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,libertà a rischio in UK  Roberto Vacca

LIBERTA' A RISCHIO IN UK

di Roberto Vacca -(Il Mattino- 08- 06- 2000)

L'Inghilterra era assediata e temeva l'invasione nazista: era il 1940. Per controllare le infiltrazioni di spie e sabotatori una legge impose la carta d'identita' a tutti gli inglesi. Finita la guerra, il governo annuncio' che l'obbligo della carta d'identita' sarebbe stato mantenuto. Un certo Mr. Smith scrisse al Times: "Non sono d'accordo. Ho strappato il mio documento e ho buttato i pezzi nel cesso. Chi mi segue?" Lo seguirono tutti. Anche oggi gli inglesi non hanno obbligo di "dare contezza di se'" con una carta.
Sorprende, quindi, la proposta di legge del Ministro Charles Clarke (che regge lo Home Office - Ministero dell'Interno) per obbligare tutti gli utenti Internet a comunicare al governo le loro password e codici crittografici. Chi non obbedisce si potra' beccare due anni di carcere. Con questo controllo su ogni accesso a Web e su ogni E-mail, l'MI5 (controspionaggio) intende combattere terroristi, trafficanti di droga e pedofili. Ma misure così estreme non esistono in nessun Paese europeo, tranne la Russia.
Le associazioni britanniche per le liberta' civili sono insorte. Non combattono solo la censura su Internet: sostengono che il Regno Unito e' il Paese in cui i cittadini sono sottoposti al monitoraggio piu' stringente. Pare che i britannici siano osservati da oltre un milione di telecamere a circuito chiuso: chi visita Londra per una giornata sarebbe ripreso piu' di 600 volte. Questa rete di osservatori pare sia servita a incastrare a Londra alcuni dinamitardi dell'IRA, ma e' giusto monitorare tutti?
I provider Internet britannici sostengono che la nuova legge sulla censura darebbe accesso a informazioni private a troppi burocrati - e impedirebbe a loro di informare gli utenti che sono sotto osservazione. Che cosa concludere? Che diventa uno stato di polizia proprio il Regno Unito? Speriamo di no: la Magna Carta fu promulgata nel 1225, insieme all'Habeas Corpus (la legge che vieta gli arresti arbitrari e impone di portare gli arrestati davanti al giudice che puo' rilasciarli su cauzione). Ma ci sono altri segnali poco felici.
Il Parlamento Europeo sta preparando una carta europea dei diritti civili: non una nuova legge, ma un documento unico - comprensibile a tutti - che raccolga le leggi esistenti. Lo prepara una commissione di 62 membri diretta da Roman Herzog, ex presidente della Germania, e dovrebbe essere presentato a Biarritz nel prossimo Ottobre.
I conservatori britannici si sono gia' pronunciati contro: secondo loro la carta europea dei diritti trasferirebbe troppi poteri dalle legislazioni nazionali elettive, a giudici europei - non eletti. La Corte Europea di giustizia si trasformerebbe in un ente simile alla Corte Suprema USA. La Carta Europea garantirebbe anche liberta' di stampa e di opinione. Si troverebbe, dunque, in contrasto col disegno di legge liberticida con cui i Laburisti intendono mettere sotto controllo Internet.
Forse queste reazioni britanniche (non condivise da tutti) sono soltanto (ancora una volta) rigurgiti campanilistici e provinciali che i britannici esprimono ogni tanto contro l'Unione Europea.
Comunque sia, e' bene che ci dichiariamo apertamente a favore della liberta' delle reti telematiche, perche' le insidie alla liberta' vengono da tante parti e vanno combattute subito. Internet e Web rappresentano un enorme potenziale passo avanti per la cultura e per ogni attivita' umana. Non sara' solo l'E-Commerce a stimolare l'economia - ormai si tratta di E-tutto: istruzione, addestramento, amministrazione, politica, attivita' sociali.
In Italia la privacy viene rispettata, almeno formalmente, in modi che talora risultano scomodi anche per chi viene protetto. Per una volta, pero', sembra che abbiamo scelto una postura piu' civile e corretta degli altri.
Confidiamo che Stefano Rodota' riaffermi in questa occasione i suoi principi civili e autorevoli appoggiando chi combatte l'occhio impiccione del Grande Fratello sia in Inghilterra (dove George Orwell invento' la metafora di Big Brother mezzo secolo fa), sia nel resto d'Europa.