cultura

studiare con internet Roberto Vacca

L'arte di studiare con Internet
Roberto Vacca-(Newton-01- agosto-2001)

In Italia ci sono oggi più di 150.000 posti di lavoro per progettisti, gestori, manutentori di reti telematiche (Web) e non ci sono persone con le conoscenze adatte per occuparli. La stessa situazione esiste anche in altri settori meno pubblicizzati. Dunque non ci sarebbe ragione di temere la disoccupazione. Eppure molti economisti e analisti annunciano una grave crisi economica, forse disastrosa come quella che cominciò nel 1929. Le borse valori sono instabili e la cosiddetta new economy sembra stia per crollare. L'avverarsi di queste eventualità frenerebbe il progresso e ridurrebbe l'offerta di posti di lavoro. Ma non tutti sono così pessimisti. Pochi mesi fa Antonio Fazio, il Governatore della Banca d'Italia, ha prospettato che potrebbe ripetersi un miracolo economico italiano, simile a quello che si verificò dal 1958 al 1963. Questa visione ottimistica presuppone che si sfruttino i nuovi strumenti telematici, i nuovi settori industriali e i progressi nelle capacità di elaborare conoscenza che costituiscono una risorsa vitale per innovare, competere sui mercati internazionali e migliorare i rendimenti. Quindi il mio consiglio ai giovani che stanno per scegliere una carriera è: inventate cose nuove, scegliete mestieri stimolanti e innovativi. A questo scopo, però, occorre imparare teorie e tecniche all'avanguardia. Ma la qualità dell'insegnamento nelle scuole italiane è adeguata? Il mondo a portata di mouse. Le facoltà di fisica italiane sono notoriamente di eccellente livello internazionale. Sono molto buoni anche molti istituti di matematica, di chimica, di informatica e di ingegneria. Ma in questi settori spesso ci sono lacune: alcune discipline sono studiate poco o sono del tutto trascurate. Questo dipende in parte dalla mancanza di una massa critica di atenei: in Italia abbiamo una università ogni 800.000 abitanti, mentre in Usa ne hanno una ogni 80.000. In Usa ci sono molti politecnici privati (il celebre Mit, Massachusetts Institute of Technology, sta per compiere 140 anni), mentre in Italia la grande industria non ha fondato nemmeno un politecnico. E poi in America le industrie all'avanguardia lavorano spesso a stretto contatto con le università. Moltissime sono state fondate e sono dirette proprio da ricercatori e da accademici ancora attivi nelle università. Infine proprio l'eccellenza dei livelli scientifici e industriali richiama in Usa studenti ed esperti di alta qualità da tutto il mondo. L'immigrazione di esperti in Italia, invece, è decisamente molto modesta. Si potrebbe perciò pensare che solo studiando all'estero i giovani italiani possono sperare di primeggiare in discipline moderne e innovative. Probabilmente un tempo, oggi non più. Un segno importante è che proprio il Mit ha cominciato a mettere in Rete gratuitamente i libri di testo e i manuali dei corsi (all'indirizzo web.mit.edu). Quindi i libri che a noi studenti di 50 anni fa richiedevano difficili ricerche e molto denaro, ora sono gratuiti e facilmente reperibili. Tuttavia avere a disposizione i libri di testo di una buona università non equivale a frequentarla davvero. Chi ha solo i testi, non ha scambi culturali con professori, tutor e colleghi, e non fa pratica nei laboratori. Inoltre, per studiare testi avanzati bisogna sapere l'inglese e padroneggiare almeno le conoscenze di base della disciplina scelta. Ma le scuole e le università italiane sono perfettamente in grado di portare gli studenti a questo livello, senza richiedere le forti spese necessarie per studiare all'estero. Certo, se professori, manuali e laboratori sono carenti, ciascuno deve supplire con sforzo personale, con immaginazione e deve cercare altrove l'aiuto di esperti e professionisti. Per non cadere nella Rete. Oggi gli esperti possiamo ricercarli in ogni parte del mondo perché il World Wide Web offre a tutti possibilità di apprendimento finora non immaginabili. Io benedico ogni giorno chi ha faticato nei laboratori di ricerca e nelle università, italiane e straniere, per mettere on-line manuali, tabelle, basi dati, articoli, risultati di ricerche recenti. È una mole gigantesca di conoscenze disponibile gratuitamente e immediatamente a chiunque. Per estrarre conoscenza dalla Rete bisogna però risolvere due problemi fondamentali: 1come giudicare la credibilità e la correttezza dei testi che troviamo on-line? 2come fare ricerche, dato che non esiste un catalogo dei contenuti di Internet? Per quanto riguarda il primo problema, possiamo basare le nostre valutazioni sul "pedigree" degli autori: in genere chi insegna in una università prestigiosa, o lavora per una famosa azienda tecnologica è affidabile. Ma si può incappare in eccezioni. Lo studente potrà allora rivolgersi ai migliori fra i suoi insegnanti italiani. O rivolgersi direttamente ai più famosi esperti internazionali, che in grande maggioranza risponderanno prontamente, se le domande sono poste bene e la loro risposta non richiede un intero corso di lezioni. Come navigare, senza naufragare. È più ardua la soluzione al secondo problema. Oggi sono disponibili in Internet informazioni aggiornate settimana per settimana sui risultati, i progressi e i progetti di aziende e laboratori. Alcuni autori rivedono periodicamente i propri lavori messi in Rete, li aggiornano, li modificano, tanto che a distanza di tempo ne cambiano contenuti e caratteristiche. Inoltre, il reperimento dei testi viene fatto usando come "chiave" sequenze di parole: normalmente i motori di ricerca individuano oggetti che le contengono tutte, ma questo non garantisce che il contenuto sia interessante. Se la sequenza di parole è troppo breve o generica, troviamo un numero enorme di documenti che la contengono e la maggioranza sono irrilevanti. Se la sequenza è lunga o troppo mirata, potrà accadere che non si trovi niente. Finora per trovare qualcosa in Rete ci volevano: esperienza, naso e fortuna. Le cose, però, stanno migliorando velocemente: strumenti più efficaci e maggiori velocità di accesso fanno più che compensare i rallentamenti dovuti alla crescita del traffico. Un esempio è www.vivisimo.com, un motore di ricerca creato dall'americana Carnegie-Mellon University. Vivisimo incorpora tutti i migliori motori di ricerca esistenti e offre il vantaggio di presentare i risultati in modo veloce, ordinato e significativo. Anche altri motori di ricerca classificano in categorie i documenti trovati, ma Vivisimo lo fa in modo molto preciso e permette di individuare facilmente i testi interessanti. Altro esempio di grande interesse sono gli archivi elettronici (arXiv) creati dieci anni fa da Paul Ginsparg ai laboratori nucleari di Los Alamos. Inizialmente contenevano solo lavori sulla fisica delle alte energie. Ora si sono estesi ad astrofisica, fisica quantistica, informatica e matematica. Ogni anno accolgono 25.000 articoli, correlati di note critiche dei lettori e correzioni degli autori (http://www.lanl.gov). Le sfide del futuro. Già nell'ultimi 50 anni scienziati e ingegneri facevano mestieri appena inventati e continuavano a cambiare attività per tutta la loro vita. Questo processo continua ad accelerare, tanto che le specializzazioni anche più recenti vengono sorpassate. Consiglio quindi i giovani di documentarsi su quattro campi di probabile imminente sviluppo. Teratecnologia: si occupa di collegare fra loro migliaia di miliardi di elementi, per esempio in reti composte da milioni di computer. Un primo esempio sarà dato da The Grid (la Griglia) che costituirà l'evoluzione di Internet e collegherà centinaia (e poi migliaia) di computer organizzati in strutture gerarchiche a più livelli per funzionare come una singola macchina. Lo scopo sarà elaborare l'enorme massa di dati prodotta (fra 5 anni) dal Large Hadron Collider, il grande acceleratore di particelle del Cern in cui si produrranno collisioni fra protoni e ioni a energie altissime. Un compito che richiederà un potenziale di trasmissione ed elaborazione mille volte maggiore di quello offerto dai computer attuali. Nanotecnologia: opera con elementi mille volte più piccoli dei componenti nei circuiti integrati agendo su singoli atomi o molecole. Si potranno realizzare supercomputer grandi come una testa di spillo e nanorobot più piccoli di una nostra cellula, capaci, per esempio, di eliminare occlusioni delle arterie o infezioni. Cognizione: sviluppa l'intelligenza artificiale, cioè l'elaborazione di conoscenza con strumenti automatici. Integrazione di sistemi di comunicazione, trasporto, energia. I grandi sistemi tecnologici infatti interagiscono fra loro. Pianificandoli in modo integrato, si possono ottenere vantaggi enormi. Ma come si scopre chi ha la stoffa del ricercatore, dello scienziato o dell'ingegnere? Il questionario qui sotto può aiutare a capirlo.