scienze

 

E' L'Epidemia Dell'Obesità? -
Roberto Vacca ( 16/03/2012)
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I grassi campano meno, ma mangiano di più - Stanislaw J, Lec (1909-1966) “Quanto sei bello grasso!” diceva a Carlo Levi, confinato a Eboli, la strega-contadina Giulia. Secondo alcuni l’idea di “grasso è bello” è preistorica. Chi aveva sfiorato spesso la morte per inedia, doveva sentirsi sicuro se diventava pingue.

Le mogli obese erano segni di potere. I tesori, come nell’Ipogeo di Malta, erano vasche piene di cereali scavate nella roccia. Centinaia di secoli fa gli artisti scolpivano statuette di donne sformate dall’adipe. Se ne sono trovate in tutta Europa dalla Russia alla Sardegna e alla Sicilia.

 

Le chiamano “veneri neolitiche”. Taluno suppone che rappresentassero dee come Cibele, la Grande Madre, Venere di Willendorf, Austria (25.000 anni fa). Anche gli antichi dovettero capire che si muove e respira male chi è molto grasso. I buongustai romani vomitavano appena pranzato e ricominciavano a mangiare.

Dunque pensavano che grasso è brutto. Ippocrate disse che l’obesità è una malattia e favorisce altre malattie. Secondo un detto popolare turco “Chi mangia a stomaco pieno si scava la fossa con i denti”. I potenti medievali e rinascimentali erano spesso grassoni. Da un secolo si afferma l’ideale di una corporatura snella. Intanto, però, l’obesità si diffonde specie negli Stati Uniti. Alcune persone che hanno menti acute e sublimi, diventano obese per distrazione. Mio padre, Giovanni, storico della scienza, era alto 1,76 m e pesava 100 kg. Per la scarsità di cibo durante la guerra il suo peso scese a 76 kg - e la sua vita si allungò di un decennio. Nel 2008 un miliardo e mezzo di persone erano sovrappeso e, di questi, 500 milioni erano obesi. Già nel 1997 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) classificò l’obesità come un’epidemia. Ne adottò la definizione in base all’indice di massa corporea (IMC) proposto da A. Quetelet (1850) come IMC = peso (kg) / quadrato dell’altezza (m2)

La tabella mostra gli intervalli dei valori dell’IMC corrispondenti alle varie corporature. IMC: < 18,5 18,5 - 25 25 - 30 > 30

Corporatura sottopeso normale sovrappeso obesità

IMC<18,518,5-2525-30>30
Corporaturasottopesonormalesovrapesoobesità

 

Chi non voglia fare il calcolo, può usare il grafico seguente inserendo in ordinate il proprio peso in kg e in ascisse l’altezza in metri. La curva che divide l’area di peso forma da quella di sovrappeso corrisponde alla vecchia regola:

il peso giusto è di tanti kg – di quanti centimetri la tua altezza supera il metro L’obesità è causata da uno squilibrio energetico fra le calorie consumate (dal cibo) e quelle spese con attività fisica. I nostri comportamenti sono influenzati molto dall’ambiente, cioè dalle abitudini dei familiari e delle persone con cui socializziamo. Contribuiscono all’eccessivo aumento di peso anche fattori genetici e disturbi endocrini. L’ormone leptina (scoperto nel 1994) influisce su recettori nell’ipotalamo ove inibisce l’appetito. L’ormone grelina (scoperto nel 1999) stimola, invece, l’appetito. Sono noti (e discussi) vari protocolli di cure mediche mirate a eliminare l’obesità o, comunque, a controllare il peso corporeo. Su Internet vengono offerte decine di tipi di caffè e tè alla leptina. Garantiscono che fanno perdere parecchi chili di peso alla settimana. Secondo l’OMS obesità e sovrappeso sono al quinto posto fra le maggiori cause di morte: uccidono 2,8 milioni persone all’anno. Favoriscono il diabete, il mal di cuore ischemico e certi tipi di cancro.

La gente diventa obesa perché, diventa dipendente da una alimentazione cerimoniale e compulsiva. Il meccanismo è analogo a quello che rende indispensabili le sigarette ai fumatori e la droga ai tossicodipendenti. C’è anche dipendenza patologica da alcol, sesso, lavoro, gioco d’azzardo, tifo sportivo, videogame, situazioni rischiose. La dedizione smodata al cibo ha una grossa componente culturale. Gastronomi e sommelier passano per fari di cultura. E’ assordante il coro di chi parla, scrive, discute, trasmette programmi TV su bevande, cucina e sul gusto. Fanno lunghi discorsi su qualità, sapori, prezzi, genuinità, reperibilità. Io concordo con Moavia, il quarto Califfo, che disse: “Ho mangiato tanti cibi squisiti in vita mia, che ora mi accontento solo di pane secco.” Ma ci sono ragioni serie per non occuparsi troppo del mangiare. I discorsi in merito sono ripetitivi. Chi ce li infligge è più noioso di chi racconta i propri sogni. E poi il mondo è tanto più grande e interessante. Contiene arte, tramonti, romanzi, statistica, scienza, delitti, tecnologia, amore, perfidia, scuole, simpatia, artigianato, invenzioni, psicologia, imprese spaziali, musica, management. Inoltre altri piaceri sono ben più intensi di quelli del palato. Per essere snelli ci sono ragioni vitali.

Il biologo L. Guarente dell’MIT avrebbe dimostrato che seguire una dieta ipocalorica estrema intensifica il metabolismo: così la durata della vita di certi animali da laboratorio cresce anche del 50%. Il Prof. C.D. Saper della Facoltà di Medicina di Harvard, sostiene che abbassare di mezzo grado la temperatura corporea anche senza seguire diete stringenti, allunga la vita del 10%. Occuparsi meno di cibo permette di aprirsi ad altri interessi e di perseguirli più a lungo perché si campa di più.

* * *

L’obesità ispirò anche poeti fra cui Giuseppe Gioachino Belli. Nel sonetto del 20/1/1833 parla un obeso che trova stretta la poltroncina al Teatro di Tordinona [un testone era una moneta].

Sora maschera mia, sete un cojone

me parerebbe, sangue d’un giudìo

che n’abbi da sape’ dommineddio

un po’ piu’ de chi ha fatto Tordinone …

E si sso’ grasso ce n’ho corpa io?

Potevio fa’ piu’ grande la porzione!

Quanno pago, peccristo, er mi testone

vojo un posto adattato ar culo mio.

E in che danno ste tavole, ste fotte

de tramezzi che un omo ce s’attappa

come fosse un turaccio in una botte?

Qua er culo mio nun c’entra e nun ce scappa

e pe’ dà gusto a voi, sore marmotte

io nun me tajo una fetta de chiappa.

Il 18/4/1999 i giornali americani annunciarono che in aerei, teatri e stadi si sarebbero usati sedili più larghi per tener conto della crescente obesità del pubblico: non 18 pollici (47,7 cm), ma 21 (53,3 cm). Scrissi allora la libera traduzione inglese che segue.

Yo, flight attendant, just cool down the heat!

I guess the Almighty knows a dam’ sight more

than the jerk who designed this crummy seat,

You just pipe down and listen. Sure I’m sore!

It’s not my fault I’m fat. I just ask for

enough space for my ass. Me, I don’t cheat,

I paid my fare and trust I’m not a bore.

To try and squeeze me in here is no mean feat.

Fuck these armrests and bugger your airline!

What’s quality to you? just coffee and cake?

How wide is a half ass? No, no, not nine

inches. You kiss my ass and try to make

a guess: ten point five inches would be fine

– and I won’t slice my bottom for your sake.”