scienze

interdisciplinarità Roberto Vacca

INTERDISCIPLINARITÀ - O NO?
Roberto Vacca -(Newton-ottobre- 2007)

Trovo Ricorrere a collaborazioni interdisciplinari è inevitabile e giusto, se si analizzano fenomeni complessi influenzati da molti fattori diversi. È il caso dei grandi sistemi tecnologici o socio- economici. Per studiarli con successo fino a poter predire come si comporteranno in avvenire, si ricorre a: statistica, ricerca operativa, ingegneria dei sistemi, demografia, scienze sociali, informatica, economia, teoria e pratica delle comunicazioni, etc.

Però può produrre gravi pasticci chi cerca, ad esempio, di applicare la teoria dei controlli automatici a un problema socio-economico (in cui certe variabili sono note solo in modo qualitativo e si possono fare solo congetture sui risultati ottenibili da certi interventi). Ci cascò anche Vilfredo Pareto che pure raggiunse risultati notevoli in economia e in sociologia. Lui definiva "residui" i comportamenti umani istintivi e non logici, rilevanti per lo studio di fenomeni sociali. Descrisse le variazioni dei residui nel tempo e sostenne che seguono onde procedenti al disopra e al disotto di certe curve di tendenza. Una figura rappresenta questo andamento, ma è priva di scale: non se ne può dedurre di quanto vari un certo residuo in funzione del tempo. Pareto non dice nemmeno come si possano misurare i residui e che unità di misura si usino: peccato grave per chi pretende di seguire il metodo logico-sperimentale.

Dunque, non bisogna usare in una certa disciplina gli strumenti di un'altra come se fossero formule magiche che funzionano sempre.

Propongo 5 regole di buon senso, da applicare ai trasferimenti interdisciplinari.

I - Non scegliere una disciplina origine troppo controversa o limitarne le zone interessate al trasferimento ai soli metodi utili nell'ambito della disciplina origine e ai risultati riconosciuti validi da una vasta generalità dei cultori della stessa.

II - Specificare bene quale sia la tecnica o il risultato della disciplina origine che si vuole trasferire e non cercare di trasferire tutto il contenuto della disciplina origine alla disciplina terminale.

III - Individuato il componente della disciplina origine da trasferire, ripeterne la definizione specificando le fonti, se è stato usato diversamenteda vari autori.

IV - Definire i termini usati e specificre se il senso in cui vengono impiegati è quello accettato nell'ambito della disciplina origine o della terminale.

V - Non profetizzare i risultati di trasferimenti interdisciplinari ancora non eseguiti. Pareto avrebbe, forse, classificato fra i residui il mio atteggiamento severo verso i ragionamenti vaghi, le confusioni fra approcci teorici difformi, i discorsi divorziati dalla realtà. Ma forse no: non amava le discussioni nominalistiche.

Le realtà che studiamo sono sempre più complesse. Per capirle abbiamo bisogno di tutta la nostra razionalità - non di applicare a caso strumenti mal noti.