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RISCHI DELL'INFORMATICA E BARBARIE DELLE ICONE
di Roberto VACCA - Il Messaggero - 25 agosto 2003

Siamo stati fortunati. Discendiamo da romani, greci, egiziani, semiti, babilonesi, ittiti. Questi nostri saggi progenitori culturali ci hanno donato l'alfabeto. Con 26 segni scriviamo in tante lingue. Con le 10 cifre della numerazione decimale esprimiamo quantità, codifichiamo istruzioni, comunichiamo con le macchine. I nostri figli imparano a leggere e scrivere in poche settimane.
Ai cinesi toccò sorte peggiore. Già 3000 anni fa parlavano la loro lingua in decine di dialetti diversi incomprensibili fra loro. Così ricorsero agli ideogrammi standardizzati in tutto l'Impero. I testi scritti in cinese sono comprensibili in tutte le regioni, e in ognuna sono letti in modi diversi. Per leggere il giornale e operare a livelli culturali medi, un cinese deve saper leggere e scrivere almeno 5000 caratteri. Ci mette 9 anni a impararli. Se vuol fare il letterato o il linguista, impara 50.000 caratteri e ci mette una vita. Più oltre racconto quali altri guai affliggono i cinesi che usano computer.
Noi occidentali usiamo da migliaia di anni i simboli alfanumerici. Trent'anni fa arrivò la Apple con le sue icone "amichevoli verso gli utenti". Ora Microsoft, con Windows, inonda i nostri computer di icone. Molti hanno lasciato i vecchi linguaggi di programmazione (Fortran, Basic, etc.). Ma ora siamo in crisi e corriamo rischi. Vediamo quali e perchè.
Un primo rischio è la delega a eseguire elaborazioni che possiamo dare a strutture anonime in rete: così perdiamo il controllo del processo di elaborazione e della qualità dei risultati. La tendenza è favorita dalla transizione da PC a NT (Network Computer), atto a comunicare, ma quasi privo di capacità di elaborazione.
Connesso con questo è il rischio dell'abbandono di codici alfanumerici per passare alle icone. Queste sono analoghe agli ideogrammi cinesi. Hanno significato spesso poco chiaro, sono difficili da reperire e riconoscere e possono portare a eseguire elaborazioni diverse da quelle desiderate. Le conseguenze culturali negative ci riportano alla situazione non felice delle culture ideogrammatiche.
Abbiamo ora inconvenienti simili a quelli sopportati dai cinesi. Impieghiamo tempi lunghi per imparare il significato di tante icone. Troviamo difficoltà a ritrovarle perchè non è realizzabile un dizionario delle icone. Già i dizionari cinesi sono disagevoli da consultare. Per cercare un carattere mai visto prima, dobbiamo contare il numero di tratti che convergono nei suoi 4 angoli: costruiamo così un codice a 4 cifre che permette di ritrovare il carattere e di conoscerne il significato [se abbiamo contato correttamente i tratti]. Le cose vanno peggio con le icone riportate sullo schermo che ho ora davanti. C'è una pallina nera con 2 freccette blu una verso destra e una verso sinistra. L'immagine non evoca alcun concetto. Se ci vado sopra col cursore, appare una piccola scritta:
Barra degli strumenti Web
Non la capisco. Clicco sull'icona e subito scompare la cornice superiore del quadro del mio schermo. Mi va bene: ora vedo un pezzo più lungo del testo che scrivo. Clicco di nuovo e riappare quella cornice (che contiene comandi utili quando si accede a Web). Se mi scorderò quale sia questa icona che ho appena usato, dovrò cercarla a tentoni provando a cliccare su tante altre. Qui non ci sono tratti di pennello da contare per cercare un codice, come in cinese. Un'altra icona rappresenta una lente sopra un foglio. Mettendoci il cursore, dice
Anteprima di stampa
Ci clicco sopra e vedo come apparirà la pagina che scrivo, se la stampo. Cerco di tornare indietro, ma non posso: l'icona è sparita. Allora, salvo il testo, esco da Word, riapro Word e torno dov'ero. Goffi questi strumenti, come sa bene chi li usa spesso. Inutile fare altri esempi!
E le icone hanno invaso anche i pulsanti di comando di elettrodomestici, televisori, registratori, automobili, segnaletica stradale. Le immagini stilizzate non sono accompagnate da scritte. Originariamente sotto il cartello con una grossa S nera, si leggeva CURVA PERICOLOSA. Sotto il cerchio rosso con striscia bianca orizzontale si leggeva DIREZIONE VIETATA. Oggi non più. Un cartello con alcuni segmenti verticali e orizzontali (che non si toccano) ci avvisa su strada che ci avviciniamo a un incrocio. A destra o a sinistra? A che distanza? La figura non lo dice.
Le icone offrono l'ovvio vantaggio che trasmettono concetti senza usare una lingua particolare - incomprensibile agli stranieri. In tutti gli aeroporti una sagoma umana in calzoni e una in gonna indicano i gabinetti. La rappresentazione grafica è compatta. Però le dimensioni sono spesso minime e non abbiamo alcuna idea sul messaggio trasmesso da uno sgorbietto storto. Così andiamo per tentativi. Spingiamo tanti pulsanti e guardiamo che succede. Qualche volta non succede niente perchè si ottiene un effetto solo premendo più di un pulsante in sequenza appropriata (e non ovvia). Almeno sui computer muovendo il cursore vediamo una scritta esplicativa (anche se mal concepita). Sui cartelli: no.
Come accennavo, poi, l'adozione dei PC crea guai in Cina. Per scrivere ideogrammi al computer i cinesi devono prima traslitterarli in caratteri latini secondo la pronuncia pechinese. Poi devono scegliere l'ideogramma desiderato fra gli omofoni (spesso varie decine). Le sequenze di ideogrammi così codificate, trasmesse, mostrate su video o stampate sono leggibili da chi parli uno degli 80 dialetti cinesi (mutuamente incomprensibili, come dicevo). Ma chi non scriva a mano ogni giorno gli ideogrammi che usa, li dimentica: li riconosce se li vede scritti, ma sbaglia quando cerca di tracciarli. Se si toglie il PC a un cinese che per anni lo ha usato traslitterando, questi diventa analfabeta. Questa difficoltà riguarda un miliardo di persone. Si aggiunge a quelle di chi usa lingue indoeuropee ed è sintomo ulteriore che molto è da rivedere in informatica.
Come ha scritto Valerio Franchina; "E' singolare che venga celebrato in chiave evolutiva il cammino simmetrico a quello che ci ha condotto dalle icone agli alfabeti fonetici, il percorso di ritorno, insomma. Dovrebbe essere invece visto in una luce negativa, come sintomo di involuzione oscurantistica. .... Non stiamo avviandoci verso una civiltà iconica .... Chiamiamola invece BARBARIE ICONICA. E sforziamoci di combatterla."