scienze

innovazioni e responsabilità Roberto Vacca

INNOVAZIONE E RESPONSABILITA'

Roberto Vacca

Quando ero studente, lavorai per qualche mese in una fabbrica di radio. Saldavo uno a uno resistori e piedini di valvole su circuiti stampati. Oggi quel mestiere non esiste piu': i circuiti vengono prodotti in modo automatico a costo bassissimo. Chi faceva quel mestiere a pieno tempo, resto' disoccupato per un certo tempo e poi dovette imparare un altro lavoro. Le innovazioni tecnologiche hanno implicazioni secondarie che in genere sono ipercompensate dalla loro utilita'. Talora creano rischi nuovi.

Piu' in generale le innovazioni tecnologiche cambiano i modi in cui viaggiamo, comunichiamo, lavoriamo, usiamo il tempo libero. Hanno effetti enormi sull' uso di: risorse naturali, grandi sistemi, distribuzione della ricchezza, investimenti, scelte che possiamo o non possiamo compiere. In conseguenza spesso sono messi in gioco valori molto maggiori di quelli dei prodotti e dei servizi innovativi. Quindi chi introduce innovazioni tecnologiche ha responsabilita' vaste e ramificate. Deve osservare le leggi esistenti su sicurezza e protezione ambientale, ma queste possono solo imporre regole basate su esperienze precedenti, non relative a oggetti che non esistevano quando sono state stilate.

In tutti i paesi avanzati esistono leggi che impongono controlli e studi previsionali molto piu' stringenti a chi realizza impianti industriali che trattano in grande quantita' sostanze nocive [in particolare infiammabili] o generano quantita' di energia molto grandi - con qualunque tecnica [termoelettrica, termonucleare, idraulica]. Gli imprenditori devono dimostrare di aver studiato tutti i possibili rischi derivanti dalla loro attivita' e di aver preso tutte le precauzioni necessarie per eliminarli, ridurli, monitorarli mediante rivelatori e allarmi. Senza entrare in dettagli, le procedure imposte dalla legge - oltre che da sani criteri tecnici - impongono che per ogni componente progettato e installato nell' impianto, si determinino tutti i possibili modi in cui potra' guastarsi o funzionare male. Di ciascun evento si determineranno tutte le conseguenze e di ciascuna conseguenza si determineranno le conseguenze secondarie [rischi a persone, danni causati ad altri componenti, mancanza di certe funzioni]. L' analisi va continuata fino a determinare possibili eventi rischiosi anche in caso di guasti multipli. Il diagramma che rappresenta l' analisi fatta ha la forma di un albero: ogni diramazione rappresenta una eventualita' prevista e analizzata. E' questo il risultato tipico dell' attivita' di gruppi di lavoro di sistemisti, ciascuno dei quali apporta la propria competenza in campi tecnologici, legali, di ingegneria umana. Si raggiunge cosi' una sicurezza molto alta. I modi di realizzare gli alberi di eventi sono stati sviluppati in connessione con la progettazione e la realizzazione di centrali elettronucleari. E' questo il settore che ha generato la moderna ingegneria della sicurezza.

Sebbene la legge non lo imponga in modo esplicito, le aziende piu' avanzate che progettano e realizzano prodotti innovativi, analizzano in modo simile ogni conseguenza nell' uso dei loro prodotti anche quando non si tratti di grandi impianti chimici o energetici, ma di oggetti o strumenti singoli [in inglese chiamati "standalone"] in uso al pubblico. Leggiamo spesso messaggi prudenziali speciali sulle confezioni di prodotti che possano andare in mano a bambini. Ma anche le aziende minori e meno avanzate tecnologicamente fanno innovazione. E' opportuno che anche esse si ispirino a questi principi operativi per garantire la sicurezza agli utenti finali. Parliamo qui di analisi probabilistiche. Su ciascun passo di queste e' normale che le opinioni divergano. I conflitti conseguenti vengono risolti normalmente seguendo regole gerarchiche. Un dirigente, un capo progetto decidera' come dirimere le controversie su valutazioni opinabili.

Qui, pero', entra in gioco la responsabilita' individuale. Ogni progettista, ogni tecnico sente [o deve sentire] la sua responsabilita' individuale di non nuocere a terzi [tipicamente gli utenti finali]. Se il suo capo gli ordina di trascurare avvertenze o prudenze che gli paiono essenziali, sorge un conflitto di tipo etico sanabile solo con discussione aperta e assunzione [o declino] di responsabilita'.

Le questioni etiche connesse con responsabilita' tecniche e progettuali ricevono molta attenzione negli USA e vengono dibattute sui periodici delle associazioni professionali. In particolare si discutono i problemi dei "whistle blower": quelli che suonano il fischietto, cioe' lanciano un allarme alle autorita' pubbliche quando ritengano che la loro stessa azienda stia compiendo azioni rischiose per il pubblico e per i clienti. I "whistle blower" vengono protetti di piu' se lavorano per il governo, meno se dipendono da aziende private. Conviene, dunque, alle aziende pubblicizzare le loro attivita' di analisi intese a garantire sicurezza [queste possono costituire un importante elemento per ottenere la certificazione ufficiale di qualita'].
Conviene anche rendere piu' aperte e visibili le regole con cui risolvere conflitti etici sia per evitare spiacevoli dissidi, sia per far sapere al pubblico quanto sia avanzata e responsabile la nostra gestione.