Come si possono migliorare le reti di trasporto europee - su strada, per ferrovia, per mare, per aereo? Nel 2001 la Commissione Europea ha suggerito oltre 70 misure intese a rispondere a questa domanda. Concernevano il traffico di persone e merci su strada, per ferrovia e per aereo. Erano considerati gli aspetti economici, quelli sociali, la sicurezza e l'integrazione fra sistemi diversi.
Un gruppo importante di misure mirava a rivitalizzare le ferrovie. Questo obiettivo in sé è desiderabile perchè una linea ferroviaria tradizionale, se i convogli sono frequenti e viaggiano abbastanza pieni trasporta 10 volte più passeggeri di una corsia di autostrada nell'ora di punta. Dunque il rendimento è più alto. Però l'obiettivo non sembra realistico, dato che da mezzo secolo il traffico ferroviario cresce molto più lentamente di quello su strada e per aereo così che la sua quota percentuale è bassa e continua a declinare (vedi tabella).
I motivi di questa tendenza sono ovvi: flessibilità ed economia. Per i trasporti merci, con i camion si evitano i due trasbordi alla stazione di partenza e a quella di arrivo e si risparmiano tempo e denaro. Con l'auto partiamo quando vogliamo, ci fermiamo ovunque, arriviamo esattamente a destinazione. Se questa è in area urbana congestionata, abbiamo difficoltà di parcheggio e, allora, convengono di più il treno o l'aereo. I treni ad alta velocità sono molto più convenienti di quelli tradizionali, ma in Italia collegano solo Roma e Firenze.
Qualche anno fa si parlò di un progetto per ridisegnare molte grandi stazioni. In città importanti (Roma, Milano, Torino) tagliano in due il tessuto urbano e ostacolano la mobilità urbana.
Sarebbe bene che le stazioni ferroviarie fossero integrate col tessuto urbano, fornendo agli utenti informazioni, connessioni veloci col trasporto urbano e altri servizi moderni (invece di soli negozi che duplicano quelli esistenti). Questi provvedimenti, insieme all'alta velocità, potranno rallentare il declino del trasporto tradizionale su rotaia. Sembra improbabile che servano davvero a rivitalizzare le ferrovie. Ci vuole altro. Molti useranno i treni ad alta velocità quando la rete italiana sarà collegata a quella europea e quando d'inverno costituiranno una via rapida e sicura per raggiungere il nord Italia nebbioso, dal centro e dal sud.
Ma dall'Inghilterra giunge notizia di un'innovazione tecnica che potrà rinnovare il concetto stesso di ferrovia. E' il Bladerunner realizzato in prototipo da Silvertip Design e dalle Università di Lancaster è Northumbria. E' un veicolo articolato lungo 18 metri e capace di trasportare 105 persone o 115 metri cubi di merci (vedi foto). Le ruote con pneumatici vanno su strade normali. Quando arriva a una strada ferrata di nuova concezione abbassa ruote metalliche su lame di rotaia incapsulate nel cemento: niente più traversine che sostengono i binari e insistono su pietra. La prima novità è che si evitano i trasbordi. Dalla città e dalle fabbriche il veicolo arriva ai binari e diventa subito un treno. Non ha bisogno di alcun sistema di segnalazione perchè i suoi sensori rilevano la traiettoria delle motrice e guidano la parte posteriore a copiarla esattamente. Altri sensori informano il sistema di guida sulla presenza di altri veicoli o di ostacoli. In conseguenza viene regolata automaticamente la velocità e si evita ogni collisione.
Quando il Bladerunner viaggia su binario, il motore a scoppio viene fermato e la propulsione è affidata a un motore elettrico, con rendimento molto maggiore.
Il governo britannico ha investito finora 800.000 euro nell'impresa. Un kilometro di binario di questo nuovo tipo costerebbe 1,5 milioni di euro. Rinnovare i 4.800 kilometri della rete ferroviaria britannica elettrificata costerebbe, dunque, 4,5 miliardi di euro. In Italia abbiamo 6.000 km di linea elettrificata a doppio binario: trasformarla costerebbe 18 miliardi di euro. Sono investimenti molto rilevanti che ci obbligherebbero quasi ripartire da zero. Sarà necessario, prima di prenderli in considerazione, redigere accurati bilanci costi/benefici. Nella fase di transizione i vantaggi ottenibili sarebbero ancora scarsi. E' un'impresa impegnativa. Richiederebbe qualche decennio per essere realizzata. Bisognerebbe discuterla.