Spesso abbiamo troppa paura che ci invadano la privacy. Anche Orwell in 1984 aveva visto male il problema. Il suo protagonista si guardava da fare discorsi sovversivi nei boschi perchè temeva di essere spiato da microfoni nascosti. Un sistema di sorveglianza così avrebbe richiesto un numero di controllori superiore a quello dei controllati e sarebbe costato troppo. Ora, però, la tecnologia informatica sta risolvendo molti di questi problemi pratici. La questione è seria.
Stiamo per essere tutti spiati e controllati proprio dalla stessa struttura USA che originò Internet (beneficandoci tutti)? Si tratta della DARPA, la Defense Advanced Research Projects Agency, che coordina la ricerca di punta della difesa americana. Ha iniziato a Marzo il programma TIA: Total Information Awareness - Sensibilità Totale all'Informazione. L'obiettivo è: amplificare enormemente la capacità USA di identificare terroristi stranieri, decifrare i loro piani e agire subito per bloccarli.
Nei primi 3 anni il programma TIA mira a realizzare prototipi di enormi sistemi informativi. Nei 2 anni seguenti dovrà realizzare strutture operative capaci di proteggere il territorio USA e le forze armate all'estero e, insieme, di garantire che i dati acquisiti siano usati solo per fini legali. A questo scopo la DARPA studia sistemi di traduzione automatica delle lingue, tecniche di reperimento dati (su tutte le basi dati esistenti e anche su ogni tipo di documenti e transazioni, come passaporti, visti, permessi di lavoro, patenti, locazione auto, acquisto di biglietti aerei e di sostanze chimiche - oltre a messaggi Internet.
L'ammiraglio a riposo John Poindexter direttore del progetto ha dichiarato: "Per raccogliere informazioni e sviluppare algoritmi senza intrusioni nel privato, stiamo creando una base di dati artificiali usando un modello di simulazione. Così generiamo miliardi di dati che costituiscono un rumore di fondo realistico. Poi una squadra rossa di terroristi simulati ne inserisce altri fittizi e vediamo se si riesce a individuarli automaticamente. Queste tecniche dovrebbero permetterci di scovare i terroristi, pur migliorando la privacy degli innocenti."
Su questa iniziativa divampano le polemiche. In prima fila la Unione Americana per le Libertà Civili sostiene che si tratta di un primo passo verso controlli dittatoriali e limitazione della libertà di parola. Già nei mesi scorsi accuse simili erano state fatte alla CIPB (Comitato del Presidente per la Protezione delle Infrastrutture e del ciberspazio).
In effetti c'è da chiedersi se non si tratti di una missione impossibile. Ogni sistema tecnologico di controllo di emergenze deve tentare di soddisfare due esigenze contrastanti: essere tanto sensibile da produrre allarmi in conseguenza di tutte le emergenze, ma non ipersensibile tanto da produrre falsi allarmi quando non c'è emergenza. I progettisti di controlli automatici inventano trucchi sofisticati per risolvere il problema, ma non può esistere una soluzione generale, assoluta. Queste polemiche non avranno fine e ci sono ragioni solide da ambo le parti.
Il problema somiglia a quello della sicurezza delle operazioni finanziarie elettroniche. Qui sono disponibili sistemi crittografici di sicurezza assoluta. Però ugualmente si verificano furti e reati. Pare che la maggioranza di questi non vengono perpetrati da tecnologi che riescono a decifrare i codici segreti, ma da personale interno reso ladro dall'occasione. Sarebbe difficile garantire che qualche impiegato della TIA non usi informazioni finanziare critiche per ricattare qualcuno o per speculare in borsa, sicuro del guadagno (questo reato si chiama insider trading). E qui sorgono già sospetti. Il direttore Poindexter era stato Consigliere Nazionale della Sicurezza di Reagan e aveva cospirato con il colonnello Oliver North per coprire il dirottamento di denaro ottenuto dall'Iran in cambio di armi a finanziare la guerriglia in Nicaragua, sebbene il Congresso USA lo avesse vietato. In quell'occasione distrusse 6.000 documenti compromettenti. David Wallace, un esperto della Facoltà di Informazione dell'Università del Michigan ha detto: "Poindexter nascose informazioni critiche, decise di agire illegalmente e manipolò i sistemi di controllo. E oggi questa è la persona incaricata di realizzare il più vasto sistema mai esistito per sorvegliare i cittadini americani!"
In Internet su www.darpa.mil/iao/TIASystems.htm si trovano documenti ufficiali sulla TIA.