"Non solo sapeva parlare italiano, quel greco. Sapeva anche di che parlano gli italiani: cucina, calcio e donne." - scrisse Primo Levi di un suo ex compagno di lager. E oggi, dopo più di mezzo secolo, di che parliamo? Che cosa andiamo a cercare?
Per rispondere non servono sondaggi. Risponde Google, il grande motore di ricerca su Internet. I suoi analisti hanno realizzato Zeitgeist ("lo spirito del tempo" - espressione tedesca che indica il clima generale intellettuale, culturale e morale che caratterizza una data era) un programma di computer che raccoglie, totalizza e classifica le ricerche di parole, di persone, di immagini che vengono fatte da ogni parte del mondo utilizzando il loro sistema. Le liste, i grafici, le analisi relative vengono aggiornate ogni settimana. Per consultarle andate su www.google.com ed eseguite la ricerca su "zeitgeist".
Su base mondiale questa settimana si trovavano ai primi posti: Thanksgiving, Big Brother, James Coburn, Karla Knafel, Rosamund Pike, Ulrika Jonsson. So per caso che quest'ultima è una svedese che ha un talk show sulla BBC. Ignoro chi siano le due precedenti. Le 10 marche o aziende più ricercate erano: Ferrari. Sony, BMW, Nokia. Microsoft, IKEA, Goldman Sachs, Hewleyy Packard, Disney e British Airways.
Le parole più usate, nell'ordine, sono: de. (è la sigla della Germania su Internet) e le usuali (in inglese): of, the, in, and, com., www, free, download, a.
In Italia le 10 parole più cercate sono state: halloween, pinocchio, trenitalia, gazzetta ufficiale, inter, natale, smau, panorama, berlusconi, finanziaria 2003. I programmi TV più citati: Operazione Trionfo, ER, Saranno Famosi, Striscia la Notizia, Soprano --- e se non avessi fatto la mia ricerca su Google, di almeno tre di questi avrei continuato a ignorare l'esistenza. I francesi hanno interessi simili ai nostri, ma aggiungono Tintin e gli oroscopi. I tedeschi cercano spesso Michelle Hunziker, e il Giorno dell'Unità Tedesca.
E' un indagine istruttiva, anche se entusiasmante. Il campione considerato è rappresentativo: 150 milioni di messaggi al giorno provenienti da oltre 100 Paesi. In generale la gente (del mondo) si occupa di sport, di catastrofi e attentati (purchè appena accaduti), di prodotti griffati, di personaggi famosi (perchè se ne parla o appaiono in TV). Milioni di americani andarono a chiedere "Qual'era il nome da ragazza di Carol Brady?" Si trattava di un personaggio di una vecchia sitcom e la domanda era stata posta dal conduttore di un programma TV di quiz. La politica desta scarso interesse - con l'eccezione delle recenti elezioni in Brasile e in Germania.
Che cosa possiamo concluderne? Lo sapevamo già: la maggioranza della popolazione si interessa a cose superficiali e continua a ripetere le stesse parole e gli stessi nomi di persone che sono famose - perchè sono famose (credo che questa battuta fu usata per la prima volta per Andy Warhol). Non c'è da stupirsene: quelli che riempiono di messaggi la grande rete mondiale di Internet sono gli stessi che continuano a fissare sugli schermi TV gli stessi programmi volatili e irrilevanti. Non c'è da credere che le cose andassero molto meglio. Sessant'anni fa da ragazzo vivevo in campagna in Liguria e sentivo i mezzadri che ripetevano anno dopo anno gli stessi scherzi, le stesse barzellette. Ormai erano tanto note che si limitavano a citarne la battuta finale (la "punchline").
Siamo tentati di rattristarci per questo, ma ormai dovremmo saperlo che in maggioranza siamo pigri. Non guardiamo e non ascoltiamo nemmeno le cose nuove. Seguiamo il cammino di minima resistenza in modo da produrre il minimo sforzo. Le cose nostre personali e quelle del Paese potrebbero andare molto meglio se imparassimo e pensassimo cose nuove, se facessimo partire intraprese innovative, se ponessimo (anche su Internet) domande rilevanti a chi ne sa più di noi. Non sembra che siamo avviati per questa strada.
Almeno ora questo osservatorio di Google ci informerà se nel flusso immane di parole e di immagini su Web rileverà segni di una nuova tradizione positiva