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scienze
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INNOVAZIONE NEL SETTORE AUTO: DOVE MIRA A LUNGO TERMINE?
:Roberto Vacca-
Ha un avvenire l' automobile? Secondo il fisico premio Nobel Niels Bohr fare previsioni e' difficile, specialmente in merito a eventi futuri. Questa battuta danese ci aiuta poco. Ci aiuta di piu' riflettere sui numeri relativi alla produzione annua e alla consistenza dei parchi auto nazionali: queste variabili danno un' idea della struttura del mercato nel tempo e da questa dipendera' l' accettazione di varie forme di innovazione.
La tabella seguente mostra quante auto sono state prodotte nel mondo in anni recenti.
| Anno |
1980
|
1985 |
1988 |
1989 |
1990 |
1991 |
1992 |
| Veicoli a motore prodotti nel mondo |
38,9 milioni
|
44,8
|
48,1
|
48,9
|
48,1 |
46,4 |
47,4 |
Dunque la produzione del settore oscilla intorno ai 47 milioni di unita' e la crescita sembra finita. Sono sicuri del contrario vari paesi dalla Malesia alla Cina, all' America Latina, che hanno realizzato nuove fabbriche ed entro un quinquennio metteranno ogni anno sul mercato oltre 20 milioni di nuovi veicoli. I paesi emergenti hanno interesse a crearsi industrie nazionali dell' auto perche' l' indotto e' vasto: componenti, gomma, vetro, plastica, microprocessori. C'e' da chiedersi se il mercato assorbira' questa nuova produzione. La risposta dovrebbe essere affermativa se pensiamo anche solo all' enorme mercato cinese che possiamo immaginare in avvenire responsabile del raddoppio del parco auto mondiale.
Ho gia' illustrato in un precedente articolo su queste pagine come la crescita dei parchi auto avvenga secondo curve logistiche, anche se, quando ci si avvicina al valore massimo costante, si osservano oscillazioni. La tabella seguente riporta per paesi industriali l' asintoto calcolato, il parco auto nel 1993 e la percentuale che esso rappresenta rispetto all' asintoto.
| Paese |
No.auto 1993
(milioni) |
Asintoto (milioni) |
Parco auto % dell' asintoto |
Costante di tempo (anni) |
| USA |
146,3
|
180
|
81
|
62
|
| Italia |
32
|
28
|
114
|
28
|
| Francia |
29,5
|
35
|
84
|
59
|
| Germania |
39,2
|
43
|
91
|
31
|
| Regno Unito |
24
|
29
|
83
|
44
|
| Svezia |
3,9
|
4
|
97
|
30
|
| Giappone |
40,8
|
39
|
105
|
21
|
(*) Costante di tempo = tempo per passare dal 10% al 90% dell' asintoto
Nei casi di Italia e Giappone il parco auto ha gia' superato l' asintoto e dovremmo attenderci che diminuisca in avvenire. In ogni caso siamo ovunque vicini alla saturazione e, quando questo accade, c'e' da attendersi di norma che il parco diminuisca e che un nuovo prodotto si presenti a sostituire quello in declino.
Possiamo immaginare, allora, che nei paesi industriali i veicoli con motore a combustione interna siano sostituiti per gradi da veicoli a emissione zero (elettrici, con energia immagazzinata da volani ad altissima velocita', con motore a idrogeno). Intanto i motori a combustione interna si diffonderebbero nei paesi emergenti con la Cina in prima fila. Vedemmo in altro articolo che freni a disco, pneumatici radiali, servosterzo e aria condizionata sono arrivati a dominare il settore auto in tempi variabili da 8 a 22 anni. Altre innovazioni saranno accettate in tempi simili, ma appaiono meno desiderabili in un mercato di sostituzione avviato a contrarsi. Le innovazioni, allora, sarebbero concentrate sui veicoli di nuova generazione.
Un fattore decisivo sara' l' atteggiamento del mercato verso le prestazioni offerte. Esiste oggi un forte divario fra le prestazioni possibili e quelle effettivamente utilizzate. Ovunque, e in Europa in particolare, vengono prodotti veicoli capaci di marciare a velocita' doppia di quella ammessa legalmente. Tale prestazione, come anche le forti accelerazioni possibili, viene utilizzata di rado [commettendo reati spesso non contestati, ne' puniti]: secondo alcuni ne conseguono aumenti notevoli dei rischi - i quali, in effetti, sono compensati dalla sicurezza intrinseca di veicoli e strade. (Ricordiamo che in Italia il numero di morti in incidenti di traffico si e' ridotto quasi alla meta' negli ultimi due decenni). Ugualmente, pero', prezzi e consumi sono troppo alti. Appare ragionevole attendersi una convergenza verso definizioni piu' ragionevoli della domanda. Il mercato dei veicoli a motore a emissione zero potra' offrire, dunque, veicoli lenti (da usare dove legalmente possono solo marciare a bassa velocita'), non inquinanti e poco ingombranti che si affiancheranno a quelli tradizionali. L' avvenire del settore sara' deciso in parte dall' offerta di tecnologie innovative: nuovi materiali resistenti e leggeri, batterie con alta capacita' e basso peso, sistemi di controllo avanzati. In parte, invece, la risposta sara' culturale: e' la cultura diffusa che pilota le mode spesso non costruttive. Negli anni 50 comincio' in USA la moda delle auto ornate da pinne posteriori il cui disegno richiamava le ali degli aerei - attualmente il disegno delle auto europee con sedili anteriori avvolgenti etc. richiama lo stile delle auto sportive o da corsa. E' solo invidia o scimmiottamento dell' alta velocita'. Nella valutazione delle soluzioni costruttive dovra' essere immessa l' analisi del bilancio costi/benefici - ma questo richiede iniezioni di cultura vera.
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