scienze

razzismo extraterrestri  Roberto Vacca

Come Potranno Essere Fatti Gli Extraterrestri?
Roberto Vacca-(Newton - dicembre-2003)

«Se fossero tanti e potessero raggiungerci, sarebbero già qui», pare argomentasse Enrico Fermi. Se aveva ragione (ed è probabile), sarebbe tempo perso riflettere sui possibili aspetti degli alieni. Non è tempo perso, se le nostre fantasie sono intriganti, divertenti, stimolanti (forse poi anche vere), pur se non controllabili. Racconti e film di fantascienza descrivono esseri con squame, grosse teste, dita lunghe, facoltà extrasensorh, tentacoli, tre occhi e tre braccia e cosl via. Li vedono come anfibi, dinosauri, cavalli, uomini alati.
E' facile immaginare forme insolite.

Gli Alieni potrebbero non avere un piano verticale di simmetria (non l'hanno molti molluschi) e disporre di 3 arti dotati di tentacolo, chela e mano. Potrebbero avere 6 braccia come la dea Kalì o mani con 10 dita (la biologia non vieta a rari esseri umani di averne 6). Potrebbero percepire campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, raggiX. Ma queste differenze corporee non sono importanti.

Chi non è razzista non avrebbe difficoltà a parlare con rettili e coleotteri se fossero interessanti e pronti a scambiare idee, progetti, racconti, insegnamenti...Immaginiamo, allora, le menti e le capacità di comunicazione di possibili alieni. Solo se queste doti fossero ben sviluppate, varrebbe la pena stabilire rapporti. Se no non potremmo nemmeno intuire le descrizioni dei loro habitat lontanissimi, la loro cultura, i loro sentimenti . Ci è già successo: tanti esseri umani sono così diversi da noi che paiono alieni per i loro comportamenti e le loro
preferenze. Anche volendo capirli, non possiamo farlo perché usiamo linguaggi e formati troppo diversi. Ma proviamo ad ispirare la nostra immaginazione ad esperienze note. Già conosciamo alieni intelligenti (hanno un cervello di parecchi chili), hanno il sonar, comunicano tra loro, sono agili e scattanti, giocano con noi, non dormono. Sono i delfini e sebbene li abbia studiati per decenni John C. Lilly (il maggior esperto nel campo) è quasi uscito di senno ed è riuscito a comunicare solo messaggi banali. Non ha decifrato il loro linguaggio, né loro hanno decifrato il nostro: Così credo che non comunicheremmo con eventuali alieni veri. Non avremmo in comune nemmeno l'esperienza del mare e dell'aria. Parliamo dunque di un problema che non si è ancora posto e che forse non ha soluzione. Però inventare e raccontare favole è ugualmente divertente.