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paura del terrorismo  Roberto Vacca

PAURA DEL TERRORISMO: TROPPA? POCA?
Di Roberto VACCA, L'Unità - 27/2/2003

Un secondo attacco di Al Qaeda agli USA (o alleati europei) è probabile. Potrebbe essere più tragico del primo. Gli americani ne hanno molta paura. Ne parlano e scrivono molto. Preparano allarmi e difese, in parte serie (poco pubblicizzate), in parte isteriche (come il divieto di portare in aereo pinzette depilatorie) o inadeguate. Giorni fa Noah Shachman della rivista WIRED, è entrato dalla Route 4 del New Mexico in una zona top secret dei laboratori atomici di Los Alamos senza che nessuno lo fermasse.
Nessuno aveva previsto attentati fatti con aerei pieni di carburante, come l'11/9/2001. Cerchiamo di prevedere ora i rischi di attacchi che impieghino tecnologie nucleari. La meno sofisticata tra queste consiste nel fare esplodere una così detta bomba sporca o a dispersione radiologica. Si tratta di esplosivi convenzionali incastonati in un blocco di materiale radioattivo ottenuto da centri di medicina nucleare o dalle scorie di centrali nucleari. Il loro scoppio disperderebbe nell'aria gas radioattivi (ad esempio Cesio 137) che inducono cancro o leucemia nell'organismo di chi li respira. C'è un precedente: nel 1996 ribelli Ceceni costruirono una bomba sporca al Cesio da 15 kg e la lasciarono nel parco Izmailov di Mosca, ma non la attivarono. Gli esperti stimano che una bomba sporca che esploda in un'area urbana ad alta densità, ucciderebbe 2000 persone in tempi brevi e ne danneggerebbe altre migliaia - congestionando i servizi sanitari. Dopo il disastro di Chernobyl, il pennacchio radioattivo conteneva Iodio 131 radioattivo che, assorbito dalla tiroide, causa il cancro. L'antidoto va preso prima dell'esposizione ai gas radioattivi. E' lo ioduro di potassio (IK) contenente Iodio 127 non radioattivo che satura i tessuti della tiroide e inibisce l'ingresso di Iodio 131. In Italia lo ioduro di potassio non è in vendita: in USA ne puoi comprare per posta 200 pastiglie da 65 mg a $19.95.
Danni molto maggiori di quelli dovuti a bombe sporche sarebbero causati da una bomba atomica convenzionale (tipo Hiroshima). Se esplode in una città una bomba da 15 kiloton (equivalente a 15.000 tonnellate di alto esplosivo), uccide subito 100.000 persone e altrettante morrebbero gradatamente per le radiazioni.
Per evitare queste tragedie, occorrerebbe bloccare l'accesso a materiali fissili (uranio arricchito, plutonio). La fonte più probabile è l'arsenale disperso dell'Unione Sovietica. La International Atomic Energy Agency dell'ONU a Vienna ha documentato decine di casi di vendite illegali di materiali nucleari di quella provenienza. Altra fonte possibile (specie nell'ipotesi di rivolgimenti politici e sommosse) è l'arsenale atomico pakistano (che pare contenga decine di bombe). La cosa grave è che molte di queste armi di distruzione di massa hanno pesi e ingombri bassi. Possono essere spedite in un container e trasportate con un furgone. Un uomo robusto può portate in un grosso zaino una così detta atomica da valigetta (le costruirono i russi: hanno un potenziale di 1000 tonnellate di tritolo). Intercettare questi oggetti alla frontiere è possibile con grosse batterie di contatori Geiger - ma il successo non è certo.
Gli argomenti a favore di politiche di pace con giustizia tali da disinnescare strategie violente, sono sensati, ma occorreva attuarli anni fa. Oggi il problema è urgente. Come già da decenni dimostrò la linea aerea israeliana El-Al, i dirottamenti e gli attentati agli aerei di linea si prevengono con misure di sicurezza estreme negli aeroporti. Invece non c'è difesa da attacchi in campo aperto e in ambiente urbano. Lo dimostrano gli attacchi dei kamikaze in Israele e le considerazioni esposte qui. C'è da temere che eventuali piccoli ordigni nucleari siano già entrati in USA di contrabbando. Se fosse così, ogni questione sulla gittata massima dei missili irakeni sarebbe priva di senso.
Gli americani vengono invitati dal loro governo alla vigilanza continua. Alcuni temono che esortazioni eccessive in questo senso generino panico, a sua volta pericoloso. Non sappiamo bene di che cosa avere paura. Sembra ragionevole attendersi il peggio. In caso di esplosioni, lampi di luce, nuvole di fumo, è bene allontanarsi dalla zona e andare in altri ambienti chiusi. Se lo avessero fatto subito, molte vittime delle Torri Gemelle forse si sarebbero salvate.
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Ulteriori informazioni sul sito www.cdi.org/terrorism/nuclear-pr.cfm del Center for Defense Information (una think tank di Washington, D.C.)
Accedere a: www.wired.com/news/conflict/0.2100.57792.00.html per leggere l'intero articolo di Shachman.