cultura

L'elettronica in classe serve, come l'inglese

Roberto Vacca-Telèma 24L - 2001

In alcune comunità ebree molto povere i bambini imparavano a leggere anche le pagine di un libro sottosopra, perché usavano in tanti un volume solo e stavano a turno da una parte o dall'altra. Se la motivazione è forte, riusciamo a imparare anche in condizioni difficili. Imparare a usare informatica e telematica è più arduo che imparare a leggere e a scrivere a macchina. Però si acquisiscono strumenti molto più efficaci. A scrivere su computer si impara in un giorno. Per imparare bene a scrivere, ordinare dati, fare semplici calcoli e comunicare su Internet, occorre qualche mese. Questo modesto investimento permette di ottenere vantaggi enormi: efficacia maggiore nello scrivere e preparare testi e soprattutto accesso a libri, notizie, informazioni, manuali, fino a pochi anni fa disponibili solo a ricchi bibliofili o a chi frequenta biblioteche pubbliche. Taluno non ama questi strumenti moderni: ha il diritto di ignorarli ma rinuncia a competere in un'arena sofisticata in cui sono normali prestazioni finora considerate eccezionali. Non abbiamo scelta: dobbiamo usare certi strumenti di software standardizzato anche se non ci piacciono, perché solo così si comunica con tutti gli altri utenti. Dobbiamo e devono i giovani addestrarsi a operare in modi moderni. Altrimenti ci condanniamo all'obsolescenza. Gli strumenti di base, poi, sono quasi sempre spiegati in inglese: occorre impararlo e usarlo per acquisire la massa di conoscenze disponibili su Internet, utili proprio per non diventare obsoleti.