scienze

Caccia alla mente di silicio
Roberto Vacca-("Newton"- luglio-2005)

Quasi tutte le parti del nostro corpo sono state riprodotte artificialmente, anche organi con funzioni molto complesse, e la ricerca prosegue per perfezionare i risultati. Molto indietro è invece la creazione dell' intelligenza artificiale, il sogno (o l' incubo) dell' informatica, da quando Alan Turing ha dato inizio a questa scienza moderna.

La rapidissima evoluzione dei computer fa immaginare un fututo di macchine in grado di dialogare con gli umani, con una capacità tale che non sia più possibile distinguere un' intelligenza artificiale da una genuina mente umana. L' idea attira molto, ma al tempo stesso spaventa. Per questo mentre l' intelligenza artificiale evolve, contemporaneamente progrediscono i test per capire in modo automatico se

l' interlocutore è uomo o computer. Difficilmente ci troveremo davanti un robot così evoluto da ingannarci sulla sua natura, ma ci sono altre situazioni in cui già oggi è utile saper riconoscere un umano da un elaboratore elettronico. Su Internet girano migliaia di messaggi spam (immondizia). Si tratta di pubblicità indesiderata, offerte fatte da imbroglioni o scherzetti che vengono inviati automaticamente da un computer a milioni di utenti. Riceviamo ogni giorno anche e-mail che sembrano innocue e che, invece, sono prodotte da vandali e contengono programmi dannosi. Talora non sono così micidiali da venire subito neutralizzati dagli anti-virus (che tutti dovremmo usare), ma danno noia: bloccano o rallentano i Pc.

Alcuni provider e sistemi di posta tentano già di neutralizzarli o di allertarci. Certi messaggi innocui e utili arrivano bollati con un cartellino "spam", perché i nostri protettori non sanno individuare molto bene cosa sia spam e cosa no. I più severi bloccano anche allegati interessanti che vorremmo ricevere. Per aiutarli, è utile riconoscere se una mail è stata generata da un computer o no. Il test che garantisce l' umanità All' Università Carnegie Mellon di Pittsburgh, il ricercatore Luis von Ahn ha realizzato un nuovo test, chiamato Captcha:

Completely Automated Turing Test to Tell Computers and Humans Apart, Test di Turing completamente automatico per distinguere computer da esseri umani. Nel test originale, ideato da Turing oltre mezzo secolo fa, nel 1950, uno sperimentatore umano comunica per telescrivente con un uomo (o, forse, un computer) e con una donna. Con lo scambio di messaggi tenta di riconoscere gli interlocutori, i quali cercano di trarlo in inganno. Se il computer riesce a farsi scambiare per un umano, passa il test e dimostra che l' intelligenza artificiale è una realtà. Nel così detto test standard di Turing, lo sperimentatore cerca solo di riconoscere chi sia un uomo e chi un computer fra due entità con cui comunica. Se un computer passerà il test standard (traguardo ancora non raggiunto) avrà dimostrato la realtà dell' intelligenza artificiale Forte. Tale definizione implica che il pensiero può considerarsi solo una manipolazione di simboli formali: un compito che i computer svolgono abbastanza bene. Nel test automatico di von Ahn non si usano frasi. Affinché il computer ricevente possa accettare il suo interlocutore, questi deve prima risolvere un problema facile per gli umani e molto arduo per le macchine. La versione Gimpy presenta alcune parole scritte con caratteri molto distorti e in parte sovrapposte. Chi ne sa leggere e rinviarne correttamente almeno tre è umano e viene accettato, se no viene escluso. Un altro tipo di problema, chiamato Bongo, consiste nell' attribuire correttamente un disegno a una fra due classi presentate al risolutore. Queste differiscono, per esempio, perché una contiene disegni a tratto sottile e l' altra a tratto grosso, oppure una contiene esagoni e l' altra pentagoni. Un terzo ostacolo è la sfida a riconoscere parole pronunciate da un umano, quando i suoni siano molto distorti e coperti da rumore di fondo. Gli uomini lo sanno fare bene. I computer riconoscono le parole solo in condizioni ideali. Si potrebbe obiettare che non importa davvero se stiamo comunicando con un computer o un uomo.

La cosa essenziale dovrebbe essere il contenuto dei messaggi. Non è proprio così. Se accettiamo messaggi da computer senza rendercene conto, potremo anche dare loro un valore importante, come per esempio in una votazione. È già accaduto, quando http://slashdot.com (una newsletter on line) propose un sondaggio per stabilire quale università offrisse i migliori corsi di scienza dei computer. Dapprima parecchi istituti stavano a livelli poco diversi. Poi gli studenti della Carnegie Mellon realizzarono un programma con cui un computer creava indirizzi mail fittizi e da ciascuno inviava un voto. La quotazione della loro università si innalzò in modo vertiginoso. Se ne accorsero gli studenti del Mit di Boston e crearono un programma analogo. Tutte le altre scuole registrarono un migliaio di voti, le due citate arrivarono a 20mila. Il test di Turing esteso I test Captcha discriminano fra uomini e macchine ricorrendo a sfide tratte dall' ambito dell' intelligenza artificiale. Fino a pochi decenni fa i lettori ottici non sapevano tradurre le forme di lettere e numeri in codici digitali. Ora lo fanno, sbagliando raramente, se il testo è chiaro. L' artificio di Gimpy è proprio quello di usare simboli contorti e sovrapposti. Possiamo però aspettarci che qualcuno scriva un programma in grado di mettere un computer in condizione di risolvere correttamente i test Captcha.

Ma gli informatici della Carnegie Mellon non si scompongono: "Se qualcuno riesce a vanificare i nostri Captcha, vuol dire che ha fatto progredire l' intelligenza artificiale. E noi costruiremo test più difficili". Le cose non stanno proprio così. Tecnici abili e maliziosi che vogliono accedere indebitamente a siti Web non pubblicherebbero le loro procedure per superare i test. Le terrebbero segrete per continuare nei loro propositi. Immaginiamo ora un test di Turing esteso. C' è di nuovo un esaminatore che comunica con due stanze chiuse: in una c' è un computer e nell' altra un umano. I segnali, però, non sono solo parole stampate o simboli codificati. Ora includono oggetti e stimoli sensoriali: sia l' uomo, sia la macchina sono in contatto diretto con la realtà. Oggetti piccoli sono presentati attraverso una finestrella; oggetti troppo grandi vengono rappresentati da loro immagini o modelli in scala. Anche i messaggi dell' uomo e del computer non sono generati solo tramite tastiera. Sono disegni o operazioni effettuate sugli oggetti forniti. Alle entità che si trovano nelle due stanze sono forniti anche strumenti di misura per determinare dimensioni e caratteristiche degli oggetti. Il giudizio dell' arbitro umano può anche implicare il controllo della qualità di operazioni manuali richieste. Se una macchina capirà gli esempi proposti, descriverà adeguatamente la realtà e reagirà come farebbe un uomo, potremo dire, di nuovo, che è stata realizzata l' intelligenza artificiale forte.

Ma tutti i test di Turing (estesi o no) sono squilibrati: confrontano una macchina con un umano, senza specificare che tipo di essere umano prendano come riferimento. È una questione cruciale. Gli esseri umani coprono una gamma continua dai ritardati mentali gravi, incapaci di comportamento intelligente, fino agli individui più brillanti. Il test di Turing esteso va strutturato meglio, definendo un certo numero di esseri umani tipici dei quali confrontare le prestazioni con quelle di un computer. Da un analfabeta che conosca un' arte manuale, a un raffinato poeta, da un politico a uno scienziato, e così via. Oltre alle nozioni specialistiche, queste persone avranno una conoscenza generale del mondo intorno a loro. Sarà bene specificare anche il luogo di origine dei campioni umani prescelti. Ma anche questo test di Turing esteso contiene un forte elemento soggettivo. Il giudizio dipende sempre dalle caratteristiche dell' arbitro. Non è possibile classificare la mente Definiamo allora un test di Turing invertito. Mettiamo in stanze separate un computer e alcuni esseri umani appartenenti a categorie note. Poi facciamo giudicare a vari arbitri umani l' intelligenza delle entità anonime con cui comunicano tramite schermo. I giudici raggiungeranno una di queste conclusioni: - Gli uomini sono intelligenti e i computer no - Sia gli uomini sia i computer sono intelligenti - I computer sono intelligenti e gli uomini no - Né gli uomini, né i computer sono intelligenti. Supponiamo che ciascuna di queste opinioni sia sostenuta almeno da un giudice. Dovremmo concludere, allora, che nessun test di Turing può decidere se l' intelligenza artificiale forte sia stata realizzata o sia realizzabile. Il test è troppo soggettivo. La conclusione non è sorprendente: i processi che costituiscono l' intelligenza umana sono tanto complessi da far ritenere che nessun test semplice possa servire a classificarli. È opportuno continuare a studiare la questione. Immaginiamo nuovi criteri e nuovi test. Ci possiamo attendere chiarimenti epocali dalla interazione fra scienza dei computer e neurofisiologia cerebrale. Intanto seguiamo criteri pragmatici e non saltiamo a conclusioni affrettate.

Captcha Ideati da Luis von Ahn dell' Università Carnegie Mellon, ecco i test che distinguono in modo automatico computer e umani. Provate a farli, e scoprite se siete di silicio o di carne e ossa Bongo A quale dei due gruppi di disegni appartiene la figura qui sotto ? Un computer non è in grado di capire che il disegno rientra nel gruppo di destra, in quanto composto da figure a tratto sottile. Gimpy Per passare il test, e provare la vostra natura umana, dovete riconoscere almeno tre delle parole scritte qui a destra. I programmi di riconoscimento dei caratteri non funzinano con caratteri sovrapposti, confusi o distorti.PIX In ciascun gruppo di foto c' è un argomento comune. Riuscite a trovarlo ? Attualmente i computer non sono in grado di risponder correttamente. il computer psicoterapeuta Eliza è una psicoterapeuta. È capace di sostenere una conversazione convincente con un paziente. Ma non capisce quello che dice, perché è un programma informatico Fu elaborato negli agli anni ' 80 da Joe Weizenbaum, esperto di intelligenza artificiale. Eliza non elaborava affatto il senso dei messaggi che riceveva, ma molti pazienti erano contenti: dicevano di aver trovato finalmente chi li capiva. Il programma rispondeva in modo suadente, seguendo regole logiche e grammaticali per costruire domande usando le parole pronunciate dai pazienti. Oppure se incontrava parole conosciute (come depresso/a, infelice, ...) introduceva frasi preparate in precedenza. Quando Eliza incontrava parole inaspettate o contesti grammaticali difficili, usava frasi generiche: "Parlami ancora di questo" o "Interessante. Vuoi provare a continuare ?" Credo che questi esperimenti dicessero qualcosa sulla ingenuità dei pazienti più che sulla abilità di chi aveva ideato la struttura di Eliza. Qui a fianco, una conversazione tra Eliza e una paziente. L' incredibile Eliza, che conversa senza capire Paziente: Gli uomini sono tutti uguali. Eliza: In che modo ? P: Vogliono sempre dire cosa fare e non fare. E: Puoi fare un esempio concreto ? P: Beh, il mio ragazzo mi ha fatto venire qui. E: Il tuo ragazzo ti ha fatto venire qui. P: Ha detto che sono depressa la maggior parte del tempo. E: Mi spiace sentire che sei depressa. P: È vero. Sono infelice. E: Pensi che venire qui possa aiutarti a non essere infelice ? P: Ho bisogno di aiuto, questo è certo. E: Che cosa significherebbe per te avere un po' di aiuto ? P: Forse riuscirei ad andare d' accordo con mia madre. E: Raccontami qualcosa della tua famiglia. P: Mia madre si prende cura di me. E: Chi altro nella tua famiglia si prende cura di te ? P: Mio padre. E: Tuo padre. P: Tu sei in qualche modo simile a mio padre. E: Che somiglianze trovi ? P: Non sei molto aggressiva, ma penso che non voglia farmelo notare. E: Cosa ti fa pensare che io non sia aggressiva ? P: Perchè non discuti con me. E: Perchè pensi che io non discuta con te ? P: Hai paura di me. E: Ti fa piacere credere che io abbia paura di te ? P: Mio padre ha paura di tutti. E: Cos' altro ti viene in mente quando pensi a tuo padre ? P: Prepotenze. E: Questo ha qualcosa a che vedere con il fatto che il tuo ragazzo ti ha fatto venire qui ? Il "vero" test di

Turing effettuato su larga scala nell' Aprile 2005 Il 16 aprile scorso al College di Simon' s Rock, Massachusetts, 80 persone dei sue sessi hanno partecipato al gioco di imitazione originale di Turing. Era la prima volta che veniva coinvolto un gruppo così numeroso. Le femmine dicevano sempre la verità, i maschi mentivano sempre e ogni tanto erano sostituiti da un software di conversazione interattiva chiamato "Alice". Gli arbitri erano esperti nell' uso di Internet, ma non erano tecnici. Ai partecipanti era stato detto solo che l' obiettivo era determinare quante volte gli arbitri riuscissero a identificare le femmine nei discorsi interattivi. I risultati dell' esperimento sono in corso di elaborazione e saranno pubblicati nei prossimi mesi. "se in futuro i computer riusciranno a superare i test oggi esistenti, vorrà dire che l' intelligenza artificiale è progredita. allora creeremo test più difficili" "non è possibile provare che una macchina sia intelligente, perchè non si può definire il concetto di intelligenza. .