Siamo abituati agli oggetti che usiamo ogni giorno. Li diamo per scontati. Qualche volta i nuovi modelli immessi sul mercato ci servono molto meglio dei loro predecessori: piacevole sorpresa. Le automobili di oggi consumano meno, sono più veloci, permettono di lavare il parabrezza con lo schizzo, di cambiare l' olio ogni 10.000 chilometri e così via. Però, se riflettiamo bene, certe loro caratteristiche sono peggiori di quelle antiche. In Italia non si trovano quasi più le camicie di cotone e poliestere, nè i calzini di filanca: si è diffusa la leggenda che causano allergie (non a tutti: inglesi e americani le continuano a usare largamente; io li porto sempre senza conseguenze, e so dove comprarli). In Inghilterra e in Italia non si trovano più le normali spazzole da capelli dure munite di setole: le sostituiscono goffi attrezzi con spunzoni metallici o di plastica. In questi casi e in altri sarebbe meglio tornare all' antico o non modificare il presente. Al contrario si possono immaginare innovazioni perfettamente fattibili che, invece, sono assenti sul mercato. Facciamoci sentire: diciamo a fabbricanti e commercianti che cosa vogliamo. Non è giusto che ci impongano il loro gusto o il loro nuovo per il nuovo, se rappresenta un regresso o un progresso solo apparente e inopportuno. Ecco qui una lista ragionata di oggetti di uso comune presentati nell' ordine in cui li incontriamo nella nostra giornata. Propongo modi in cui vorrei vederli cambiati o reintegrati.
1) Il letto: deve essere bene illuminato con scelta da penombra a luce concentrata, per la lettura. Deve essere dotato di uno strumento meccanico per rifarlo semplicemente azionando una leva e di un dispositivo per variarne l' inclinazione (come già è possibile nei buoni letti d' ospedale), opzione utile per chi abbia problemi di circolazione o di respirazione. Alcune persone (io sono una di queste) riescono a riprendere tono ed energia, concedendosi una dormitina brevissima anche di soli 5 o 10 minuti. Questi riposini in inglese si chiamano catnaps (pisolini del gatto). Se i sedili sono comodi, si possono fare in auto, in treno o in aereo. Qualche volta in un ufficio o in casa di estranei ci si potrebbe appartare brevemente, ma spesso manca un appoggio decente, e se uno si sdraia a terra su un giornale, sembra un vagabondo. Sarebbe utile, allora, un letto mobile in lega leggera, poco ingombrante. Si dovrebbe poter montare e smontare rapidamente e inclinare secondo il luogo e la preferenza.
2) La stanza da bagno: nei bagni le superfici degli accessori e del pavimento, bagnate, sono scivolose. Si perde facilmente l' appoggio o l'appiglio, si scivola e si va a sbattere contro oggetti duri. Battendo la testa ci si fa male e qualche volta si muore. Ogni anno decede così un numero di italiani quasi grande quanto quello delle vittime di incidenti stradali. Quindi la stanza da bagno dovrà essere più sicura. Ci sono già norme stringenti su interruttori e comandi elettrici, che dovrebbero essere installati fuori dalla stanza. Sono giuste, ma il rischio dovuto alle cadute è molto maggiore di quello di elettrocuzione. Dunque bisogna eliminare gli spigoli. Le manopole dei rubinetti dovrebbero essere realizzate in forma di ellissoide (per esempio con assi di 3, 6 e 9 centimetri) ricoperto da uno spesso strato di gomma. A parte i rischi da eliminare, nelle stanze da bagno si spreca molta energia: converrebbe a tutti risparmiarla. Solo i costruttori possono adottare misure atte a migliorare il rendimento degli scaldabagni. Soluzioni più generali, come quella di non usare elettricità, né gas ricorrendo al teleriscaldamento, richiedono interventi sistemici che impegnino le aziende fornitrici di energia e i comuni. Una soluzione semplice è stata inventata dall' ingegnere Mario Palazzetti: consiste nell' installare uno scambiatore che trasmette il calore dell' acqua che scarichiamo dalla vasca da bagno all' acqua fresca che entra nello scaldabagno. Gli scaldabagni elettrici dovrebbero avere un rendimento teorico del 100 per cento. Invece lo hanno molto più basso (intorno al 30 per cento) perchè sono isolati male e perchè i tubi che li connettono agli accessori sono troppo lunghi e non isolati. Invece dell' acqua, scaldiamo i muri.
3) I vestiti: leggeri, non stazzonabili, impermeabili all' acqua esterna (ma fatti in modo da eliminare all' esterno l' umidità della traspirazione), resistenti, con tutti i pregi dei jeans, ma la grazia di sartoria di classe su misura; con cuciture che non si sfilano e bottoni che non cadono dopo tre giorni. Le scarpe dovrebbero essere tutte tanto resistenti da proteggere i nostri piedi dalla caduta di oggetti pesanti (la forza di gravità è sempre in agguato). Dovrebbero essere disponibili con tre diverse larghezze (come già accade in Usa) e avere suole ruvide che evitino gli scivoloni. La superficie delle tomaie dovrebbe essere trattata una volta per tutte per repellere lo sporco e mantenersi elastica: così eviteremmo la noia di pulirle e lustrarle.
4) La cucina: le cucine a gas o elettriche sono più pulite ed efficienti di quelle antiche a carbone o a legna. C' è chi teme che carne e pesce cotti alla brace si impregnino di sostanze dannose alla salute. Non so se sia vero. Certo decongelare e finire di cuocere surgelati di classe preparati da cuochi abili è molto vantaggioso. C' è chi disprezza i surgelati precotti dei supermercati perché sono prodotti in massa e mancano di cura e finezza. Il mio amico Julian, raffinato gourmet e abile cuoco, prepara interi banchetti d' estate, li surgela e li riesuma d' inverno per cene memorabili. Si comincia a parlare di cucine intelligenti con le quali possiamo comunicare da lontano (per telefono o via Internet) per accendere o spegnere il forno, i fornelli, la lavastoviglie, il frullatore e così via. Certo si possono realizzare, ma quanto spesso ci serviranno ? Me ne guarderei: c' è da temere che troppo spesso accenderemmo il forno da qualche chilometro di distanza in una pausa del nostro lavoro. Poi ci dimenticheremmo di spegnerlo e lo troveremmo pieno di residui carbonizzati e fumanti che rendono irrespirabile l' aria di tutta la casa.
5) Il libro: i libri tradizionali sono pesanti e ingombranti: quindi stanno sempre nel posto sbagliato, in qualche magazzino sperduto, invece che nella libreria all' angolo. Quando veniamo a sapere che esistono, il libraio nella maggioranza dei casi ci dice che potrà ordinarli. Aspettiamo per giorni e frattanto ce ne dimentichiamo o perdiamo interesse. Il guaio del libro è che è uno standalone, un oggetto che sta da solo e non ha connessioni, non ha link che permettano di collegarlo e di attrarlo a noi. La cosa peggiore, dunque, è che non veniamo nemmeno a sapere dell' esistenza di libri che ci interesserebbero. Leggiamo a caso le recensioni sui giornali. I programmi radio e TV che parlano di libri sono rari e poco informativi. Concludo: il libro dovrebbe essere facile da trovare su bibliografie in Rete, con indicazione di dove esiste davvero. Dovrebbe essere sfogliabile (browsable uguale brucabile) in Rete e downloadable (scaricabile). Io offro proprio così su Internet i libri che ho scritto. Qualcuno vuole evitare la noia di scaricarli e stamparli da solo per cui è prevista l' opzione di ottenerli stampati fronte retro a richiesta in tempi brevissimi evitando le spese di magazzinaggio e trasporto su lunghe distanze. Altra innovazione poco diffusa sono i libri su Cd rom. Ho un disco che contiene 3500 libri classici in inglese. Comincia con la Bibbia e i classici greci e latini. C' è Kipling illustrato, Dickens, Walt Whitman (1000 pagine di poesie), quattro libri di Tom Payne, Mark Twain. Se ricordi una parola o una frase, ti ritrova il testo in cui appare in pochissimo tempo, e ti puoi stampare volumi o loro singoli passi. E' probabile che prenda piede.
6) L' aeromotore: questo oggetto non è di uso comune, ma meriterebbe di diventarlo. Si tratta di un piccolo mulino a vento collegato a una dinamo che genera elettricità in corrente continua con cui possiamo alimentare una stufa o ricaricare batterie. Gli aeromotori, però, hanno l' inconveniente che proprio quando il vento è più forte (e si potrebbe produrre più energia) sono fatti per disporsi parallelamente al vento e smettere di funzionare. Per poterli lasciare in funzione anche con vento fortissimo, bisognerebbe costruire strutture di supporto molto robuste e allora costerebbero troppo. Se, però, attribuiamo un valore molto alto al gusto di scaldarci con una stufa elettrica tanto più quanto più forte è il vento gelido che soffia fuori, allora potremo spendere di più per l' impianto e produrre tanta energia. Lo si sa fare: bisogna progettarli e costruirli, e sperare che piacciano al mercato. A parte gli sprechi di energia, evitabili con elettrodomestici di alta qualità e con scambiatori (come già dicevo a proposito delle stanze da bagno), si può usare anche l' energia solare per riscaldamento, illuminazione o per alimentare apparecchi. I pannelli solari per scaldare acqua funzionano bene, ma non è facile installarli, e poi richiedono manutenzione. Si potranno installare celle fotovoltaiche che producono direttamente elettricità, ma i rendimenti dovrebbero crescere (attualmente si supera di poco il 15 per cento) e i prezzi dovrebbero scendere.
7) Il computer: entro un paio d' anni avremo computer portatili con radio incorporata. Così ci collegheremo a WiFi, la nuova rete Internet con punti di accesso disposti in alberghi, ristoranti, bar, stazioni, aeroporti. Comunicheremo con il mondo, senza attaccare jack e connettori alla rete telefonica antica. Vantaggio enorme ? Non esageriamo: sarà molto comodo per uno o due milioni di italiani: quelli collegati a Internet, che navigano su World Wide Web e viaggiano molto per lavoro. Chi viaggia poco o lavora da casa svolgendo compiti sofisticati, avrà bisogno del sistema WiFi poche volte all' anno. Potrà, insomma, farne benissimo a meno. E come dovrebbe essere fatto, invece, un computer che ci dia grandi vantaggi ovunque ci troviamo ? A vederlo somiglierà a quelli di oggi. Portatile, leggero, con schermo di 13 pollici. Ma la batteria durerà almeno 10 ore; utilizzerà un sistema operativo basato su di un linguaggio alfanumerico, facile da usare, amichevole (userfriendly), ma non troppo. Non ci presenterà icone con simboletti piccoli e incomprensibili. Si tratterà di un Superlinux: sistema essenziale, senza troppe graziosità, ma stabile, non soggetto a crash e protetto contro ogni virus. Non conterrà pretenziose funzioni di intelligenza ambiziosa e finta. Quando inizio a digitare 's e t', non mi suggerirà di scrivere 'settembre': la cosa mi irrita, se stavo per scrivere 'setticemia'. Avrà attacchi per le connessioni ad altri apparecchi chiaramente contrassegnate con la loro definizione scritta in tutte lettere (di nuovo: niente icone, grazie !). Sarà collegabile a qualsiasi stampante e le stampanti produrranno anche testi fronte retro.
8) Il portale web: non è un oggetto vero e proprio, è virtuale, ma ha con noi un rapporto più stretto di un oggetto, di un libro, di una guida. Deve essere accessibile in tempo breve anche quando si adopera un modem a 56 k. Non deve contenere deviazioni/offerte inessenziali, a ogni passo deve dare informazioni, non chiedere di continuo che cosa io preferisca, nè propormi scelte banali. Un portale ben fatto deve rispondere a questi requisiti: 1. La prima schermata offerta al visitatore deve essere chiara, con caratteri grandi per le cose più importanti. Non va sacrificata la chiarezza all' estetica (poche immagini) e vanno indicati esplicitamente i pulsanti ove cliccare per ottenere risultati ('clicca qui'), infatti molti utenti hanno poca pratica e poca iniziativa e non provano nemmeno a cliccare. 2. Non usare troppe istruzioni in lingua inglese (anche se sono standard). Per esempio: 'Click on the image of the product you want' (clicca sull' immagine del prodotto che desideri). Meglio usare le due lingue oppure la sola versione italiana. 3.Garantire che nome e indirizzo degli utenti non saranno dati ad alcuno. 4. I tempi di attesa per accedere alle funzioni devono essere bassi. Un' attesa di 2 minuti è già lunga, l' utente medio interrompe il collegamento dopo 5 o 6 minuti di attesa. 5. Le istruzioni devono essere chiare. Per esempio non bisogna chiedere in alcuni casi di cliccare su 'conferma' e in altri su 'vai' per ottenere lo stesso risultato. 6. Ogni sito deve essere specializzato per un certo tipo di utenti, se no veniamo sottoposti a messaggi e stimoli privi di interesse. 7. Ogni menu usato deve mirare a funzioni effettive, bene individuate. Mentre si attende la presentazione di schermate funzionali conseguenti a scelte fatte, non vanno proposte scelte di altri servizi che dirottino gli utenti verso aree diverse. 8. Realizzare un' alta qualità dei testi e delle immagini è prescrizione ovvia. Va resa esplicita curando la leggibilità della prosa e dei caratteri (non usare mai testi con carattere bianco su sfondo nero). Ovvio che vanno curate: grammatica, sintassi, ortografia, concretezza. Non chiamare per nome gli utenti: può risultare irritante. 9. E' bene fornire un indirizzo e mail (e anche un telefono e un indirizzo postale) a cui rivolgersi per reclami o richieste ulteriori oppure suggerimenti (e dare risposte immediate a chi manda messaggi).
9) L' automobile: dovrebbe essere compatta, con sedile anteriore continuo, perchè i due sedili separati e avvolgenti danno l' inopportuna illusione di trovarsi in una macchina da corsa, mentre nello spazio stretto fra di essi perdiamo monete, penne, lettere da impostare, documenti, occhiali e così via. Va eliminato il piccolo cassettone (con un volume compreso fra 10 e 25 decimetri cubi) da cui fuoriesce la leva del cambio: sottrae spazio e non serve a niente. Il cambio dovrebbe essere al volante: era molto comodo, anche se non adatto a chi si vuole illudere di essere un grande pilota da competizione. Meglio ancora sarebbe eliminare il cambio, ma non a favore di un cambio automatico di tipo americano. Cinquant' anni fa Giovanni Badalini progettò e realizzò un cambio idraulico volumetrico continuo e automatico: consentiva una ripresa spettacolosa, basso consumo e ineguagliato comfort di guida. Fu montato sperimentalmente su Ford, Aston Martin e trattori e di serie su 500 motociclette. Un' auto decente dovrebbe fare 100 chilometri con un litro di benzina, utilizzata per produrre energia elettrica in celle a combustibile; avere velocità massima di 150 chilometri orari e paraurti che parano gli urti invece di essere fragilissimi.
10) La cassetta della posta: ai tempi antichi gli innamorati aprivano ogni giorno la cassetta della posta sperando di trovare una lettera della persona amata. Talora aspettavano giorni e giorni, se quella persona era distratta, disamorata o non aveva la penna facile, o se il servizio postale era lento. Ora abbiamo la posta elettronica che rende tutto facile, immediato ed economico. Permette di inviare disegni originali o ritagliati. La cassetta della posta è diventata virtuale, non è più un oggetto, ma funziona molto meglio di prima. Il rischio che altre persone leggano la nostra posta non è grave, se non lasciamo in giro il nostro computer acceso e se non la proteggiamo con password. Dunque è bene non cambiare l' e mail: va bene così com' è. Però attraverso Internet non possiamo inviare oggetti materiali. Sarebbe ragionevole creare di nuovo la posta pneumatica per trasmettere entro la città oggetti di dimensioni modeste oltre che missive.