"La pubblicità è l'anima del commercio" - questo vecchio detto va rivisto e riinterpretato. Non è più vero che la pubblicità continui a espandersi prepotentemente.
Molti giovani non sanno che 30 anni fa i film della RAITV non erano interrotti dalla pubblicità. Era meglio: la pubblicità anche fatta bene da artisti creativi, è una rottura. Dovremmo avere il diritto di fruire di spettacoli senza disturbi. Invece, le cose peggiorano. Gli spot sono ripetuti anche entro una stessa interruzione dei programmi TV. In USA sono disponibili ricevitori (TiVo, MythTV) con cui vedere i programmi registrati e depurati degli spot. La difesa costa. Certa pubblicità invadente dilaga anche in rete: i computer sono rallentati - perdono tempo a bloccare gli orridi pop-up che provano a invadere gli schermi dei PC.
Durante gli spot andiamo a fare pipì, a prendere da bere, a telefonare, ma riusciamo a sottrarci solo in parte. Chi si fa pubblicità paga alle reti TV circa un centesimo per ogni minuto di ogni persona che sta a guardare. Quando guardi uno spot in TV, sei considerato come una merce e vieni venduto a meno di un euro all'ora. Se lavori guadagni ben di più e, se rifletti, saresti disposto a pagare anche il doppio per non vedere gli spot. Certe reti satellitari cominciano a offrire sconti sull'abbonamento a chi risponde a questionari a scelte multiple mirati a determinare se ricordano o no i contenuti delle pubblicità che vedono.
In Italia si spendono per pubblicità circa 8,7 miliardi di euro l'anno: un quarto dell'ultima finanziaria - soldi nostri succhiati per ottenere ben poco. Le informazioni su prodotti e servizi le otteniamo lo stesso sui mercati. Il bombardamento di notizie frammiste a scherzetti e commediole, specie se sgradevoli, a molti di noi dà tanta noia che l'effetto è controproducente: mai compreremo i prodotti di certi rompiscatole. Credo sia imminente una rivolta anti-pubblicità.
Invece su Internet si sviluppa velocemente una pubblicità buona. In USA il fatturato annuo è di 17 miliardi di dollari; in Inghilterra solo Google fattura 1,3 miliardi di euro. In Italia la pubblicità su Web è arrivata a 200 milioni di euro e cresce del 40% l'anno. Continuerà a crescere rapidamente perché si unisce a servizi utili e non dà noia. Google fa pagare ai suoi inserzionisti ogni click fatto da ogni utente finale. Noi utenti finali, però, possiamo anche non cliccare mai sulle icone degli: inserzionisti: noi non gli prestiamo attenzione, loro non pagano, ma noi sfruttiamo il servizio indisturbati e gratis.