MONOGRAFIE

Marion King Hubbert

Nel 1956 Marion King Hubbert (1903-1989), geofisico della Shell Oil Company, si presentò ad un meeting dell'American Petroleum Institute con i risultati di uno studio sulla previsione della produzione petrolifera nazionale statunitense. In questo studio predisse che la quantità di petrolio che poteva essere estratta dai pozzi statunitensi (escluso l'Alaska) avrebbe raggiunto un massimo intorno al 1970 per poi calare rapidamente. A quell'epoca Hubbert fu deriso dai colleghi in quanto allora i petrolieri pensavano che gli investimenti nell'esplorazione e le innovazioni tecnologiche avrebbero potuto prolungare indefinitamente l'orizzonte temporale della produzione ma, quando l'estrazione del petrolio raggiunse il massimo proprio nel 1970 con 9 milioni di barili al giorno, le compagnie petrolifere incominciarono ad usare di routine i metodi di Hubbert per valutare la resa futura dei giacimenti petroliferi.

Hubbert utilizzò diversi metodi per effettuare i suoi calcoli, uno di questi si basava su un'idea che veniva usata anche in altri campi per studiare le popolazioni: Quando una nuova popolazione inizia a crescere in un'area con molte risorse, lo fa in modo esponenziale ma una volta che le risorse non sono più illimitate il tasso di crescita rallenta. Hubbert fece I suoi studi in realzione ai 48 Stati USA ma ora sono stati fatti su tutto il pianeta.
Non tutti I geologi sono d'accordo su questa valutazione, alcuni preferiscono dividere la quantità totale del petrolio presente con certezza nel sottouolo e dividerla per il ritmo con cui viene utilizzata, questa si chiama R/P ossia rapporto fra riserve e produzione, oggi questo rapporto è fra i 40 e 100 anni