L'autunno avanza e al Sud le temperature sembrano primaverili, anche se l'estate di San Martino è passata da mezzo mese. Il piacere di non soffrire il freddo è contrastato dal timore che il clima cambi in modo drammatico e spiacevole. Sentiamo ripetere: "E' il riscaldamento globale. Si sciolgono i ghiacciai. Il livello del mare è cresciuto di 10 centimetri nell'ultimo secolo. Andremo tutti sott'acqua." Riflettiamo.
20.000 anni fa Canada e Nord Europa erano coperti da uno strato di ghiaccio spesso 800 metri. Anche a Sud il clima era più rigido. Se non fosse aumentata la temperatura, non si sarebbe sviluppata nessuna delle grandi civiltà umane. Solo quando l'isoterma dei 21°C si spostò a Nord, lungo di essa nacquero le civilizzazioni di Mohenjodaro (fra India e Persia), di Persepoli, Babilonia, Egitto e poi quelle dei fenici, dei greci, dei romani. Con le città crebbero l'agricoltura, le tecniche, le arti, la scienza e tutti i fattori che hanno aumentato la potenza e le risorse umane. Da allora la vita degli uomini ha lasciato tracce. Ha prodotto eventi interessanti, ricordati dopo millenni, e oggetti imponenti ancora visibili. Insieme si sono prodotte tragedie, guerre, genocidi, distruzioni. Malgrado questo, le cose non vanno tanto male. Stiamo molto meglio di quanto toccasse ai nostri avi cacciatori e raccoglitori.
Lo sappiamo bene: il progresso non è uniforme. Gli imperi crescono e cadono. Le tradizioni positive fioriscono e appassiscono. I meccanismi di questi rivolgimenti sono in gran parte sconosciuti. Esiste tante e diverse spiegazioni plausibili del declino e della fine dell'Impero Romano.
Alcune vicende tragiche per certe popolazioni ebbero cause prime climatiche. E' il caso della scomparsa di grandi regni Maya, dovuta forse a un periodo di siccità prolungata dall'VIII al XIV secolo. Secondo alcuni gli stessi rivolgimenti climatici causarono l'abbassamento della temperatura nell'Atlantico settentrionale che culminò nella mini era glaciale (dal XV al XVII): la Groenlandia fu abbandonata, l'Islanda aveva un solo porto libero da ghiacci e gli abitanti stavano per tornare tutti in Danimarca. Poi il riscaldamento globale cominciò verso il 1700: prima che bruciassimo combustibili fossili - il che mi sembra dimostrare che l'effetto delle attività industriali venga sopravvalutato.
Certo è vero che nell'ultimo secolo e mezzo la concentrazione di CO2 atmosferico è salita da 280 a 370 parti per milione. E' vero che l'anidride carbonica contribuisce ad aumentare l'effetto serra per cui la temperatura dell'atmosfera potrebbe crescere. Però dobbiamo ricordare che solo il 15% dell'effetto serra dipende dal CO2 (predomina nettamente l'effetto del vapore acqueo). Inoltre il carbonio presente nell'atmosfera come CO2 pesa 700 miliardi di tonnellate. Nella biosfera (alberi e piante) ce ne sono 2.000 miliardi di tonnellate e nei mari 37.000. E' ovvio che comandano i mari in base a meccanismi ancora non compresi.
Ci furono glaciazioni importanti 700, 400 e 4 milioni di anni fa, quando l'homo sapiens non esisteva. Negli ultimi 600.000 anni si sono verificate 4 ere glaciali con temperature medie che variavano di 6 - 8°C. (Nessuno sa bene perchè siano successe. M. Milankovic sosteneva che dipesero da irregolarità nell'orbita e nell'inclinazione dell'asse terrestre - ma la questione non è risolta). A quel tempo nelle savane africane i nostri progenitori si evolsero fino a raggiungere la nostra costituzione attuale. Quegli uomini primitivi se la cavarono malgrado le risorse scarse, le conoscenze minime, la tecnologia embrionale. Forse attribuivano i grandi fenomeni naturali a forze magiche. Oggi ne sappiamo molto di più. Stiamo attenti a non fare le mosche cocchiere, convincendoci che sono le nostre azioni a cambiare il clima (L'energia trasportata da correnti oceaniche varia in misura notevole e poco nota - ed è mille volte maggiore di tutta quella prodotta dall'uomo). Invece: studiamo di più per capire il mondo, costruiamo argini, evitiamo gli sprechi. Ma evitiamo gli allarmismi e consultiamo le memorie storiche: perchè tendiamo a dimenticare il clima del nostro passato personale e a non studiare quello registrato negli annali o nella natura stessa. Intanto, se fa meno freddo, consumeremo meno energia per scaldarci.