scienze

Il progresso è sempre più veloce prevederne il corso è molto difficile
:Roberto Vacca-(Telèma-26-autunno-2001)

L'impatto socio-economico delle nuove tecnologie dell'informazione ha già cambiato la nostra vita e la cambierà ancora di più nel futuro. E' difficile prevedere come. Ma una cosa è certa: spariranno molti lavori tradizionali e ne nasceranno altri, nuovissimi. Per i quali servono competenze avanzate nella progettazione e nella gestione di strumenti telematici, soprattutto nel campo dell'e-commerce. Altrimenti...

1. Velocità dell'innovazione tecnologica antica e attuale.

Nella prima metà del XX secolo si concluse lo sviluppo della rete ferroviaria italiana, che crebbe del 40% dal 1900 al 1940. La costante di tempo1 di quel processo era di 90 anni. Nella seconda metà del XX secolo la lunghezza delle strade nazionali e autostrade italiane crebbe del 250%, con una costante di tempo di 82 anni, e il numero di telefoni crebbe di oltre 10 volte (arrivando a circa 30 milioni di unità) con una costante di tempo di 55 anni. Quest'ultimo processo accelerò notevolmente dopo il 1960: fino alla seconda guerra sembrava avviato rapidamente (con una costante di 40 anni) a fermarsi verso i 3 milioni di unità. Questi processi di sviluppo (certo insieme ad altri, noti) hanno segnato profondi cambiamenti dell'economia e della società italiane. Lo sviluppo della mobilità (su strada) e delle telecomunicazioni ha implicato sviluppo industriale, incremento degli scambi e della prosperità e una - più modesta - crescita culturale.
Negli ultimi anni si è vista una crescita fulminea dei telefoni cellulari (il cui numero tende a 29 milioni con una costante di tempo di 7 anni). Intanto le comunicazioni telefoniche vengono sostituite in misura crescente da quelle via Internet che offrono il vantaggio di essere asincrone, più concise e corredate da testi e immagini. Non è immediato individuare cause ed effetti nella complessità di interazioni fra le variabili coinvolte. Si tratta di: nuove tecnologie, influenze internazionali di mode e stili di vita, effetti cumulativi di risparmio e investimenti, migrazioni geografiche e tra settori (da agricoltura a industria e, quindi, a servizi e trattamento di conoscenza), miglioramenti della cultura e delle prestazioni lavorative dei cittadini. Certo in questi processi è stato spesso decisivo il ruolo dell'innovazione tecnologica.

I progressi e la diffusione della nuova tecnologia dell'informazione e della comunicazione (Ict) hanno prodotto impatti epocali e sembrano avviati a investire tutta la vita associata. E' probabile che gli impatti delle reti telematiche saranno maggiori di quelli passati delle reti ferroviaria, stradale, telefonica. Ma è arduo proiettare gli sviluppi delle tendenze in atto, perché i dati disponibili sono scarsi e poco sicuri, le innovazioni sono continue, le incertezze sull'andamento dell'economia internazionale sono notevoli. Ciò malgrado è ineluttabile tentare un'analisi delle implicazioni della nuova economia e una previsione dell'avvenire almeno a breve e medio termine. L'esperienza degli ultimi decenni mostra che è scarsa la speranza che si avverino le previsioni a lungo termine fatte dagli esperti.
In base alle statistiche disponibili (ad esempio su www.chaos.com, corroborate con altre fonti, come
www.gandalf.it/dati/) gli host Internet nel mondo sono cresciuti da 1,3 milioni nel 1992 a 122 milioni nel maggio 2001. Ho calcolato l'equazione di Volterra che meglio si adatta alla serie storica: ne risulta che si dovrebbe raggiungere un asintoto di 390 milioni verso il 2015 con una costante di tempo di 8 anni. Però il valore attuale è meno di un terzo dell'asintoto e ci si può attendere che il processo passi a seguire un'equazione nettamente difforme, raggiungendo probabilmente la saturazione a un livello più alto di 390 milioni, dopo aver seguito una curva di sviluppo più lenta della precedente.

Il numero di utenti Internet in Italia si valuta nel 2001 a circa 2,4 milioni. Taluno sostiene che in conseguenza il numero di effettivi utilizzatori dovrebbe essere superiore a 10 milioni. Se estrapoliamo all'Italia la previsione che si triplichi il numero degli utenti, dovremmo attenderci entro 15 anni 7,5 milioni di italiani connessi in rete e un numero di utilizzatori pari alla metà della popolazione. Qui l'incertezza dei dati è accresciuta perché è già opinabile chi debba essere considerato un utilizzatore Internet. E' irrilevante considerare come tale una persona che trasmette pochi e-mail all'anno o si connette al web una volta al mese, per esplorare siti di evasione, banali o lubrichi.

2. Processi di sostituzione di settori d'attività; interazioni con abilità umane e scuole.

Negli ultimi decenni la migrazione di addetti dai settori industriale e agricolo a quelli dei servizi e del trattamento di conoscenza, innescata dall'innovazione tecnologica, è stata accompagnata da notevoli aumenti degli investimenti per addetto e da migliori prestazioni professionali dei lavoratori. Aumenta la ricchezza costituita da intangibili (servizi, informazione). Intanto il contenuto di energia (come anche quello di materie prime) del prodotto interno lordo dei paesi avanzati sta decrescendo continuamente. Il contenuto di energia del prodotto interno lordo Usa è diminuito del 60% nell'ultimo mezzo secolo, passando da 18 kJ per dollaro di Pil nel 1949 a 7 kJ nel 1998. Ulteriori rapidi aumenti dell'importanza relativa della nuova economia basata sulla Ict appaiono verosimili per due ordini di ragioni:
- la continua diminuzione dei costi unitari di apparecchiature di telecomunicazione e di hardware informatico implica che non dovranno crescere troppo gli investimenti per addetto: quindi non ci saranno ostacoli alla crescita;
- servizi e prestazioni offerte dalla Ict contribuiscono a migliorare i rendimenti di ogni altra attività e di ogni altro settore e, quindi, a creare valore aggiunto rendendo disponibili risorse che alimenteranno la crescita dell'alta tecnologia. Il ruolo primario della rete web appare quello di creare un nuovo tipo di interazioni che potremmo chiamare "esternalità positive della rete".

Le previsioni e le considerazioni sulle innovazioni tecnologiche riportate sopra suggeriscono che esistono le premesse per notevoli rivolgimenti della società italiana. Però l'impatto socio-economico della Information and communication technology si comincia appena ad avvertire. La resistenza al cambiamento è forte in ogni ambiente. Anche le teorie scientifiche, le tendenze culturali e tecnologiche, le mode si diffondono con costanti di tempo di alcune decine di anni. Intanto molti decisori pubblici e privati non sono ancora consci della necessità ineluttabile di ridefinire tutte le attività imprenditoriali e lavorative anche nelle aziende e negli enti pubblici, che essenzialmente continueranno a svolgere le stesse attività perseguite finora. Il lavoro non sarà più lo stesso in alcuno stadio di attività.
La pianificazione potrà basarsi su risultanze prodotte in tempo reale, potrà sfruttare strumenti informatici di elaborazione rinnovati di continuo ed essere sottoposta a telecontrolli da parte di esperti e alla concertazione con tutti gli operatori e gli utenti coinvolti. La progettazione inoltre sarà eseguita utilizzando standard largamente condivisi e impiegando esperti che telelavorano formando gruppi e task force anche temporanei e internazionali. La produzione infine sarà attagliata alla domanda in tempo reale con miglioramento della produttività e della soddisfazione dei clienti.

E-commerce ed e-marketing miglioreranno il rendimento delle attività commerciali. I fornitori otterranno informazioni sui clienti (coordinate, preferenze, volume degli acquisti) dal numero crescente di transazioni iniziate o concluse in rete. Il marketing non sarà più costituito da campagne massicce e costose di pubblicità interruttiva, ma diverrà permissivo, basato sul rapporto individuale con i clienti che agiranno come amplificatori dei messaggi aziendali. Più che riprogettare i prodotti, cercando di individuare la domanda futura, si tenderà a modificare i clienti (culturalmente) onde creino domanda per prodotti sofisticati ad alto valore aggiunto minimizzando l'uso di materie prime.
La manutenzione sarà attivata sempre più spesso da segnalazioni automatiche. La disponibilità di dati in tempo reale rilevati su aree vaste e integrate permetterà di ottimizzare dislocazione e uso delle risorse operative. Le comunicazioni (interne ed esterne) delle aziende si avvantaggiano già della rete in modi ovvii. Uno schema delle relazioni e dipendenze causali fra variabili e fattori rilevanti ai fini dell'e-commerce è riportato nella figura. Non è un modello formale di questi processi complicati. Mira soltanto a fornire una struttura concettuale di prima approssimazione per individuare le variabili e le loro relazioni.

Le interdipendenze illustrate dallo schema sono:

- la disponibilità e la diffusione di hardware e software moderni, insieme all'esistenza di adeguati elementi di rete (server, portali, dorsali, link, repositori), sono prerequisiti alla fornitura di prodotti, servizi, marketing su web;
- la circolazione di prodotti, servizi e marketing su web esige anche un livello adeguato delle prestazioni della forza lavoro, la cui competenza va aggiornata di continuo;
- la qualità della forza lavoro dipende dall'andamento dell'economia internazionale e nazionale e dal livello culturalemedio delle popolazioni, a sua volta dipendente dalla qualità delle scuole e dell'addestramento sul lavoro e dalle scelte offerte dai media;
- la circolazione di prodotti, servizi e marketing su web, il livello delle prestazioni dei lavoratori e l'economia influenzano le risorse disponibili per portali, provider, banche, server sicuri e anche per gli imprenditori che fondano nuove aziende;
- gli elementi citati sopra costituiscono i fattori che favoriscono lo sviluppo dell'e-commerce e ne condizionano livelli e crescita;
- la domanda di e-commerce dipende dalle condizioni generali dell'economia e dal livello culturale medio della popolazione.

Nell'e-commerce cresce l'uso di carte di credito pre-pagate. In Europa ce n'erano 1,3 milioni nel 1995, 29 milioni nel 1996 e 46 milioni nel 1997. Altro fattore rilevante è l'eventuale diffusione degli Umts. La continuata crescita del settore dipenderà anche dalle tariffe delle telecomunicazioni, che in alcuni paesi europei sono troppo alte.
Il bisogno di competenze avanzate nel progetto, costruzione, manutenzione e gestione di strumenti telematici e le innovazioni operative citate faranno sparire molti lavori tradizionali, mentre ne creeranno di nuovi per personale qualificato. Se mancheranno le risorse investite nell'addestramento, la crescita dell'Ict subirà bruschi rallentamenti. Intanto interi settori di attività spariranno o cambieranno radicalmente. Fra questi l'editoria, in via di essere soppiantata dai libri on line e stampati on demand. In molti settori tradizionali si afferma la tendenza a non vendere solo prodotti, ma sempre insieme anche valore aggiunto e servizi impalpabili. Progettare queste nuove attività è una sfida ancora da raccogliere.

3. Rischio di crisi dovuta alla mancanza di esperti.
La catena causale (rappresentata nella figura) da educazione a livello culturale a training, produttività della forza lavoro e fattori facilitanti l'e-commerce può spezzarsi se non si dispone di un numero sufficiente di esperti in progetto e pianificazione, implementazione, manutenzione e gestione di reti. Lo studio The Internet economy - an employment paradox commissionato da Cisco e redatto da Idc, International data corporation, stima in particolare che nel 2002 in Europa mancheranno 600.000 addetti2. I rischi implicati sono ovvi e lo è la soluzione suggerita: «una nuova cooperazione fra industria, governo e università».
I dati che precedono hanno rilevanza notevole per prevedere l'impatto sulla società della Information and communication technology. Dovranno essere considerati vari scenari relativi alle entità degli investimenti in istruzione e conseguentemente alla gravità delle strozzature che potranno bloccare sviluppi positivi. Un altro studio analogo condotto da Accenture è più pessimista e indica per il 2002 la carenza in Europa in 2 milioni di esperti.

4. Come prevedere l'avvenire di fenomeni a decorso rapido appena iniziati?

Può apparire ambizioso il tentativo di avanzare previsioni in questo campo, dato che nei 15 paesi dell'Unione Europea soltanto l'11% degli utenti Internet (cioè il 2,4% della popolazione in età lavorativa) fanno acquisti su web. Ma il fatturato dell'e-commerce diretto ai consumatori è più che raddoppiato dal 1998 al 1999 e gli esperti stimano che la crescita annuale media sarà del 91% dal 1999 al 2003. Se questa tendenza continuasse, dovremmo attenderci nei prossimi 5 anni un aumento dell'e-commerce tale da superare la metà del commercio totale. Non possiamo accettare, però, previsioni così ingenue. L'avvenire, come già notato, dipende anche dall'andamento dell'economia in generale e da altri fattori.
E' inevitabile, però, pianificare strategie allo scopo di sopravvivere e prosperare e, quindi, tentare almeno di prevedere l'avvenire a breve-medio termine. Come farlo, se i dati hard sono pochi e incerti? Il ricorso a esperti o testimoni privilegiati o informatori chiave fornisce raramente proiezioni significative che vengano poi confermate dagli eventi. Appare più ragionevole utilizzare la stessa rete per accedere con tempi e costi molto ridotti a un universo ampio di operatori. Le richieste di informazioni fattuali (brevi serie storiche) su fatturato, crescita, strategie vengono accompagnate da una assicurazione formale che i dati forniti non verranno divulgati ad alcuno e che i risultati delle elaborazioni sui dati complessivi saranno comunicati ai partecipanti. E' quanto stiamo facendo in uno studio sugli impatti socio-economici dell'Ict in corso per la Commissione europea.

5. Rischi di squilibrio.

L'avvenire dell'e-commerce e dell'Ict in generale corre notevoli rischi di squilibrio: il world wide web non ha un centro decisionale. Solo l'Ietf (Internet engineering task force) suggerisce, con funzione puramente consultiva, quali ritiene che siano le direttrici tecnologiche e organizzative che meglio possono assicurare le funzioni della rete e il suo sviluppo ulteriore. Finora ci siamo fidati della mano invisibile di A. Smith perché poteri pubblici e aziende investano in infrastrutture (dorsali, larga banda, nodi, provider, ecc) in modo adeguato alla domanda, ma non eccessivo (il che porterebbe a distruzione di risorse). Ogni imprenditore segue strategie e decide investimenti mirati a massimizzare il suo profitto, e la situazione globale che si è creata è stata finora accettabile. La congestione, però, è sempre in agguato. Il dimensionamento insufficiente di parti del sistema potrà condurre a situazioni di servizio degradato o di blocco.
Esiste, ad esempio, uno squilibrio fra l'investimento di 35 miliardi di dollari fatto per installare 160 milioni di km di fibre ottiche, destinate alle grandi dorsali ad alta velocità, e l'inadeguatezza delle connessioni locali ad alta velocità. Accade così che le superstrade siano in larga parte vuote, mentre le reti locali sono congestionate e offrono un servizio degradato.
Per garantire la continuata e aumentata funzionalità delle reti telematiche occorrerà integrare in misura crescente piani e decisioni pubbliche e private, nazionali e internazionali. E' questa un'esigenza che si riconosce nell'ambito di ogni grande sistema tecnologico (trasporti ed energia, oltre a telecomunicazioni) e nelle interazioni fra sistemi diversi.

6. Evoluzioni in corso della tecnologia telematica.

In quanto precede si è presa come invariante l'attuale struttura del web. Ma, invece, la rete non sta ferma. Internetè nata al Cern - il Centro europeo di ricerche nucleari di Ginevra - per soddisfare le esigenze di comunicazione della comunità scientifica.
Ora di nuovo sono cambiate le necessità del Cern. Fra 5 anni entrerà in funzione il Large hadron collider (Lhc), il grande anello di accelerazione in cui si produrranno collisioni fra protoni e ioni a energie più alte di quelle mai realizzate. Nell'Lhc si produrranno 40 milioni di collisioni al secondo: i dati delle osservazioni relative costituiranno una mole enorme, inaudita. Saranno generati tanti dati quanti quelli che produrrebbero tutti i 6 miliardi di esseri umani se ciascuno facesse 20 telefonate contemporaneamente. Questa immane massa di segnali andrà inviata alle centinaia di università che partecipano al progetto in tutto il mondo, il che richiederà un potenziale di trasmissione ed elaborazione 1000 volte maggiore di quello offerto dai computer e dalle reti attuali. Per crearlo si sta già progettando The Grid, la Griglia che collega con cavi in fibre ottiche centinaia (e in avvenire migliaia) di computer organizzati in strutture gerarchiche a più livelli per funzionare come una singola macchina.

Come nel caso del web, la Griglia sarà riservata inizialmente agli scienziati e ai centri di ricerca. Le possibilità offerte di reperimento ed elaborazione faranno impallidire quelle di Internet e delle reti telematiche attuali.
Prima o poi le aziende commerciali cercheranno di sfruttare questa nuova gigantesca struttura, anche se nessuno immagina a quali scopi. Possiamo solo adombrare che qualcuno inventerà analisi finanziarie, commerciali, gestionali che tengano conto di miliardi di dati microscopici che ora nessuno registra, nè guarda. Così si potranno innalzare ancora i rendimenti di ogni attività umana. In mano ad autocrati, a speculatori, a mercanti senza scrupoli, questi strumenti potranno servire a invadere il privato e a coartare inclinazioni e azioni del pubblico in misura fino a oggi temuta, ma non realizzata. Come è sempre accaduto, le grandi innovazioni tecnologiche dovrebbero essere controllate dalla società, sperabilmente in modi civili ed efficaci.