Il mio figlio minore mi ha chiesto : "Papà, se tu potessi avere un esemplare di tutti gli apparecchi elettronici che esistono al mondo, li vorresti? Televisori, computer, giochi, telefoni cellulari con macchina fotografica e TV, navigatore per la macchina: tutto!" - Ho risposto:
"No. Sono troppi e non ho tempo di usarli. Ora ti faccio vedere."
Tirai fuori il mio telefonino nuovo. Solo leggendo il manuale appresi che per accenderlo va premuto a lungo il tasto rosso di fine comunicazione. [Quello vecchio non funzionò più dopo che cadde nella scodella di latte del gatto.] Stavo per premere il tasto MENU, ma apparve la scritta "Tastiera Bloccata - Per sbloccarla premere MENU e poi *". Eseguii e dissi:
"Non sapevo nemmeno che si potesse bloccare la tastiera. La mia penna deve aver premuto MENU e * mentre tenevo il cellulare in tasca. Questa è già una funzione di cui farei volentieri a meno. Vediamo le altre."
Premetti di nuovo MENU. Le scelte erano: "Registro chiamate: ricevute/effettuate; durata chiamate" Poi: "Suonerie: Avviso Tono Alto - Suonerie personali." Commentai:
"E' utile sapere chi mi ha chiamato, se non ho risposto in tempo. Ma non mi serve registrare le chiamate che ho fatto (le so già),.nè quanto sono durate. Non mi serve sentir suonare una marcetta ogni volta che ricevo una chiamata. Mi basta che faccia DRIN! Andiamo avanti a vedere altre opzioni! Ecco ci propone 32 icone diverse (facce che ridono o piangono, fiori, ranocchie e altri pupazzetti così piccoli che non si capiscono). Non so che farne e mi irritano. Non le manderei a nessuno. Non voglio che me le mandino. Non voglio fare giochetti. Non voglio oroscopi."
Provai a scegliere "Edicola notizie". Sullo schermetto di 7 cm2 lessi:
"Ciampi: combattere abbandono scuola. Vaticano i cattolici sono 1,071 mld e sono cresciuti dell'1%. Opzione: invia a un amico?".
Dissi: "No, non invio a nessuno questi brandelli di notizie. Nè voglio entrare nel magico mondo Disney. Non voglio ricevere, nè inviare messaggi SMS. Voglio solo telefonare normalmente. Non voglio un telefono che faccia foto e le mandi agli amici. I miei amici non hanno tempo da perdere e chi perde tempo con quelle cosette, farebbe bene a smettere."
Mio figlio obiettò: "Ma non ci sono solo i telefonini. Non vuoi i DVD e le TV più moderne?"
Risposi: "Mica tanto. Per facilitare le cose, tutti questi apparecchi dovrebbero essere comandati in modo del tutto simile. E' noioso dover imparare decine di comandi diversi. Se non li usi per qualche mese, quando ci riprovi, hai dimenticato come si fa e devi ristudiare il manuale da capo."
Problemi e difficoltà non sono causati solo dal fatto che i comandi usano convenzioni e procedure diverse. Non dipendono solo dalla bassa qualità dei manuali di istruzioni. In molti casi è proprio il numero eccessivo di scelte indesiderate che fa crescere il prezzo degli apparecchi e confonde gli utenti. Ad esempio chi usa un computer può immagazzinare l'immagine che appare sullo schermo con un semplice comando. Ora stanno per entrare in commercio televisori in cui sarà possibile stampare a comando il contenuto dello schermo. Data la bassa qualità dei programmi TV, non mi sembra un'opzione interessante. Ma anche quando vedessimo panorami di sogno e ritratti mirabili, non ci converrebbe di stamparne troppi. Quando li guarderemmo di nuovo? Dovremmo averlo già capito. In molte delle nostre case abbiamo cassetti pieni di fotografie tradizionali e cassette video riprese durante le vacanze. Non le guardiamo più - dopo averle inflitte una volta o due ad amici e conoscenti.
In generale: non è detto che dovremmo costruire (o comprare e usare se qualcuno ha già costruito) ogni possibile apparecchietto elettronico, solo perchè la tecnologia è ora in grado di prpdurlo. Lo disse anche il filosofo medievale Guglielmo da Occam:
"Gli enti non vanno moltiplicati oltre la necessità".
E le novità elettroniche non finiscono qui. Il colmo è rappresentato dal Prof. Stephen Mann della facoltà di ingegneria all'università di Toronto, Canada. Mann porta attorno alla testa una banda di plastica da cui parte un braccetto che gli tiene una lente davanti all'occhio destro. La lente gli mostra uno schermo di computer connesso a Internet via radio e il cui cursore lui governa mediante un joy stick che tiene in mano. Così riceve di continuo messaggi ed E-mail e naviga sulla rete. Mentre fa lezione o discute, controlla dati e fonti o legge intere citazioni. Ora cerca di azionare il computer direttamente con le sue onde cerebrali rilevate da elettrodi inseriti nella pelle del cranio.
La sua lente, poi, è connessa a una mini videocamera. Così può registrare quel che vede e può trasmettere i filmati via radio. Sostiene che sei più sicuro se puoi filmare quel che avviene intorno a te: il criminale che ti aggredisce o il poliziotto che ti manganella mentre fai una pacifica dimostrazione.
Da vent'anni ormai sia Mann che sua moglie passano ore ogni giorno a interagire così col mondo esterno. Nel suo libro "Cyborg: destino digitale e potenziale umano nell'era del computer indossabile", Mann scrive che le sue bardature gli permettono di cambiare i colori del mondo reale e di cambiare la prospettiva di ogni cosa che vede, con effetto liberatorio.
Il professore-cyborg costruisce lui stesso i suoi strumenti. I primi occupavano un pesante zaino. Ora hanno dimensioni minime e quasi non si notano (a parte la lente davanti all'occhio). Mann sostiene che tutti vorranno disporre del suo sistema non appena sarà miniaturizzato ancora più a fondo, magari contenuto nella montatura degli occhiali o addirittura in una lente a contatto. Perchè? Ma per il desiderio che abbiamo di sapere di più, di ricordare più cose e di essere connessi con più persone. Se amplificare queste prestazioni conducesse a fare scoperte, progetti, invenzioni notevoli. Man ci avrebbe già convinto. Pare, invece, che sia arrivato solo a perfezionare questi suoi apparecchi: risultato modesto - e non credo che molti vorranno emularlo. E qui ci tocca ripetere che ci sono mezzi tradizionali e anche tecnologici (ma più semplici) per sapere, ricordare, connettersi. E finora li usiamo maluccio.
Dopo Mann anche il professore di cibernetica inglese Kevin Warwick si è impiantato un chip nell'avambraccio. Ora nel suo istituto apre e chiude porte, accende e spegne luci (via radio) e si fa riconoscere da macchine e computer. Be': tutti noi lo facciamo - senza chip e senza radio. Recentemente anche la moglie di Warwick si è fatta impiantare chip. Emula il marito e si connette con lui via radio. Warwick mira a rivoluzionare le comunicazioni umane andando oltre il linguaggio - sequenziale e goffo. Ora questi ausili possono ben essere utili a disabili, militari e manutentori. Prima di usarli ci conviene imparare a parlare, leggere, ragionare meglio. E' una direzione in cui abbiamo appena scalfito la superficie.