scienze

Orologi vegetali e orologi costituiti da parti del nostro corpo
Roberto Vacca -(L'Orologio-19 marzo 2007)e

Una palla col diametro di 3500 kilometri - la luna - gira in cielo e scandisce periodi di 28 giorni. Una palla col diametro di un milione di kilometri - il sole - è il nostro riferimento per scandire i giorni e le stagioni. Se non ci sono nuvole, per misurare anche le ore cerchiamo di apprezzare l'altezza del sole sull'orizzonte o guardiamo le meridiane che ci siamo costruiti. Per misurare intervalli di tempo più brevi - quarti d'ora, minuti, secondi - si costruirono clessidre e orologi ad acqua, però pare che a nessuno sia venuto in mente di considerare fenomeni naturali a decorso più rapido e tale che potesse essere apprezzato a vista.

L'accrescimento dei cristalli è un fenomeno di questo tipo, ma può essere osservato bene solo in un laboratorio attrezzato. Gli uomini primitivi erano ottimi osservatori dell'accrescimento biologico di animali e piante, come lo siamo noi. Per utilizzarlo come orologio, dovremmo orientarci verso quegli organismi che si sviluppano più rapidamente. Di che velocità avremmo bisogno?

Per fissare le idee, consideriamo un orologio analogico il cui quadrante abbia un diametro di 2,8 centimetri. La punta della lancetta delle ore percorre una circonferenza lunga 8,7 cm (che equivalgono a 87.000 micrometri) in 12 ore, cioè in 43.200 secondi. La sua velocità è di 2 micron al secondo ( 2 _m /sec). E' talmente bassa che la lancetta sembra ferma (specialmente se guardiamo l'ora per capire quanto manca alla fine di una conferenza noiosa o al momento in cui arriverà la persona che amiamo). La posizione finale della lancetta, però, ci comunica subito l'ascissa temporale dell'attimo in cui la guardiamo.

La pianta più veloce nella crescita che io sia riuscito a individuare è l'agave. Pare che in certe stagioni le sue foglie crescano di 20 centimetri al giorno. La velocità della punta della foglia è, dunque, di 200.000 _m in 86.400 secondi, cioè di 2,3 _m /sec E' più veloce della lancetta dell'orologio del 15%,ma, di nuovo, se la guardiamo, sembra ferma. Potremmo davvero costruire un orologio inserendo la foglia d'agave entro la fessura di un regolo graduato. A mezzogiorno la foglia sarà cresciuta di 10 cm - alle cinque e un quarto del pomeriggio avrà fatto 14,35 centimetri. L'orologio sarebbe di facile lettura, ma sarebbe ingombrante e non trasportabile. Si potrebbe usare solo in certe stagioni e non sarebbe molto preciso perché presumo che la sua velocità dipenderebbe dall'ora del giorno, dalla temperatura circostante, dall'intensità della radiazione solare, dal suolo più o meno nutriente e dal tasso di anidride carbonica presente nell'aria. Un'altra pianta che cresce rapidamente è la saxifraga, ma cresce alla metà della velocità dell'agave.

Il tempo che passa può essere misurato anche dalla crescita della barba, dei capelli e delle unghie. Se un maschio adulto ha un incidente che mette fuori uso il suo orologio e lo lascia privo di sensi un luogo deserto, quando si risveglia si può rendere conto di quanto tempo sia trascorso passandosi la mano sulle guance e apprezzando di quanto gli è cresciuta la barba. La misura è molto approsimativa, ma serve come primo orientamento.

Abbiamo visto le barbe lunghe di persone che sono state nascoste a lungo, come Saddam Hussein durante la sua latitanza, o che sono state imprigionate da rapitori. Quando guardiamo la foto di ultracinquantenni che hanno subito una vicissitudine di questo tipo e che ne escono dopo parecchi mesi, abbiamo l'impressione che siano invecchiati di qualche decennio perché i loro barboni sono prevalentemente bianchi, mentre prima si notavano solo un po' di capelli grigi.

L'accrescimento dei capelli e della barba non sono utilizzabili per misurare tempi brevi. In media sono 500 volte più lenti di quello delle foglie d'agave e quello delle unghie è duemila volte più lento.
Una valutazione di tempi lunghi che facciamo tutti usualmente è quella dell'età delle persone. I tentativi di apparire più giovani sono proverbiali e costituiscono la base di un'infinità di scherzi e barzellette su capelli e baffi tinti, dentiere, parrucchini, toupé, trapianti di capelli, lifting della faccia, operazioni di chirurgia estetica per rifare nasi o riformare seni cadenti. Charlie Chaplin nel film Un re a New York (1957) raccontava di un monarca spodestato che cercava di ringiovanire facendosi tirare la pelle della faccia, ma il lifting cadeva a pezzi per una sua risata incontenibile.

Giuseppe Gioachino Belli in un sonetto sostiene che il più grande piacere del mondo per una donna è d'esse cresa sorella dela fija - essere creduta sorella della propria figlia.
Io faccio poca attenzione all'aspetto esterno delle persone. Non mi rendo nemmeno conto se sono pallide o se sono invecchiate. Quando ero ragazzino, ero ancora meno capace di giudicare l'età delle persone. Una volta tornai a casa e raccontai a mia madre:

"Sono stato a trovare nonna. Sai chi c'era da lei? La moglie di D'Annunzio."
Sapevo che mio nonno era stato amico di D'Annunzio: la cosa mi sembrava normale, ma sapevo anche che D'Annunzio era un poeta famoso, dunque la notizia presentava un certo interesse. Mia madre rispose:
"Sei sicuro di aver capito bene? La moglie di D'annunzio è la Principessa di Montenevoso, ma è una vecchiona catacombica. Non credevo che andasse ancora in giro. Avrà quasi novant'anni. Era molto vecchia questa signora che hai incontrato?"
Dissi:
"Guarda che ti sbagli tu. Che era la moglie di D'Annunzio me l'ha detto nonna - e non è affatto vecchia. Avrà avuto una trentina d'anni: aveva i capelli tutti gialli."