Primo Levi è vivo - come tutti quelli che hanno scritto e detto parole vere e vitali. Le loro idee continuano a navigare. Diffondono luce. Insegnano. Lo sapevo, ma l'ho capito meglio perchè ho ritrovato la lettera che Primo mi scrisse nel gennaio 1971: aveva letto il manoscritto del mio "Il Medioevo Prossimo Venturo". Mi scrisse che era un libro importante e serio che "fa onore a tutti coloro che posseggono una cultura tecnica e logica e dovrebbe far vergognare profondamente tutti gli ignoranti investiti di potere"
Dopo questo apprezzamento mi critica duramente. Dice:
"tu credi alle cose che prevedi, ma il tuo tono è serio solo a tratti. Parli con freddezza di una debacle sulla scala del miliardo di vite umane e la freddezza conferisce credibilità. E' antidoto della retorica. Ma non v bene che ci scherzi sopra: insinui dubbi sulla tua buona fede. Il lettore filisteo dice "ah bene allora sono tutti paradossi". Invece non guasterebbe un velo di pietà in quello che definisci un manifesto, un proclama, un comizio, una predica."
Primo aveva ragione. Modificai il testo che - migliorato - ebbe successo e restò in catalogo dell'editore per 30 anni
Ora col mio ultimo libro ho fatto lo stesso errore. Volevo mostrare la pena di chi si sente straniero in patria perchè tante cose sono poco serie, tanti errori vengono fatti per ignoranza e per lucrare guadagni ingenti con motivazione tanto misera da renderli di breve durata. Saranno spazzati via dai rovinosi eventi preparati o non evitati dagli ignoranti investiti di potere. Volevo spiegare che è cattivo e deficiente chi spinge il pubblico a non capire, a non studiare, a occuparsi di irrilevanze volatili, a copiare mode sciocche, a occuparsi di spettacolini invece di studiare, di capire il mondo, di inventare, di diffondere idee realistiche complesse illuminanti. Sono le sole che ci possono dare la salvezza.
Avevo già scritto cose simili. Pochi mi ascoltavano. Così ho scritto KILL?: non è una saggio. E' un thrilleraccio che scherza su quegli argomenti critici e seri. Parlo della tentazione di ricorrere alla violenza. La prosa è leggibile, ma sembra quella di un giallo - un whodunit (chi è stato? chi è l'assassino?)
Ho disatteso l'insegnamento che Primo Levi mi dava un terzo di secolo fa. . Avevo intenzioni buone - di far ragionare i lettori:
"la situazione è tragica se siamo ridotti a scherzarci sopra con questo umorismo nero".
Certo, la battuta cinica può essere una consolazione. Quando ero depresso da ragazzo, mia madre cercava di scuotermi e di strapparmi un sorriso dicendo "Cheer up: you'll soon be dead!" (Sta allegro - morirai presto). Funzionava quello stimolo codificato in un lessico familiare privato. Non sarebbe andato bene, se fosse stato diretto a un pubblico vasto.
Così, forse, il mio romanzo che parla di chi tenta l'assassinio politico, di chi lo medita e ne discute, non va tanto bene. Spero ancora che qualcuno lo trovi divertente e abbastanza amaro da far sorgere altri pensieri e conclusioni più serie. Mi scuso per aver scherzato sulla situazione del Paese che è veramente tragica. Non si studia, non si fa ricerca, non si innova. Ho ripetuto fino alla nausea le risultanze della Commissione Europea :"I prerequisiti di innovazione, ricerca, modernità, competitività (brevetti, lauree tecniche, lavori scientifici, investimenti in ricerca in Italia sono sotto la metà della media europea". Occorre che ci scuotiamo tutti. Per primi industriali e imprenditori che sono latitanti e non fanno scuole, nè inventano nuovi settori di attività. devono vergognarsi gli affaristi che mirano a guadagni lauti necessariamente a breve termine e che conducono al degrado e al declino verso livelli da terzo mondo. E non basta: esiste ancora il rischio di guerra atomica magari scatenata per tragico errore Bisogna parlarne ed evitarla
Quando pubblico testi che documentano queste situazioni e che propongono rimedi, nessuno se ne accorge. Le questioni vengono ignorate. Ci sono ministri che ripetono che va tutto bene :stiamo realizzando l'E-government (la governanza elettronica) - stiamo all'avanguardia in Europa - nel mondo.
Se non vale presentare ragionamenti seri, se è sbagliato scriverci sopra racconti improntati di umorismo nero.- spero che questa confessione, questa autocritica trasmetta il messaggio. I rischi di lassismo e di ignoranza esistono davvero. Come annunciavano i profeti di sventura Ninive e Troia furono davvero distrutte