Time is Money - il tempo è denaro. Pare che questa massima risalga a Teofrasto o almeno a Francis Bacon. Viene interpretata in modi approssimativi e distorti da chi non sa guadagnare denaro, nè sa conservarlo. Taluno risparmia minuti e poi perde ore, giorni, mesi. Credo che facciano risparmi illusori (a Rieti e a Roma si chiamano "risparmi di Maria Cazzetta") quelli che abbreviano tante parole quando "chattano" cioè chiacchierano su Internet. Non mandano E-mail, che mandi quando vuoi e a cui ti rispondono quando sono comodi. La botta e la risposta si susseguono immediate. Si ha l'impressione di parlare faccia a faccia con qualcuno, solo che si scrive. Così le abbreviazioni accentuano il rapporto immediato.
Il lessico dei chattatori (o chiacchieroni) è illustrato in un libro recente di Carmine Natale (L'oca chattajola, ed. Pagine, 2003). In parte è fatto di immagini. Sono le piccole icone composte da segni della tastiera. Dovrebbero servire a indicare lo stato d'animo dell'autore. :-) sorridente o ironico. :-( contrariato o aggrondato. ;-) furbesco perchè il puntino inferiore raffigura un occhio strizzato. Risparmiano lettere: scrivono cmq per "comunque", xche per "perchè", qualk per "qualcosa", pvt per "privato", axto per "aperto", sx per "sesso", bsx per "bisex". Ma il risparmio di qualche lettera non coincide con la concisione. Questa si ottiene usando poche parole (frasi corte) e parole corte per esprimere (chiaramente) i propri messaggi. Concisione e leggibilità si misurano con l'indice di leggibilità "IL" dato dalla formula di Flesch (che adattai all'italiano nel 1979: il libro di lettura di prima elementare ha IL =100, i buoni scrittori hanno IL= 65, i politici stanno sotto 20 e i regolamenti di applicazione delle nostre leggi sono a meno 200). Per risparmiare lettere, invece, in arabo e in ebraico non si scrivono le vocali se non sono accentate. Quelle non scritte si intuiscono dal contesto. Il sistema funziona, ma i malintesi sono più frequenti di quanto accada in altre lingue. Inoltre imparare queste lingue è un po' più arduo che imparare quelle in cui le vocali si scrivono tutte. Provai in un mio saggio (ESEMPI DI AVVENIRE, 1965) a scrivere l'italiano eliminando le vocali senza accento. Si capiva tutto, ma il testo sembrava scritto in romagnolo.
Il modo di scrivere dei chattatori non deve scandalizzare. Fino a pochi secoli fa autori noti scrivevano la stessa parola in vari modi diversi nella stessa pagina. Le chatline non sono un rischio per la nostra lingua: ne corre ben altri. Ad esempio, molti utenti di Powerpoint sono indotti a creare schermate che contengono solo titoli, non frasi grammaticali. Il messaggio ne viene stemperato e talora reso incomprensibile. Sull'argomento vedi: "Il morbo di Powerpoint" su http://gandalf.it/offline/off69.htm: sono acute e dure riflessioni di Giancarlo Livraghi.
Per concludere sull'ortografia: insegnamo ai nostri figli che l'alfabeto italiano non ha 21 lettere - ne ha 26 come quello inglese. (Scriviamo ogni giorno: km, Jesi, Weber, raggi X, ordinate y).
Ed entriamo nel merito. Io obietto che l'immediatezza del chatting è un vantaggio illusorio: se rispondi subito, non riesci a riflettere. Dici cose di cui magari ti penti. Le E-mail, invece sono asincrone. Dunque sono più calme. Ti permettono di correggerti e di spiegare meglio quel che vuoi dire. Gli scrittori professionisti lo sanno bene: i testi scritti di getto hanno quasi sempre qualità inferiore rispetto alle pagine meditate e sottoposte a editing.
Infine chi "chatta" è anonimo. Questa è una differenza fondamentale fra i discorsi a voce e le chatline (linee di connessione per fare chiacchiere) In USA dicono on Internet nobody knows you're a dog - su Internet, se sei un cane, non lo sa nessuno. Quindi c'è chi cambia identità: si fa passare per donna, se è uomo (o viceversa), o racconta balle di se.
Carmine Natale racconta nel suo libro ogni sorta di storie e informazioni ottenute da chatline. Risulta che in genere le donne cercano di comunicare cose varie. I maschi cercano avventure sessuali o, almeno, cercano di parlare di sesso. Ne parlano anche con omosessuali, magari fingendo di esserlo. Pare, invece, che non esistano napoletani omosessuali che chattano (i femmenielli sono analfabeti informatici?)
Natale ci informa che una delle prime domande (senza punto interrogativo - come in cinese) che ti fanno è MOF = sei Maschio o Femmina? Una professionista mia amica provò a entrare in un paio di chatline. Non disse il suo nome. Illustrò i suoi interessi e disse di essere donna. Tagliò ogni contatto quasi subito, dopo che parecchi corrispondenti le avevano chiesto banalmente: "Che misura di reggiseno porti?"
Sentendo di queste esperienze, mi pare sia opportuno fustigare di nuovo Marshall McLuhan con la sua affermazione The Medium is the Message (Il Mezzo è il Messaggio). E' una proposizione falsa. E' il contenuto che rende interessante un messaggio - purchè sia espresso in modo comprensibile, conciso, gradevole. Chi voglia essere civile e ragionevole, cercherà prima di sapere di un nuovo interlocutore: che cosa sa, che sa fare, che sa raccontare di nuovo, che progetti ha,. in che cosa si distingue dagli altri. Sono fatti suoi se è maschio o femmina, che cosa mangia, la sua altezza, il suo peso, le sue sembianze, la sua età. Concentrarsi su queste caratteristiche e su altre sempre materiali, significa trascurare gli aspetti mentali di una persona e limitarsi agli aspetti animali. Anche questi ultimi possono essere degni di attenzione, Allora, però, è meglio cominciare dal contatto diretto invece di attaccarsi al telefono o a Internet. Si frequentano salotti, associazioni, locali pubblici, supermercati, librerie - magari singles bar.
Io ho trovato molti amici e amiche in rete. Cominciava così. Uno ricerca su Internet scritti, notizie, immagini, discorsi su qualche argomento che lo interessa. Di link in link o con un motore di ricerca incontra qualche traccia lasciata da una persona nota o anche sconosciuta, di cui trova l'indirizzo E-mail. Invia un mail dicendo: chi è, che fa, che obiettivi si propone. Spiega cosa pensa delle pagine o delle informazioni che ha trovato. Chiede aggiunte. Se la persona è congeniale, si continua a comunicare. Avviene agevolmente anche se si è distanti centinaia o migliaia di kilometri. Se ti presenti bene, ti rispondono subito anche personaggi famosi. La situazione è un po' simile a quella di un uomo che voglia agganciare una bella donna in treno o in aereo. Se comincia a dire: "Cattivo questo caffè, non le pare?" o "Finalmente è finito il freddo." o altra frase banale, rimane un'entità non descritta, uno qualunque. Per emergere occorre un'apertura gentile e improbabile. La teoria dell'informazione insegna che i messaggi inaspettati contengono più informazione.