Trenta milioni di giapponesi avrebbero già sperimentato i telefoni mobili dell'avvenire. Lo dice la pubblicità del sistema DoCoMo i-mode della NTT. Con questi apparecchi, che hanno uno schermo di video di una ventina di centimetri quadrati, possiamo connetterci alla banca e fare operazioni, consultare pagine gialle, mappe e carte stradali e informarci su spettacoli e loro orari. In avvenire potremo avere accesso completo a Internet e alla televisione da postazioni mobili e anche in aereo.
Ovviamente chi guida l'auto non deve guardare la TV, nè navigare su Web. Non dovrebbe neanche usare il telefono cellulare tradizionale - se lo fa rischia di causare incidenti e, giustamente, di essere multato. Secondo alcuni non dovrebbe usare nemmeno il telefono in viva voce (attività ammessa dai regolamenti), perchè la distrazione conseguente è mentale e non necessariamente dovuta all'attenzione visiva necessaria per rispondere e per comporre i numeri telefonici.
Io non ritengo desiderabile l'accesso dal cellulare ai programmi TV per due ragioni. La prima è che i contenuti della TV, in grande maggioranza, sono poco interessanti e di qualità infima. La seconda è che lo schermo di 5 x 5 centimetri è troppo piccolo. Non desidero nemmeno l'accesso a Internet dall'auto, dal treno, dall'aereo: per quanto importanti siano le nostre attività lavorative e finanziarie e i messaggi che scambiamo col mondo, è rarissimo che sia vitale stare online senza interruzioni sia pure di poche ore. Basta organizzare i nostri programmi e le relative priorità, non procrastinare le decisioni, prevedere le scadenze, per essere perfettamente soddisfatti da connessioni asincrone che ogni tanto possiamo interrompere.
Le innovazioni desiderabili, invece, sono quelle sistemiche. Le celle in cui è suddiviso il territorio dovrebbero essere 100 volte più piccole: un ventesimo di km2 invece di 4 o 5 km2 . Se lo fossero, la potenza di ogni cellulare sarebbe minore e le batterie durerebbero di più. Inoltre le stesse frequenze potrebbero essere usate più volte in celle poco distanti con vantaggio nella allocazione dello spettro.
Altra innovazione desiderabile è la standardizzazione dei comandi e delle icone, che manca in modo critico anche in altri settori (auto, elettrodomestici). I cellulari devono potersi usare esattamente nello stesso modo anche se cambiamo marca o modello. Infine non bisogna miniaturizzare troppo: come accade anche nei computer, specie laptop, i componenti troppo piccoli sono fragili, mentre icone e stringhe alfanumeriche non sono distinguibili sotto certe soglie: rendono impossibile la lettura o più frequenti le interpretazioni errate.