Milioni di auto bloccate nelle città del Nord sono un segno che il problema dell'aria inquinata è serio. E' peggiorato negli ultimi decenni, eppure la durata media della vita umana in Italia continua ad allungarsi. Dunque i rischi di salute che corriamo per l'inquinamento non sembrano tremendi. Forse alla gravità indubbia della situazione si sovrappone un certo allarmismo. Conviene, dunque, rivedere le soglie di pericolo ammissibili e, insieme, mirare a soluzioni basilari e durature come suggerisce Carlo Rubbia. Avrebbe dovuto essere chiaro che imporre l'uso di marmitte catalitiche non è soluzione definitiva - e dipende dal modo in cui i veicoli vengono usati e manutenuti.
Purtroppo è facile indicare rischi possibili, ma è difficile acquisire scienza certa. Molti accettano come sicure le conclusioni della Conferenza ONU di Kyoto del 1997: la nostra atmosfera si sta scaldando a causa dell'aumento di CO2 causato dall'uso proliferante di combustibili fossili (carbone, petrolio, metano). Ma su questo punto altri scienziati sono dubbiosi. Su come varia il clima a lungo termine si sa poco. Sono oscure le cause delle 4 ere glaciali negli ultimi 600.000 anni e della mini era glaciale di 3 secoli fa. Pare che la temperatura dell'Antartide sia scesa molto negli ultimi 20 anni: il rischio che i suoi ghiacci fondano forse è meno imminente di quanto si crede.
E quali sono le soluzioni vere cui accennavo sopra? Non possono consistere in provvedimenti singoli (targhe alterne, blocco alle auto private per qualche giorno): devono essere sistemiche - fatte di tanti interventi integrati.
In alcune città del Nord Europa i cittadini hanno convenuto di vietare del tutto le auto in certi quartieri: soluzione drastica e non generalizzabile. E' ragionevole, invece, razionare la mobilità facendo pagare extra chi accede al centro urbano (road pricing). Io sto lavorando con ISIS (Istituto di Studi per l'Integrazione dei Sistemi) a un contratto (CUPID, Co-ordinating Urban Pricing Integrated Demonstrations) per la Commissione Europea per lo studio e l'ottimizzazione del road pricing in aree urbane. Fra queste le città di Edinburgo, Bristol, Trondheim, Copenhagen, Goteborg, Genova, Roma, Helsinki. Altri studi mirano a migliorare e incrementare il trasporto pubblico e quello pedonale e in bicicletta in sostituzione dell'uso di auto private. Più in generale occorre migliorare l'organizzazione pubblica e privata. Gli elementi sono noti: sportello unico per tutti i servizi e le prescrizioni fiscali, accesso su Internet a banche, uffici pubblici, supermercati, informazioni. Occorrono piani che unifichino gli standard evitando ripetizioni e uso di protocolli difformi. Ciascuno di noi si deve addestrare a evitare viaggi inutili, sprechi di carburante e di tempo.
E passiamo alle soluzioni tecniche. Già da anni migliora la qualità dei motori e dei carburanti, ma non basta. Un grosso passo avanti sarà costituito dalle auto con motore elettrico alimentato da pile a combustibile a benzina. La Daimler Chrysler ci ha investito 700 milioni di dollari e dovrebbe uscire con auto di serie nel 2004. La Ford annuncia che, sempre nel 2004, metterà sul mercato auto con pile a combustibile a idrogeno del tutto non inquinanti. Però va risolto il problema della produzione dell'idrogeno che richiede altra energia - e se si parte da petrolio e gas naturale si produce CO2 che, come dicevo, secondo alcuni aumenta il rischio di riscaldamento globale. Qui si potrebbe ricorrere alla soluzione proposta dal fisico Cesare Marchetti: installare nelle steppe centrali nucleari che forniscano energia per riformare il gas naturale producendo idrogeno e centralizzando la produzione di CO2 che verrebbe liquefatto e immesso in pozzi di petrolio quasi esauriti, estraendone così le ultime risorse di greggio.
Il problema di trasportare l'idrogeno a distanza e distribuirlo imporrà prescrizioni molto più stringenti ai gasdotti. L'immagazzinamento nei serbatoi delle auto richiede una tecnologia del tutto nuova perché il rischio di esplosioni è estremo, come dimostrò la catastrofe dello Zeppelin (riempito di idrogeno) che esplose in New Jersey il 6 maggio 1937. Un modo sicuro di contenere l'idrogeno nei serbatoi può essere quello di combinarlo con il carbonio nei fullereni. Questi sono mini-sfere costituenti il terzo stato di aggregazione del carbonio. Contengono da alcune decine a poche centinaia di atomi di carbonio, a ciascuno dei quali se ne può associare uno di idrogeno in condizioni di sicurezza.
Le emissioni nocive nulle nelle auto elettriche, ma per ora le batterie sono troppo pesanti e costose. Nel novembre del 2001 l'auto NUNA, olandese alimentata da celle fotovoltaiche ha vinto la competizione australiana fra auto ad energia solare. Ha percorso 3.000 km in 32 ore alla media di 92 km/h. Le sue celle hanno rendimento del 24% (quasi doppio di quello delle celle usuali). La Nuna, però, pare sia costata oltre un milione di dollari.
Per risolvere i problemi urbani (tutti interconnessi) dobbiamo investire in ricerca, in tecnologia, in razionalità, in cultura.