Notizia sensazionale! Scienziati italiani e americani hanno fotografato il Big Bang - l'esplosione iniziale che ha dato origine al nostro universo. Le agenzie di stampa danno rilievo all'evento. La prestigiosa rivista scientifica britannica "Nature" ne riporta immagini in copertina. Noi leggiamo le sobrie dichiarazioni del Prof. Paolo de Bernardis dell'Universita' di Roma - e apprendiamo che recenti rilevazioni eseguite dal sistema BOOMERANG confermano che l'universo: continua a espandersi senza limite, ha una massa vicina a quella calcolata dai fisici teorici ed e' essenzialmente piatto. Questo significa che le teorie di Einstein sulla curvatura dello spazio dovuta alla gravita' sono, certo, giuste, ma non servirebbero a stimare correttamente la forma generale del cosmo.
Anche una persona mediamente colta, come me, si trova spaesata davanti a queste notizie. Ho studiato un po' di fisica e un po' di astronomia - pero' non riesco a capire bene che cosa ci sia di nuovo.
Ai tempi antichi sarei andato a parlare con un amico scienziato per farmi spiegare come stanno le cose. Oggi posso fare di meglio: navigo su Internet e mi informo su quel che il Prof. de Bernardis e il suo collega Andrew Lange del California Institute of Technology, dissero con calma 3 anni fa e ora confermano. Il nome del loro esperimento "Boomerang" e' un acronimo; sta per "Balloon Observations of Millimetric Extragalactic Radiation And Geophysics" e interessa 7 Paesi. Con uno specchio di un metro di diametro e vari rivelatori di microonde, portati nella stratosfera sopra l'Antartide da un pallone, si e' misurata la radiazione cosmica di background, scoperta 35 anni fa da Arno Penzias. La scoperta originaria non aveva rilevato fluttuazioni di temperatura, cioe' disuniformita' di questa radiazione. Ma le fluttuazioni furono misurate gia' 18 anni fa. Gli esperimenti di de Bernardis e Lange, pero', sono circa 100 volte piu' accurati e danno immagini più nitide di quelle di 2 decenni or sono, anche se la percentuale del cielo osservata e' meno dell'uno per cento del totale.
Hanno misurato onde emesse circa 300.000 anni dopo il Big Bang, quando le temperature si erano abbassate sufficientemente perche' i protoni potessero catturare elettroni e formare atomi di idrogeno. Per i fotoni prodotti allora, il tempo non e' passato (infatti si muovono alla velocita' della luce), ma la loro energia e' diminuita. Ora, quando li misuriamo, troviamo che e' come se provenissero da un corpo molto freddo -- a soli 3 gradi sopra lo zero assoluto.
L'esperimento Boomerang ha avuto successo nel determinare non solo la frequenza, ma anche la forma dell'onda fondamentale di questa radiazione antichissima. Con cio' avrebbe dimostrato, appunto, che l'universo e' essenzialmente piatto: e' tale che per esso vale ancora la geometria di Euclide. La notizia notevole, dunque, e' che continua a crescere a dismisura la precisione con cui conosciamo le conseguenze di eventi estremamente lontani - all'origine dell'universo. Queste misure - e i ragionamenti che gli scienziati ci fanno sopra (usando oggi supercomputer milioni di volte piu' veloci di quelli antichi) - servono solo ad arguire la genesi del cosmo. Sappiamo bene, pero', che quando capiamo di piu', prima o poi riusciremo anche a dedurre conseguenze che abbiano rilevanza pratica.
E' molto arduo indagare su eventi verificatisi in epoche così remote. E non e' proprio vero che esiste ora una foto del Big Bang: abbiamo, sì, una mappa piu' precisa delle sue conseguenze.
Intanto in Argentina si cerca di trovare indizi sull'origine dell'universo da osservazioni fatte sui raggi cosmici. Sono stati installati sulle Ande 1.600 telescopi ottici a funzionamento automatico su un'area di 3.000 kilometri quadrati per rivelare le tempeste di questi raggi, anch'essi originati - sembra - all'epoca del Big Bang.
Che speranze possiamo riporre in queste imprese e che conseguenze dovremmo trarne noi - non specialisti? Io credo che dovremmo vergognarci della nostra ignoranza e metterci a studiare per essere meno sorpresi dalle nuove scoperte, per non fare la figura dello scemo del villaggio e per contribuire a rendere la nostra societa' meno banale e primitiva.