Trovo irritanti i quadri di Salvador Dalì (1) che rappresentano orologi. Rappresenta macchine che misurano il tempo come pizze napoletane crude drappeggiate su oggetti duri. Mi sembra che questi surrealismi consistano in tentativi di fare a ogni costo qualche cosa di diverso senza immaginare idee o concetti che le immagini dovrebbero trasmettere.
Una volta accettata l'invenzione degli orologi mollicci, anche la sorpresa finisce. Mi viene in mente che Magritte, almeno, in ogni quadro proponeva una sorpresa nuova: anche se non significava un gran che, tratteneva brevemente l'attenzione ed evocava un sorriso. Gli orologi/pizza cruda non sono affatto divertenti.
Credo che il primo fosse "La persistenza della memoria" (1931). Contiene un orologio mezzo avvolto sul ramo di un albero e un altro su un muretto. Ventuno anni dopo torna sul tema almeno a parole. Il titolo è "Disintegrazione della persistenza della memoria". Contiene tre orologi spiaccicati su grandi parallelepipedi e pare che sia un avvertimento dei pericoli delle bombe atomiche, ma il messaggio non si capirebbe affatto senza la didascalia fuori campo. Nel 1954 altra opera: "Orologio molle visto un istante prima della sua esplosione". Poi ricordo un'altra opera simile in cui la cornice dell'orologio è un albero storto con radici e foglie. Infine una pura esercitazione ornamentale consiste nel dipingere un quadrante con i numeri delle ore ondeggianti su curve staccate mentre le lancette sono costituite da lunghe e contorte spirali. Se un pezzo così venisse realizzato davvero, sarebbe di difficile lettura - e potrebbe produrre effetti irritanti.
In generale avere immagini sul quadrante dell'orologio non ne facilita l'uso e non è una buona idea. Qualcuno regalò a un mio figlio un orrido orologio con la faccia di Topolino: era imprecisissimo ed ebbe vita breve.
Attualmente una certa Nathalie (nathalie28.free.fr) offre di mandarti gratis sue composizioni animate che puoi installare sul tuo computer in modo che il desktop ti mostri l'ora digitale (come fa già adesso) incastonata nel disegno che lei ti manda. Hai la scelta fra: una faccia di gatto che apre e chiude gli occhini una volta al secondo, cagnolini che saltellano, bambini che battono le mani e altri temi banali.
E' curioso che non si trovino orologi (né clessidre credo) nei quadri di Giorgio De Chirico. I suoi interessi metafisici (?) erano concentrati sugli spazi e non sul tempo. Che io sappia fece un solo quadro rappresentante una macchina moderna: una Fiat 1400 blu nel 1950.
Ho fatto una modesta indagine cercando su Internet e mi pare che quasi nessun altro pittore abbia rappresentato orologi, se si fa eccezione per qualche paesaggista che ha incluso nei suoi panorami orologi di campanile. Anche i fotografi raramente ritraggono personaggi con orologio al polso - se non lo fanno su pagine di pubblicità.
Ho trovato un pittore gallese, Philip Greenwood, che ha dipinto "Dream Clocks" - orologi di sogno. E' un quadro gradevole che rappresenta questi onirici misuratori di tempo come grandi fiori chiari in prospettiva su di un prato che degrada verso un cielo blu. Non mi sembra un'opera di importanza epocale.
Gli orologi vengono inclusi talora in costruzioni inutili fatte anche con pezzi meccanici raccolto nelle discariche. Pretendono di essere opere d'arte e vengono anche ospitate nei musei. In qualche caso vengono mosse da un piccolo motore elettrico che fa agitare o spostare pezzi lavorati, rotelle e leve - senza alcun costrutto. Penso che si tratti di oggetti banali: oltre a essere inutili, non insegnano niente sulla meccanica, non incorporano nessuna idea. Non a caso è raro che contengano ruote dentate o arpionismi, perchè questi sono elementi che devono essere accoppiati con una certa precisione e, quindi, richiederebbero una progettazione almeno rudimentale - che i sedicenti artisti sono inadeguati a produrre.
Un'alta torre di grossi orologi da parete (fermi) occupa spazio davanti alla Gare St.Lazare a Parigi.
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(1) se ne trovano rappresentazioni su Google Image con proposte di acquistarne riproduzioni.