scienze

acqua su Marte?  Roberto Vacca :

ACQUA SU MARTE? .
:Roberto Vacca-(Il Mattino-21-06-2000)

La NASA e la rivista "Science" non hanno commentato la notizia che recenti rilevazioni della sonda Mars Global Surveyor in orbita attorno al pianeta rosso avrebbero indicato la probabile presenza di acqua su Marte. Perche' mi azzardo io, che non sono un astrofisico, a esprimere un parere in merito? Perche' credo di avere da dire alcune modeste cose di buon senso. Eccole.
H.G. Wells, I. Asimov, O. Welles e tanti altri ci avevano raccontato storie fantastiche e stimolanti. Ci inducevano a credere alle asserzioni (troppo audaci) di vari astronomi del secolo scorso (fra cui lo Schiaparelli) che credevano di aver visto grandi canali artificiali su quel pianeta. Le speranze di incontrare marziani andarono distrutte quando vedemmo le immagini trasmesse dalla prima sonda spaziale. La presenza di crateri simili a quelli lunari dimostravano l'assenza di vegetazione e di ogni attivita' costruttiva.
Ora sappiamo che l'atmosfera di Marte ha una pressione 100 volte minore di quella terrestre ed e' costituita per il 95% da anidride carbonica - con il 2,7% di azoto, 1,6% di argon e solo lo 0,13% di ossigeno e 3 parti su 10.000 di acqua. Dunque, anche se c'e' un po' d'acqua (pare su un'area forse di 30 km di raggio?), non sarebbe una risorsa adeguata ad appoggiare adeguatamente gli eventuali esploratori.
Anzi: il solo sospetto che quell'acqua sostenga qualche forma di vita rappresenta un vincolo ulteriore. Penny Boston, biologa che lavora a Complex Systems Research di Longmont, Colorado, ha lanciato un allarme: "Se fosse vero che c'e' vita su Marte, dovremmo rendere piu' stringenti i protocolli che impongono cautela alle missioni spaziali. Va evitato il rischio di contaminare esseri viventi anche primordiali." E' giusto: si deve osservare e sapere quello che si fa prima di agire in modo inconsulto.
La prossima impresa marziana dovrebbe essere realizzata dall'Agenzia Spaziale Europea. Il veicolo che dovrebbe scendere su Marte nel 2003 e' inglese: il British Mars Lander che e' stato chiamato colloquialmente Beagle 2 ("bracchetto II" in ricordo dello Snoopy della prima impresa lunare). Non avrebbe un rover, cioe' un veicolo di esplorazione a largo raggio, ma solo una talpa capace di scavare e produrre campioni del sottosuolo. Arduo che Beagle 2 riesca a scendere proprio dove si sospetta che ci sia l'acqua, a meno che non si compiano progressi notevolissimi nell'arte di dirigere la navicella con precisione a coordinate desiderate. Tutte attivita' interessanti e lodevoli, ma non di interesse drammatico, ne' di grande rilevanza per noi terrestri.
Chi sia interessato a conoscere dati fisici e a vedere belle immagini di Marte (e anche di altri pianeti, satelliti, comete, etc.) li puo' trovare su Internet al sito www.planetscapes.com/solar/eng/ . Si tratta di dati e testi affidabili e di buon livello, senza cedimenti all'immaginazione sfrenata, ne' alla fantascienza.
Naturalmente un sentore anche vago di possibilita' di vita extraterrestre eccita l'interesse e la fantasia di molti. Nel 1998 e' stata fondata a Boulder, Colorado la Mars Society che mira a favorire la colonizzazione umana di Marte. I fondatori sostengono che esplorando Marte impareremo cose vitali anche sulla fisica terrestre. La tesi sembra discutibile anche se, certo, raccogliere dati, esplorare e teorizzare su problemi relativi ad astri e pianeti e' attivita' importante - ma forse meno vitale di altre. Comunque chi voglia documentarsi puo' accedere al sito Web www.marssociety.org .
Attualmente le temperature all'equatore marziano vanno da 130 gradi sotto zero a 27 sopra. Potremmo sperare di rendere abitabile Marte (e anche Venere) solo ricorrendo al così detto "terraforming", cioe' modificando profondamente la composizione e l'intera fisica dell'atmosfera di questi due pianeti in modo da raffreddare il secondo e scaldare il primo. A questo scopo l'enorme effetto serra di Venere dovrebbe essere diminuito e quello di Marte aumentato. Ma questa sarebbe un'impresa ciclopica che oggi nessuno saprebbe nemmeno come progettare.
Forse ci riusciranno uomini dell'avvenire. Per ora mi sembra che i decisori attuali siano inadeguati davanti all'impresa di gestire piu' razionalmente il nostro pianeta e in particolare il nostro Paese. Alcuni di noi hanno studiato interventi utili a contribuire a quest'ultimo fine, ma non vengono ascoltati. Il successo nel realizzare interventi socio-economici, politici e culturali innovativi e positivi appare piu' improbabile di quello nell'alterare la fisica del sistema solare.