Rattrista che Paul Virilio sia presentato come grande maestro di pensiero (intervista di F.Gambaro pag.41 di Repubblica 9/9/05). Già nel 1997 A.Sokal e J.Bricmont in "Imposture Intellettuali" (ed. Garzanti) hanno documentato le confusioni, fantasie, impiego di termini non definiti su cui l'architetto Virilio basa la sua fama immeritata. Nei suoi scritti inventa l'inesistente spazio dromosferico "descritto da equazioni logistiche risultato del prodotto massa x velocità" (falso: le logistiche modellano la dinamica di popolazioni: le uso con miei software previsionali). Spiega la pianificazione urbana con la meccanica quantistica! Parla di trasparenza costituita da particelle elementari (elettroni) trasmesse alla velocità della luce. Sono bestialità (ovvie a studenti del I anno di fisica) cui aggiunge frasi fumose.
Ora spiega l'intelligenza artificiale [IA] (non ha mai lavorato nel campo) e dice falsità:"L'IA è un tentativo dell'uomo di dotarsi di un'intelligenza infinita per dominare il mondo ... ma è una bomba che può esplodere". No: nessuno si pose mai questo obiettivo vago e altisonante. L'IA come dice perfino Rifkin nella stessa pagina di giornale, è l'arte di affidare a macchine funzioni che richiedono intelligenza, se eseguite dall'uomo": niente bombe. "La velocità crescente dei computer sfugge a ogni controllo: è una rivoluzione solo quantitativa mirante alla performance ... che per la scienza non è garanzia di qualità": falso. Certi grossi problemi richiedono alte velocità che controlliamo benissimo con software redatto da scienziati e da tecnologi. "Performance" è termine indefinito e qui irrilevante. "La rapidità dell'IA favorisce ... irresponsabilità e fa rinunciare a pensiero complesso e alla componente emotiva della riflessione": falso. Gli strumenti efficaci sono usati male dagli ignoranti, non dagli esperti. "I computer prendono decisioni autonome e rispondono a una logica binaria inadeguata a valutare realtà complesse": falso: i computer trattano anche logiche a più valori (studiate da mezzo secolo) e anche continue (fuzzy logic di L.Zadeh).
Infine non è un gran maestro chi dice frasi prive di senso: "Con l'IA abbandoniamo la riflessione ed entriamo nell'epoca del riflesso industrializzato."; "Ridurre il pensiero a sequenze logico matematiche è un errore figlio del pensiero statistico"; "L'IA aprì la strada alla rivoluzione genetica il cui scopo è la decostruzione della genesi"
Virilio denuncia il rischio che i computer diventino autonomi e ci tiranneggino: cita come suo precursore 2001 Odissea nello Spazio. Ignora che i computer sono autonomi nei limiti segnati dai progettisti, che l'intelligenza artificiale (iniziata da A. Turing, il cui test ancora non è stato superato da alcun computer) ci ha dato gli scanner (li usiamo senza rischio) e i sistemi esperti utili a scienziati e gestori di sistemi tecnologici per elaborare velocemente masse di dati complessi e ragionarci al meglio delle competenze disponibili. Caveat lector! Attento lettore a non ascoltare questi impostori intellettualoidi. Diffondono paure infondate basate su leggende inventate da ignoranti. Scrivono frasi pretenziose che paiono profonde solo agli ingenui. Usano termini scientifici che non capiscono, ne inventano altri e creano testi oscuri, inutili, fuorvianti. Fa male chi li prende sul serio. Li addito al dileggio. Vacciniamo i giovani contro di loro.