Il coro degli ortografi ufficiali dice che il nostro alfabeto ha 21 lettere, mentre ne ha 26 incluse: j, k, w, x e y. Scriviamo "Bari 10 km" ed "extraterritoriale", ma i dizionari preferiscono "estrapolare".
Disapprovo: scrivo "extrapolare" e la legge non mi punisce. Non incrimina nemmeno chi scrive "Itaglia" o "hebbimo" (come 4 secoli fa) invece di "avemmo". Però è meglio scrivere tutti nello stesso modo. Si evitano dubbi, degrado della parola scritta e malintesi. Invece dal 1/1/2000 una legge italiana impone di applicare la Direttiva CEE 80/181 del 28/12/1979. Quindi l'unico sistema di misura legale in Italia è il Sistema Internazionale (SI: per ogni grandezza fisica definisce l'unità di misura con multipli e sottomultipli.
Eppure un coro assordante d'ignoranti o disattenti trasgredisce impunemente quella legge. Annovera ministri della Repubblica, noti giornalisti, funzionari ministeriali, docenti e persone normali. Scrivono di manovre da "7 mld di euro", di opere che costano "940 mio. Euro", di navi da "2.000 tonnellate". Sbagliano: "mld" e "mio" sono sigle prive di senso. Non significano certo "miliardi", nè "milioni". Il multiplo per miliardi è Giga, dunque "7 G €". Quello per milioni è Mega, dunque "940 M €" Tonnellata e quintale sono misure desuete: si deve dire "un Megagrammo (Mg)" e "0.1 Mg". Non do altri esempi: le regole sono su tutti i libri di scuola (e su Internet).
Non solo in Italia si sbaglia. Gli anglosassoni si portano ancora dietro le loro unità antiche e ogni tanto compiono errori gravi (una sonda marziana andò distrutta perché i progettisti avevano confuso metri e piedi). La metricazione avrebbe dovuto portare anche loro al SI. Invece si legge anche sull'International Herald Tribune m$ (cioè millesimi di dollaro secondo SI) invece di M$.
L'Italia poi è il solo paese al mondo che inverte l'uso della virgola e del punto. Per indicare "7 + 35 centesimi" dovremmo scrivere 7.35 e non 7,35. Poi ci sono gli ibridi che scrivono 3,4 e leggono "3 punto 4". Organizziamo, dunque, un coro unico e sano: osserviamo tutti la legge e adottiamo le convenzioni internazionali.
Finisco con una frecciata a puntigliosi correttori che mi criticano perché scrivo la terza voce singolare presente del verbo essere e "nè" con accento grave. In italiano non c'è differenza fra accento grave e acuto, né per il significato, né per la pronuncia (che ha note varianti regionali).Questa differenza c'è in francese - e sbagliano spesso anche loro. Dunque: attenti ai multipli, non agli accenti!