cultura

DALLE ORE AI GIORNI E AL CALENDARIO
di Roberto Vacca ( L'orologio,
15 febbraio 2006 )

Gli antichi Maya contavano stranamente le ore, ma avevano un calendario più ragionevole del nostro. Da migliaia di anni ci portiamo dietro la strana numerazione, in base sette, della settimana. E' un residuo di tentativi non riusciti per fare intervenire nel computo del tempo anche la luna e le sue fasi. Secondo alcuni deriva dal fatto che gli antichi avevano individuato i sette corpi celesti che si muovevano diversamente dalle stelle: Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno. Dai latini deriviamo anche i mesi di lunghezza diversa.

Una riforma sarebbe opportuna. Certo implicherebbe l'inconveniente di dover essere introdotta per mezzo di una coazione. Le perturbazioni che l'introduzione di leggi coattive offrono, sono ovvie. Basta ricordare quali inconvenienti e quali lentezze abbia incontrato l'introduzione obbligatoria del sistema metrico decimale nei Paesi anglosassoni.

Quasi un secolo fa, il prof. Peano, in Torino, aveva osservato che è possibile, senza turbare le abitudini di alcuno, effettuare una riforma semplice e radicale: conservare la numerazione Gregoriana degli anni e sopprimere i nomi dei mesi e dei giorni. È molto più semplice numerare i giorni dell'anno dall'1 al 365 o dall' 1 al 366 se l'anno è bisestile.

Una tale notazione tanto semplice e comoda, permette di ricavare subito la differenza del numero di giorni che intercedono tra due date, senza bisogno di calcoli inutili.
Questa notazione:

). È già adoperata generalmente nelle banche e da molti commercianti;

). Si trova già indicata in molti calendari, taccuini e almanacchi;

). Pu6 essere insegnata in tutte le scuole (e già si insegna), per permettere di effettuare dei computi col calendario ora in uso, e per passare da questo calendario ad altri calendari in uso presso altri popoli (Russi, Cinesi, Mussulmani) ovvero in altre epoche storiche (Ebrei, Greci, Romani, Francesi).

Sono opportune le osservazioni che spesso si fanno sul numero eccessivo di feste ora in uso in Italia. Però non sembra conveniente di perturbare il calendario, sostenendo che una riforma del calendario possa far diminuire la pigrizia. Anche l'adozione dell'ora legale estiva; pure ragionevole, ci fa risparmiare soltanto il 2 % dei consumi di elettricità nei mesi di primavere ed estate. Per persuadere le persone ad alzarsi più presto al mattino e a non sciupare il tempo, il miglior modo sembra quello di dare consigli opportuni ed offrire un modo semplice di misurare il tempo stesso.
La riforma che si potrebbe proporre potrebbe quindi formularsi così:

1) Consigliare i maestri delle scuole elementari e secondarie ad attrarre l'attenzione degli allievi sui problemi seguenti:

A) Che giorno dell'anno è il 17 marzo?
B) Quanti giorni mancano alla fine dell'anno dopo il 17 Marzo?
C) Che giorno è il centounesimo giorno dell'anno?
D) Quanti giorni passano dal 17 marzo al 31 ottobre del 2006?
E) Quanti giorni passano dall'11 novembre 2005, al 30 giugno 2006?
F) Come si chiama il centesimo giorno dopo 1'11 novembre 2005?
Questi problemi si risolvono immediatamente con una semplice addizione quando si abbia un calendario il quale risolva i problemi A), B), C).

2) Consigliare alle autorità ed al pubblico in generale di adoperare più frequentemente la numerazione dei giorni dal primo giorno dell'anno e consigliare ai tipografi di stampare in modo più visibile questa numerazione, impiccolendo invece le dimensioni delle indicazioni che ora si danno; presso a poco così:

Calendario vecchio
Calendario nuovo
APRILE
APRILE
1
91
Sabato
91-------- 274
1 Aprile

3) Permettere anche negli atti ufficiali, nei registri · degli uffici pubblici, e negli .atti di commercio, l'indicazione delle date per mezzo di due numeri, quello dell'anno e quello del giorno. senz'altra indicazione. Per esempio:

2006-91, invece di: l° aprile 2006, (esigendo; qualora ne sia il caso, l'indicazione dei numeri in tutte lettere: giorno novantunesimo dell'anno Duemilaesei).

4) Fare osservare agli allievi delle scuole e al pubblico che il calendario che ora è in uso· presso di noi, è inutilmente complicato.

Certo la luna oggi ha meno importanza per noi di quella che aveva in passato, ma serve ancora a qualche cosa (non foss'altro a passeggiare di notte in mezzo ai campi). Conviene, dunque, aggiungere nei calendari l'indicazione del giorno della luna computando come primo giorno quello della luna nuova, facendo osservare che questo numero è quello del giorno del mese nei calendari cinese e mussulmano, poichè in questi calendari, i mesi vanno d'accordo con le fasi della luna. Quindi, se, _ è il simbolo della luna nuova _3 scritto accanto al giorno 91, significa che la luna è al suo terzo giorno.

Qualche volta rifletto alla inutilità di studiare e presentare proposte ragionevoli. Sembra che tenda sempre a vincere l'inerzia che spinge a resistere a ogni innovazione. D'altronde non so fare altro che combattere le idee e i costumi che mi paiono sbagliati. Credo che continuerò su questa strada.