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Corruzione: lezione australiana
di Roberto Vacca. (30- Aprile 2012. )

. Paolo Menaspà ha letto il mio pezzo sulla correzione e mi ha scritto:

“Poche settimane fa in Australia ho visto una trasmissione TV nella quale si parlava di criminalità.. C'erano le interviste agli amici e alla moglie del criminale, tutti estremamente stupiti che affermavano:

"lo conoscevo molto bene, sembrava una persona normale. Non avrei mai potuto immaginare nulla di simile", etc. Anche il criminale in persona veniva intervistato. Si vergognava del suo passato, e nonostante avesse scontato la sua pena, scelse di cambiare città perchè non riusciva a sopportare gli sguardi della gente. Mi ci vollero quasi 10 minuti per essere certo di non aver frainteso che il criminale era un evasore.”

Mi sono documentato. Era una famiglia con madre settantaduenne e due figli quarantenni che avevano fondato un’azienda per produrre vestiario. Avevano avuto un successo notevole.

Erano ricchi, benvoluti, facevano beneficenza, ma non pagavano le tasse. Un vecchio amico della mamma li denunciò e le loro telefonate furono intercettate. All’inizio delle indagini si dichiararono colpevoli di non aver pagato imposte su 11 trasferimenti di denaro, ciascuno inferiore a 10.000 dollari. L’Ufficio Imposte, però, constatò che in 10 anni avevano evaso le tasse su un volume di affari di 17 milioni di dollari.

Dovettero pagarle, oltre a una penale di sette milioni di dollari. Ciascuno dei tre fu condannato a otto anni e mezzo di prigione sebbene fossero incensurati.

La sentenza prevedeva che non avrebbero potuto chiedere la libertà vigilata prima di cinque anni e mezzo. Va ricordato, inoltre, che la legge australiana punisce l’evasione fiscale con pene detentive anche più alte: fino a 10 e a 20 anni. È un esempio che va meditato ed emulato. Sembra che questa severità –unita a convinzioni etiche condivise – sia un deterrente efficace, forse più del fustigatore mediatico che proponevo.

Notiamo che l’Australia non è il Paese in cui la corruzione è al minimo mondiale. Sta solo all’ottavo posto. Come dicevo, i più virtuosi sono i Neozelandesi. Ecco la lista dei primi dieci, secondo Transparency International:

1
Nuova Zelanda
2
Danimarca
3
Finlandia
4
Svezia
5
Singapore
6
Norvegia
7
Olanda
8
Australia
9
Svizzera
10
Canada

Al 69° posto, a pari demerito, in ordine alfabetico: Ghana, Italia, Macedonia, Samoa.