scienze

Degrado ICT, cause, conseguenze - come divisare taskforce che inverta tendenza e generi innovazione e rivoluzione culturale
Roberto Vacca-(Nòva- 07-07-2006)

Se i pittori usano colori stabili e collaudati,. le loro opere sono più perenni del bronzo. Se no, le immagini spariscono o ne restano solo copie. Oggi invece molti dati generati in decenni di informatica sono inaccessibili. Nastri e dischi antichi si corrompono. I lettori relativi non ci sono più (ma in USA si costruiscono di nuovo su disegni riesumati per evitare questa erosione).

Molte registrazioni di imprese spaziali USA sarebbero già scomparse. Anche i formati spariscono. Persi wordstar e olitext, che fine faranno .txt,. .doc, .pdf, .html, ..jpg, .tif? Se spariscono i CD, che faremo con le nostre collezioni musicali? Leggiamo ancora papiri e lapidi di 2000 anni fa. Oggi dovremmo avere supporti e codici che durino per sempre e conservino parole e pensieri, ma nessuno provvede.
Pazienza per i testi etruschi perduti. Ne conserviamo in altre lingue che sono la linfa della civiltà e si evolvono lentamente. Invece i linguaggi di programmazione di computer si susseguono veloci. Di alcuni (importanti) si parla poco, ma sono incorporati in sistemi di gestione (Cobol) e di controllo di processi (Unix). Io ho scritto modesti programmi di analisi matematiche in Qbasic e in Turbopascal: ricorro ad artifici disagevoli e li uso coi computer di oggi.

Posso imparare facilmente visual Basic e C, ma otterrei vantaggi marginali. Il mio PC fa 2 miliardi d'operazioni/secondo, ma fornisce le stesse prestazioni di quelli di 10 anni fa, molto più lenti. I vantaggi dello hardware che raddoppia la velocità ogni 18 mesi, sono soffocati, annullati da software pesante, che impone d'imparare nuove procedure, talora goffe e lente che non danno vantaggi e si gabellano per innovazioni di pregio. Adottare nuovi sistemi e programmi operativi implica un costo per comprarli e oneri per impararli. I benefici sono forti per chi li vende, senza averli resi compatibili coi precedenti. I nostri investimenti arricchiscono i produttori, ma vengono azzerati, non protetti. L'industria meccanica divenne moderna dopo aver definito standard e progetti unificati. Invece il mercato globale IT contiene una babele di regole male spiegate (con barbariche, oscure icone) e discordi nel tempo anche nei prodotti di una stessa azienda. L'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE) detta standard ottimi per circuiti e hardware. Dovrebbe farlo anche per software e sistemi operativi, complementando gli standard Internet, Java e quelli di comunicazione fra software (CORBA, COM).

Secondo alcuni i guai citati si evitano coi programmi open source (come Linux) gratuiti. Spendere meno fa piacere, ma proliferano le varianti. Non si profilano linguaggi intoccabili per l'eternità. Segnale positivo: nei giorni scorsi Microsoft annuncia che lavora per garantire l'interoperabilità tra i formati XML di Office e il formato internazionale OpenDocument (ODF).
Molta lentezza e goffaggine operativa dei sistemi attuali sono il prezzo delle garanzie per la sicurezza contro virus, spyware, malware. McAfee e Symantec vendono a buon mercato difese serie, anche se ingombranti: se non generiamo virus e blocchiamo i virus entranti, non dovremmo controllare anche i messaggi uscenti. I migliori provider bloccano i virus che ci arrivano, ma chi è stato colpito una volta, moltiplica le difese e appesantisce troppo il suo PC. I problemi sono tanti e il settore tende a impigliarsi nell'uso di strumenti disagevoli, non trasparenti e presto desueti. Proliferano la complessità e la disuniformità. Che fare?

  • Chiamare alle armi i migliori esperti mondiali di scienza dei computer che riprogettino la struttura delle macchine (come fece von Neumann agli albori) e le rendano efficienti, sicure, comprensibili
  • Ingaggiare i grandi crittografi che scoprano come bloccare virus e hacker. Si possono realizzare ambienti di quarantena che accettano messaggi e scambi con l'esterno e aprono le porte al computer vero e proprio dopo aver controllato che siano innocui. Si dovrebbero costruire tagliole che distruggano il sistema di chi genera virus.
  • Citare in giudizio per danni (con azioni legali collettive) i produttori di software che vendono sistemi vulnerabili e bisognosi di patch continui.
  • Educare gli utenti insegnando informatica (e matematica) vera, non solo l'accesso a programmi precotti. Insegnare la teoria della cooperazione (dimostra che il vandalismo è dannoso anche al vandalo - e a chi crea virus).
  • Ridefinire il concetto di userfriendly - macchina o sistema amichevole verso l'utente. Non è amico dell'utente chi lo considera un deficiente capace solo di cliccare su icone. Più utile e stimolante rendere facili i ragionamenti complessi e insegnare a formulare i risultati con sequenze alfanumeriche. Il Prof. Kemeny inventò il Basic che si impara in un istante. Non lo disprezziamo: rendiamolo migliore e poi conserviamolo immutato fin quando un genio inventi qualcosa mille volte meglio.

DA CHI CI POSSIAMO ATTENDERE INNOVAZIONI CHE CI SALVINO?

Le aziende che producono hardware innovano davvero. Producono macchine sempre più miniaturizzate, che consumano meno energia, raddoppiano la loro velocità ogni anno e mezzo e costano sempre meno.

Oggi lo hardware sembra sia considerato materia bruta su cui impiantare i sistemi operativi dei produttori di software. Questi seguono la strada dei dinosauri: lentezza, mole eccessiva, scarsa intelligenza. E' probabile che INTEL non si limiterà a stare "inside" come è scritto sugli adesivi ai nostri PC. I produttori di hardware progetteranno macchine diverse che offrano funzioni sofisticate e l'uso di programmi e grafica robusti, affidabili, standardizzabili. La rivolta degli hardwaristi ci potrà salvare.
Intanto dall'altra parte del mondo, cinesi e indiani mirano all'eccellenza nell'industria e nella ricerca.

Ottengono successi mirabolanti. E' probabile che presto realizzeranno balzi in avanti tali da rivoluzionare interi settori, fra cui la tecnologia informatica. Allora dall'Oriente brilleranno luci vere: non quelle vaghe e banali delle loro sopravalutate filosofie antiche.

PROPAGANDA CONTRO I GIOCHI CRETINI

Anche personaggi di rilievo ("geek"), tecnici capaci e accademici usano giochi cretini perdendo un sacco di tempo e dando cattivo esempio a giovani. La situazione è tragica nella Corea del Sud ove pare che l'accesso all'alta velocità disponibile alla maggioranza della popolazione sia sfruttato soprattutto per videogiochi e siti porno. I giovani coreani si abbrutiscono e passano giornate fissi a schermi e joystick. Mangiano robaccia, diventano obesi, si ammalano. I problemi sono simili a quelli dovuti all'uso di stupefacenti. Non ci sono soluzioni semplici. Servono leggi sensate, movimenti culturali positivi, buoni esempi e soprattutto molta offerta di scelte diverse e migliori.

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