secondo alcuni, invece, il progresso tecnologico dovrebbe portare a produrre oggetti di durata crescente [tipicamente i transistor potrebbero avere una vita infinita, mentre i tubi elettronici duravano poche migliaia di ore]. Invece non e' cosi'.
E' vero che le macchine fotografiche moderne sono piu' facili e semplici da usare e hanno prestazioni molto migliori di quelle antiche [purche' funzionino bene tutti i loro motorini, automatismi e sensori]. Se poi si rompe una macchina di 10 anni fa, scopriamo che e' fuori produzione ed e' impossibile avere ricambi. O la buttiamo o troviamo un artigiano un po' paranoico che conserva i pezzi antichi - e protegge il nostro investimento a differenza del produttore originale che ci dice: "Comprane una nuova!"
In effetti la durata dei beni di consumo piu' interessanti sta continuamente decrescendo a causa di politiche di obsolescenza pianificata dura. Il progresso tecnologico non si sfrutta per offrire prestazioni migliori e piu' sofisticate, altro che in misura marginale. Si sfrutta per modificare modelli d' uso e crearne di nuovi incompatibili coi precedenti.
Il caso piu' eclatante e' quello dei computer: si producono memorie gigantesche e chip ad altissima velocita' - necessari solo a far funzionare software sempre piu' ingombrante e capace di prestazioni che di anno in anno migliorano, ma non in modo vitale. L' investimento nei prodotti da parte dei clienti non viene protetto: chi usa Windows 3.1 e Word 2 dopo 3 anni trova grosse difficolta' a comunicare con chi usa Office 98.
Il successo nell' affidare alle macchine tutti i lavori di tipo ripetitivo ed esecutivo non puo' esser basato sulle scelte di pochi tecnocrati. Questi sono inclini a errare sia nella scelta dei fini, sia nella scelta dei mezzi, quanto lo erano i mitici tiranni illuminati. Le citta' saranno sede di attivita' intellettuali e creative solo se i cittadini avranno occasioni di sviluppare la propria mente e la propria cultura. Tali occasioni sono largamente assenti [dalla scuola e dai mezzi di comunicazione di massa].
Dobbiamo concludere, dunque, che anche le innovazioni basate su scoperte epocali possono essere sfruttate piu' per lucrare vantaggi a breve termine che per offrire al pubblico vantaggi a lungo termine. Se ne potrebbe dedurre la semplice conseguenza che "Caveat Emptor!" - cioe': chi compra deve diffidare dei produttori noti per non proteggere gli investimenti dei clienti, spronandoli a comprare prodotti nuovi anche se non migliori. Pero' in molti casi non abbiamo scelta, se tutti i produttori di un settore si comportano nello stesso modo riprovevole. Allora bisogna far sentire la propria voce, magari associandosi. Le meritevoli associazioni di difesa dei consumatori si occupano piu' spesso di casi estremi e trovano difficile affrontare temi piu' complessi come quelli che riguardano l' alta tecnologia. Per ottenere risultati positivi e per avere piu' scelte vere, e' bene che proviamo tutti a capirne di piu'. Poi dovremo sforzarci insieme di diffondere le nostre opinioni.