Divampano le polemiche sulle concessioni d'uso delle bande di frequenza per i telefoni cellulari. Il pubblico ha difficolta' a capire questi problemi - e ci si occupa poco di informarlo meglio. Anche un giornale prestigioso nel suo supplemento "Affari" di questa settimana, esprime le misure di frequenza in mhz (millesimi di Hertz) invece che in MHz (Megahertz o milioni di Hertz). Sarebbe utile disporre di dati statistici aggiornati.
Non ci aiuta affatto l'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica). Nel suo Annuario 1999 pubblicato di recente non riporta alcun dato sui telefoni fissi, ne' sui telefoni cellulari. Per il numero di questi, sappiamo (da altra fonte) che l'Italia detiene il primato in Europa. Ne avevamo 266.000 nel 1990, 3.900.000 nel 1995, circa 25 milioni oggi - e stiamo mirando a 30 milioni. E' un dato non estremamente significativo, ma curioso. Eppure l'ISTAT non lo giudica degno di nota e regredisce: aveva pubblicato i dati sui telefoni fino all'anno scorso.
L'annuario riporta i dati sulla produzione e il consumo dell'energia elettrica. Pero', come fa da decenni, ignora i dati sull'energia termica. Di nuovo li troviamo da altra fonte, ma dall'ISTAT potremmo solo dedurli laboriosamente da quelli relativi al petrolio, al gas e al carbone.
Lo stesso Capitolo 19, che omette i dati sui telefoni, riporta i dati sui trasporti. Fornisce il numero di passeggeri.km e di tonnellate.km trasportati sulle ferrovie. Ma non menziona i dati corrispondenti, notoriamente ben piu' importanti, su automobili e camion, ne' sulle metropolitane, ne' sui trasporti pubblici urbani. Il quadro dei trasporti che ne risulta e' gravemente lacunoso. A parte queste omissioni, a pag. 444 leggiamo: "L'aumento della circolazione stradale comporta una serie di effetti negativi: incidenti stradali, congestione ..." Ma sulla stessa pagina un diagramma (abbastanza rozzo) mostra il confronto fra i morti in incidenti stradali nei vari anni. Nel 1972 morirono in incidenti della strada 11.078 italiani, nel 1997 solo 6226 (una diminuzione del 44% - effetto fortemente positivo, NON negativo). Nel 1998 i morti sulle strade furono 5.867 (47% meno che nel '71) - ma questo dato, pubblicato a suo tempo da tutti i giornali, l'ISTAT ancora non lo riporta.
Nel Capitolo 14 "Industrie", in cui si ignora l'energia termica, una tabella ci dice che in Italia nel 1998 sono state prodotte 6.241 tonnellate di resine ureiche e colle e 585 milioni di lampadine. Pero' non abbiamo dati sulla produzione di semiconduttori, di circuiti integrati, di radar, di robot, di macchine utensili. Sembra che l'alta tecnologia non desti tanto interesse. Forse non c'e' da stupirsi: come vado dicendo da qualche decennio, non si produce alta tecnologia in un Paese povero di politecnici e di insegnamento di qualita'.
Va lodato l'Annuario perche' finalmente ha cominciato a pubblicare dati sui bilanci delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali. Pero' le spese dello Stato sono ancora disaggregate per tipo di dipendenti, beni e servizi, trasferimenti, interessi e altre. Non basta. Anche se sappiamo quanto vengono pagati gli insegnanti, non ci si dice a quanto ammontano separatamente le spese totali per: giustizia, istruzione, lavori pubblici e così via. Conosciamo peggio il nostro Paese -- e l'ISTAT ci aiuta poco.
Non serve molta immaginazione per suggerire come migliorare l'Annuario. (Curioso: giornali e stazioni TV ogni anno danno risalto alla notizia della sua pubblicazione senza sottoporlo a un'analisi critica). Basterebbe ispirarsi alla corrispondente pubblicazione USA, lo Statistical Abstract of the United States: contiene molte piu' informazioni - in genere piu' aggiornate. Non riporta dati sull'ultimo o sugli ultimi quattro o cinque anni, ma serie storiche di venti o trenta anni. Così e' possibile apprezzare le tendenze dei singoli parametri e variabili e capire meglio come vadano le cose.
Io non faccio di mestiere lo statistico. Pero' da vari decenni analizzo le tendenze significative della nostra societa', dell'economia e della tecnologia per cercare di prevedere in che direzione stiano andando e suggerire interventi correttivi. Non esprimo queste critiche per astio, ma perche' credo che io e i miei concittadini abbiamo il diritto a essere informati meglio.