scienze

: innovazione e rischi  Roberto Vacca


INNOVAZIONE E SUOI RISCHI: VERI - E IMMAGINARI
:Roberto Vacca-

La saggezza convenzionale (che raramente produce innovazione) sostiene da secoli che l' innovazione non esiste [nil sub sole novi - non c'e' niente di nuovo sotto il sole] o che le cose vecchie sono sempre migliori di quelle nuove [e chi lo dice viene chiamato laudator temporis acti - uno che loda il tempo trascorso].

Ogni anno, ogni mese che passa questi modi di vedere vengono dimostrati alieni dalla realta'. Eppure la paura del nuovo e' ancora diffusa. C' e' ancora chi ha paura di volare sugli aerei di linea - il mezzo di trasporto piu' sicuro che esiste. C' e' chi ha paura dei computer - perche' non ha fatto lo sforzo relativamente modesto di imparare a usarli. C' e' chi ha paura degli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli elettrodotti e dagli apparecchi a bassa frequenza che abbiamo nelle nostre case - anche se e' stato ampiamente dimostrato che questi effetti sono irrilevanti.

Dovremmo spiegare, dunque, al pubblico che le invenzioni scientifiche e le innovazioni tecnologiche, in generale, sono vantaggiose - purche', certo, vengano perseguite in modo responsabile sotto la supervisione dei migliori esperti disponibili che continuino a controllare gli uni il lavoro degli altri. Un argomento importante, che non si cita mai, e' questo: il nostro habitat terrestre ha subito variazioni enormi - e casuali. Alcune - tremende - hanno causato la sparizione di intere specie (come la catastrofe di 65 milioni di anni fa che distrusse i dinosauri). Pare che a una mutazione genetica avvenuta oltre 10 milioni di anni sia dovuta la spiacevole circostanza che uomini, gorilla, scimpanze' e orangutan non possano sintetizzare la vitamina C e, quindi, si ammalano di scorbuto se non mangiano cibi freschi (ad esempio agrumi o, alla peggio, carne cruda, come gli eschimesi). Ma molte altre mutazioni piu' antiche hanno condotto all' evoluzione biologica che ha prodotto il genere umano - e ne siamo abbastanza soddisfatti: alcuni di noi hanno prodotto pensieri, opere e teorie sublimi.

Allora non dovremmo aver paura, ne' sollevare obiezioni se qualche esperto tenta di generare mutazioni nuove e positive. Invece, ad esempio, c' e' chi si atterrisce all' idea che animali o piante di cui ci nutriamo vengano manipolati geneticamente e rifiuta di cibarsene.

L'obiezione di fondo e' che gli esemplari biologici di cui e' stato modificato il DNA non sono naturali. L'obiezione non regge. Infatti ci sono piante del tutto naturali che sono velenose (ad esempio tutte le parti verdi delle patate: chi le mangia, muore - appunto mangiamo i tuberi). Alcune piante si difendono dagli insetti emettendo veleni che li tengono lontani, ma che sono un po' dannosi anche per l' uomo.

All'universita' di Oxford in Inghilterra si stanno studiando modifiche del DNA di certi insetti nocivi, tali da produrre in essi stati morbosi letali. E' interessante che si sta lavorando per evitare che questi stati morbosi abbiano decorso troppo rapido: meglio che si manifestino lentamente in modo che l' epidemia attacchi intere popolazioni di insetti nocivi.

In altri casi non si inseriscono geni nuovi nelle catene del DNA di certi vegetali, ma si inseriscono geni detti "antisenso" che scrivono all' incontrario la sequenza delle quattro basi (Adenina, Timina, Guanina, Citosina) di un gene che abbia effetti indesiderati e lo neutralizzano. E' questo il caso di un gene presente nei pomodori che ne rende la polpa meno densa e compatta, quindi meno adatta a essere conservata e trasformata in salse. Neutralizzato questo gene, gli ortaggi si conservano piu' a lungo e hanno caratteristiche migliori.

L'importante, naturalmente, e' che i vantaggi conseguiti con l' ingegneria genetica siano controllati accuratamente per periodi di tempo lunghi in modo da determinare quali siano le catene di conseguenze ultime che si possono verificare e da accertarsi che non siano dannose all' uomo. E' noto che negli Stati Uniti vengono effettuati controlli particolarmente meticolosi dalla Food and Drug Administration sia su farmaci nuovi, sia su alimenti e loro processi di produzione.

Intanto si profila ad un orizzonte non lontano la possibilita' di interventi non traumatici su esseri umani affetti da insufficienza coronarica, ottenuti mediante l' inserzione di DNA di caratteristiche appropriate attraverso adenovirus inoculati nelle cellule dei vasi onde eliminare la produzione di colesterolo e di altre sostanze occludenti. Si prevede che in avvenire il ricorso a provvedimenti basati sull' ingegneria genetica sara' sempre piu' frequente e sara' coronato da successi sempre piu' straordinari.

E' bene ricordare che gli scienziati pazzi sono molto piu' frequenti nei romanzi di fantascienza che nella vita reale. Gli scienziati savi hanno fatto molto per rendere la nostra vita piu' lunga, migliore e piu' interessante. Continuiamo a controllare che continuino a essere savi, ma non ci precludiamo le novita' positive che ci propongono.