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isole in vendita  Roberto Vacca

ISOLE IN VENDITA

di Roberto Vacca -(Il Mattino- 04- 05- 2000)

"O beata solitudo! O sola beatitudo!" dicono le scritte sulle mattonelle di ceramica mirate a irritare i visitatori di chi manifesta la sua misantropia. Chi voglia davvero stare solo pensa all'ideale: un'isola deserta - ingrediente di vignette raramente molto divertenti. Ma la cosa e' realistica: si vedono sempre piu' spesso isole offerte in vendita in ogni parte del mondo.
Ho cercato "islands for sale" sul migliore dei motori di ricerca che uso su Web e sono venuti fuori 4.182 documenti. Ho trovato offerte di isole di tutte le dimensioni, deserte e con piantagioni di copra, dotate di poche capanne o di ville di trenta stanze con parco e darsena, vicine e lontane. Ce ne sono in : Alaska, Australia, Colombia Britannica, Costarica, Filippine, Florida, Grecia, Irlanda, Isole Fiji, Isole Vergini, Messico, Panama, Scozia, Turchia e, naturalmente, nei Mari del Sud.
Queste ultime si possono trovare sul sito www.pacislands.com. Vanno da 550.000 dollari (circa un miliardo e duecento milioni) per un'isoletta bella, ma poco attrezzata nelle Fiji, a 25 milioni di dollari (52 miliardi) per l'isola Lau di 2000 ettari, completa di piantagioni, ville e, forse, abitanti (da stipendiare? non sappiamo). Sono disponibili anche isole nei pressi di BoraBora, Huahine, Isola di Cook, Panama, Polinesia (atolli), Tahiti, Tuamotu, Vanuatu e così via.
Queste possibilita' hanno un profumo romantico, ma a parte l'investimento eccessivo per la maggioranza, l'acquisto di un'isola sia nei Mari del Sud, sia nei Caraibi è sconsigliabile. Il primo motivo e' che in quelle aree sono frequenti tifoni e uragani che possono fare a pezzi gli edifici piu' belli e rendere scomoda la vita, quando non l'interrompono. Il secondo motivo avverso e' un bilancio fra l'entita' dell'investimento e l'onere del viaggio per raggiungere l'isola. Questo consiste nel prezzo del viaggio (alcuni milioni a testa) e nel tempo impiegato che puo' essere di vari giorni. Se uno non decide di trasferirsi stabilmente nell'isoletta, il rendimento del tempo e' basso: troppo in viaggio e troppo poco nella beata solitudine. Sospetto che le spese in cui incorre l'acquirente di un'isola anche non troppo lontana, per renderla abitabile eccedano di molto quelle che elencavo ora. L'impresa dev'essere molto piu' dispendiosa dell'acquisto di uno yacht.
Un uomo d'affari di successo disse al vecchio Rockefeller: "Gli affari mi vanno bene e pensavo di comprarmi uno yacht. Lei che ne ha parecchi, mi dica un po': quanto c'e' da spendere? Non sono sicuro di potermelo permettere". Il famoso riccone rispose: "Chi non e' sicuro di poterselo permettere - non se lo puo' permettere di sicuro."
Nell'immaginario tradizionale molti pensano di portarsi nell'isola una o piu' persone giovani e attraenti dell'altro sesso. Pare che lo faccia un ricchissimo sultano orientale. Quindi, l'attrattiva di possedere un'isola non deve consistere solo nel desiderio di solitudine, magari ben temperata. (Se uno si collega in rete, poi, puo' continuare a coltivare amicizie vecchie e nuove su Internet). Altra condizione desiderabile puo' essere, dunque, l'indipendenza. Sia per ragioni amministrativo-burocratiche, sia per la distanza da uffici di ogni paese, uno vorrebbe pensare che in un'isola sarebbe lontano da balzelli, imposizioni, regolamenti, intromissioni di poteri pubblici. Probabilmente non sarebbe così. Qualche burocrate stara' probabilmente in agguato per intimarti qualche imposizione, magari per radio o per Internet, o per importi una quarantena quando rientri in aree abitate. Pero', certo, avrebbe la vita difficile anche il burocrate.
Allora possiamo sognare di raggiungere l'indipendenza vera dichiarando che la nostra isola non appartiene a nessuno Stato o Paese: e' uno stato sovrano. Anche questa è condizione romantica e immaginaria. Alcuni di noi, quando si sentono stranieri in patria - in occasione di deplorevoli azioni, dichiarazioni o discorsi di personaggi noti, che dovrebbero aver studiato di più - ripetono: "Voglio prendere la cittadinanza di Andorra o di Swat!"
Il non plus ultra dell'idea di isola si realizzerebbe creando colonie umane nello spazio. E' possibile costruirle usando materiale lanciato dalla Luna, riempirle di terra, acqua e aria e alimentarle con energia solare. Anche qui sforzi e investimenti enormi. Sarebbe meglio riorganizzare le cose nei luoghi in cui gia' viviamo (specie se scevri da terremoti e uragani). Sogniamo meno e usiamo di piu' la ragione e l'ingegneria pragmatica - anche sociale.