cultura

Il Ragionamento Ci Rende Liberi
di Roberto Vacca (" Nòva"-12-04-2007 )

Nel 1968 Goldwater e Johnson erano candidati alla presidenza USA.
In una vignetta del "New Tork Times", davanti ad una povera casa un sondaggista mostrava i loro ritratti ad un donna con un bimbo in braccio e uno per mano.
Lei rispondeva:" Non avete nessun altro?" La domanda è vitale. Troppo spesso siamo contrariati perché non c'è un candidato valido cui dare il voto. Le leggi elettorali non possono supplire. Anche se fossero perfette, si potrebbero raffigurare a macchine utensili modernissime che producono pezzi lavorati di alta precisione, ma usano pezzi scelti a caso e spesso di qualità infima.

Le leggi dovrebbero servire ad eleggere deputati che realizzino i fini di tutti gli elettori e creino maggioranze stabili: requisiti contradditori.

Poi certi eletti cambiano anche bandiera o mirano ad obiettivi diversi da quelli che avevano dichiarato. Non si rimedia con elezioni primarie perché la qualità dei candidati non viene progettata o generata, né controllata. Manca un approccio sistemico che migliori ogni stadio del sistema e ci dia candidati adeguati. Oltre che onesti dovrebbero saper gestire una società complessa. Dunque competenti in: amministrazione, commercio, industria, scienza, tecnologia, fisco, informatica, tlc, trasporti, energia, insegnamento, ricerca, ecc. Invece molti eletti mostrano di non sapere queste cose neanche in modo approssimativo. Alcuni sembra che non ne sappiano nessuna.

Quasi tutti ignorano l'articolo 67 della Costituzione: ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato.

Invece di studiare come si possa organizzare meglio il Paese, funzionano come gettoni: vince il capo che ne getta sul tavolo un numero maggiore.
Nel creare politici competenti i francesi hanno certo successo, basato sulle loro grandi scuole di amministrazione. L'impero cinese aveva buone suole e sottoponeva i candidati a esami severi, ma gli esaminandi portavano libretti di risposte nascosti nelle loro grandi maniche. I risultati degli esami non sono sempre significativi, né equi.

Dunque va riformata la società, ma non parlando di valori generici. Non basta non essere criminali, bisogna studiare. Le morali fatte di prescrizioni e divieti non servono più. Basta una regola sola: sforzarsi di prevedere le conseguenze di quel che fai e agisci in modo da produrre effetti positivi anche a lungo termine. Non sevono profeti: occorre conoscere il mondo e i suoi meccanismi. La società è prospera e stabile solo se impara, innova, è libera, controversa e composta di individui che ragionano su temi difficili, non su stupidate.
Oltre a promulgare leggi buone, che in altri Paesi esistono già da decenni, e a non mirare a vantaggi personali, gli eletti dovrebbero: migliorare l'insegnamento nelle scuole, creare scuole avanzate per scienziati e tecnici ad alto livello, diffondere cultura per mezzo della tv di Stato, raddoppiare gli investimenti in R&S, innalzare i rendimenti della pubblica amministrazione, evitare leggi inutili e conflitti d'interesse, punire i reati degli eletti, individuare grandi imprese internazionali per lo sviluppo del Terzo Mondo.

Parecchie cose (non tutte) la fa, ad esempio il governo autoritario di Singapore. Però non per questo vanno invocate le dittature, condannate da Churchill con la famosa frase:

" La democrazia parlamentare è la forma di governo peggiore, tranne tutte le altre provate finora".

Certo in alcune democrazie sono state aletti candidati mentre erano in carcere per reati comuni, non solo in Paesi primitivi: anche in USA e in Russia. In altre democrazie solo i ricchi conducono costose campagne e talora comprano i voti dei cittadini e dei candidati.

Ma i deputati e i ministri ignoranti e incapaci di imparare sono quasi peggiori dei criminali