INVENZIONI

IL Capitalismo

Molti pensano che il capitalismo sia vecchio quanto l'uomo in quanto insito nella natura umana. Ma questo non è vero
Il capitalismo è il frutto di un cambiamento rivoluzionario , un cambiamento nelle leggi, nei costumi, e nelle relazioni sociali profondo come pochi altri nella storia.
La tradizione e la gerarchia che erano tipiche delle società precapitalistiche, furono sostituite dall'economia di mercato.che è un principio organizzativo, in base al quale le attività economiche sono liberamente intraprese dagli uomini, che reagiscono alle oppurtunità ed agli impedimenti offerti dal mercato e non si conformano agli ordini di qualcuno od alla routine della tradizione.
Ogni individuo è libero di cercarsi il lavoro che preferisce mentre prima i servi e gli artigiani erano legati a vita ad una occupazione, potevano cambiarla solo con molta fatica.

Nell'economia di mercato chiunque può vendere o comprare la terra mentre nelle società precapitalistiche questa non era in vendita.
Tutto questo implica anche un flusso di capitali ed è quindi necessario un sistema bancario. I servizi del lavoro, della terra e del capitale sono detti fattori di produzione e di questi si occupa gran parte della teoria economica.
La nascita dell'economia di mercato favorì l'ingresso della scienza e della tecnologia nella trama dell'esistenza quotidiana che prima erano a beneficio di comandava, clero ed uomini d'arme.
L'effetto della tecnologia nelle attività quotidiane fu l'aumento della produzione, e gli oggetti, le cose, sono diventati sempre più diffusi. In questo modo il capitalismo fece aumentare il tenore di vita e, con il tempo, si ebbe un'espansione della base industriale della società. La tecnologia non solo ha permesso l'espansione dei processi produttivi ma ha anche abbassato i relativi costi; l'assenza di tecnologie spiega perché il gigantismo industriale non è emerso in certi settori.
Secondo alcuni economisti e fra questi Adam Smith, la crescita è la norma di un'economia capitalistica, perché ogni impresa cerca di conseguire più profitti e per farlo deve espandersi, nuovi prodotti, nuovi mercati, incrementare l'efficienza. Da questo nascono nuove opportunità di investimento.
L'espansione economica può essere agevolata in svariati modi, fra questi contano molto le politiche monetarie le quali, quando comportano un basso valore del tasso d'interesse, incoraggiano l'attività di indebitamento, mentre se lo elevano la scoraggiano. Anche gli sviluppo politici esercitano un ruolo importante, imposte elevate sui profitti scoraggiano l'investimento.

Ma in che modo misuriamo il livello di benessere di un Paese?

Di solito vengono utilizzati il Pil ed il Pnl.

Con Pnl si intende il prodotto Nazionale lordo, è un indice che viene utilizzato dai paesi dell'ONU ed è il valore di ciò che viene prodotto dai cittadini di una nazione anche se residenti all'estero;

il Pil indica invece tutti i beni i servizi prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all'interno del paese stesso. Quindi il Pil è la somma dei valori aggiunti generati dalle imprese private e dalla Pubblica Amministrazione.
. Il Pil è composto da due parti essenziali, i beni di consumo ed i beni di investimento, ai primi appartengono le automobili, servizi medici, tagli di capelli, ecc, ossia sono i beni ed i servizi acquistati dalle famiglie. Ai secondi, invece, appartengono strade, ponti, macchinari, uffici, aeropoporti, ossia beni che non giungono nelle mani del consumatore. Oltre ai beni fisici d'investimento, va considerato il capitale umano, ossia l'insieme delle abilità conseguite nelle scuole e le conoscenze prodotte dai dipartimenti di ricerca e sviluppo.
Questa parte che compone il Pil è molto importante e, se venisse a mancare, non moriremmo all'istante ma la nostra forza produttiva verrebbe progressivamente meno, obbligandoci a tornare ai livelli di una società sottosviluppata e poi a quelli di una società primitiva.

L'ing.Roberto Vacca. nel suo libro "La politica è un'altra cosa: questa" scrive quanto segue:

"I Il nostro paese è soggetto a campagne continue da parte di chi diffonde incultura e pretende di suggerire vitali decisioni industriali e socio-economiche. Con ottime intenzioni, ma senza formazione scientifica e divorziando dalla realtà non ci si improvvisa esperti di industria, energetica o ecologia. Purtroppo, invece, gli improvvisatori sono tanti, fanno la voce grossa e sono ascoltati. Dibattiti informati e decisioni illuminate sono sempre più rari........"

"....una politica industriale ragionevole e che dia speranze di successo non si può definire e mettere in pratica in una società in cui manca la corretta informazione. E quanto accade oggi in Italia. La pubblica opinione beve leggende, opinioni viscerali e punti di vista superficiali. Gli esperti tacciono o non vengono ascoltati. I decisori governativi non si pronunciano o ascoltano sfacciati improvvisatori. L'opposizione è latitante; non si batte per chiarire i problemi e affrontarli con competenza: li ignora. Ma si degrada il paese, non lo si gestisce, senza una politica industriale sensata......"


La prima parte di questa pagina è tratta dal libro di Lester Thurow "Capire l'economia",
mentre la seconda parte è tratta dal libro di Roberto Vacca "la politica è un'altra cosa: questa" .