societa'
Washington Irving
H.G.Wells
DOPO 20 ANNI DI SONNO - CHE MONDO TROVI?
di Roberto VACCA - IL MESSAGGERO - 10 Luglio 2003
Ciascuno di noi è un esule. Viviamo in un ambiente alieno. Infatti il nostro habitat naturale era il passato. Eravamo abituati al mondo di anni o decenni fa e. Sebbene sia stata lenta la transizione al presente, talora ci sentiamo spaesati. Dove sono le Millecento, i Caravelle, il negozio di cibi esotici di Taboga, la libreria Signorelli, le due sale del cinema Modernissimo? E' facile immaginare che saremmo atterriti se compissimo in un istante un salto di decenni.
E' successo a Terry Wallis in Arkansas. Dopo un incidente d'auto è restato in coma profondo per 19 anni e si è svegliato quadriplegico - la peggiore delle novità, anche se spera di riacquistare la mobilità. Il mondo esterno che ha trovato è diverso, ma anche molto simile a quello che aveva lasciato. La paura dell'herpes è stata sostituita da quella dell'AIDS. Sono arrivati i telefoni cellulari, il WorldWide Web e Internet. I personal computer non fanno solo 5 milioni di operazioni al secondo: ma 3 miliardi. Il campione mondiale di scacchi è stato battuto da un computer, ma nessun computer riesce a farsi passare per una persona umana. Non sono arrivate le auto a idrogeno, nè la fusione nucleare. Non siamo sbarcati su Marte. Sono spariti i Concorde supersonici, il muro di Berlino, l'Unione Sovietica, la guerra fredda, l'inflazione, le torri gemelle di New York. Il terrorismo non è più una malattia europea, ma un'epidemia mondiale. E continua a crescere il numero di persone che muoiono di cancro.
Il successo della medicina nel tenere vivo il giovane americano è notevole. Forse più notevoli le cure amorose dei parenti. Però questa storia non è epocale. Certo: ogni vita umana è unica, irripetibile e va protetta. Però è anche vero che miliardi di umani sono nati e spariti senza lasciare traccia. La ricetta per l'immortalità fu trovata da Orazio, conscio che con le sue poesie aveva innalzato un monumento più duraturo del bronzo. Se le nostre idee, invenzioni e opere continuano a essere condivise, criticate, sentite per anni, è come se fossimo sempre vivi. E' viva la parte più interessante di noi.
L'immaginazione crea mondi diversi che si sviluppano in altri cervelli. Hanno conseguenze lontane. Alcune fra queste immaginazioni anticiparono proprio un personaggio che si risveglia dopo anni. Il primo a scrivere una storia così fu Washington Irving che pubblicò nel 1819 la storia di Rip van Winkle, americano di origine olandese. Uno straniero misterioso gli dà un liquore drogato e lo addormentava. Si sveglia dopo vent'anni. Il suo fucile è un rottame rugginoso. Gli amici non lo riconoscono. Tutto prevedibile. La storia è banale, ma è proverbiale nella cultura anglosassone.
Più elaborato il romanzo di H.G. Wells "The sleeper awakes" (Il dormiente si risveglia) del 1910. Qui un gentiluomo inglese si addormenta nel 1897. I suoi investimenti intanto crescono di valore. Diventa tanto ricco che viene nominato un comitato di tutori che amministra il suo patrimonio sempre più vasto. Diventa il padrone del mondo. Però i suoi rappresentanti creano una dittatura mondiale. Quando si sveglia nel 2100, i lavoratori sono schiavi e tocca a lui - il Padrone - liberarsi e scatenare una rivoluzione. Il rischio di dittature totalitarie già si intravedeva all'inizio del secolo scorso. Anche ora, dopo il crollo di quella nazista e di quella sovietica, il rischio esiste. Nel 1973 Woody Allen fece il film "Il dormiglione" ispirato a Wells e pieno di battute d'attualità. Nel "Ritorno al Futuro" di Zemeckis ricordiamo la battuta del giovane che spiega che dopo qualche decennio il Presidente USA è Ronald Reagan. Gli rispondono: "Si, e il Vicepresidente è Jerry Lewis". La realtà a guardarla bene è spesso più ridicola di ogni anticipazione buffonesca.