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catastrofi+prevenzione Roberto Vacca

CATASTROFI MEDIE E MASSIME - COME EVITARLE?
di Roberto Vacca -(ilMessaggero-30-12-2004)

La dodicesima scossa di terremoto a Nord di Sumatra aveva intensità 5.9. Si è prodotta il 28 Dicembre alle 11 e un quarto a profondità di 30 km come quella del giorno di Natale che aveva intensità 9. Non ha prodotto tsunami, ma ha confermato la complessa estensione dei fenomeni sismici profondi in quell'area. Nell'Oceano Indiano non si era mai verificato in epoca storica un maremoto così grande con onde alte decine di metri che viaggiavano per migliaia di kilometri.
E' per questo (oltre che per la economia depressa dell'area) che non esiste in quella regione un sistema di monitoraggio e di allarme come quello creato nel Pacifico da USA, Canada, Giappone, Cina, Australia, Nuova Zelanda e paesi Latino-americani. E' stato affermato ragionevolmente che se ci fosse stato, turisti e indigeni avrebbero avuto il tempo di allontanarsi dalle coste o mettersi comunque al riparo. Si sarebbero salvate migliaia di vite. E' sperabile che questa tragica esperienza spinga i governi dell'area e la comunità internazionale a istituire un centro di pre-allarme per gli tsunami onde evitare catastrofi future.
Non basta. Gli eventi recenti dimostrano che su questi fenomeni naturali sappiamo ancora troppo poco. Sarebbe, dunque, opportuno che tutti i Paesi del Mediterraneo creassero insieme una rete di monitoraggio e un sistema di allarme. Infatti è vitale studiare questi fenomeni sismici e allo stesso tempo informare efficacemente le popolazioni perchè fuggano in tempo le gravi minacce possibili. La regione, infatti, è costellata di vulcani (Vesuvio, Stromboli, Vulcano, Etna) e di aree sismiche - dal Marocco, all'Algeria, alla Turchia. La storia non ha registrato tsunami, finora, ma non credo che nessuno possa escluderne la possibilità. C'è da tenere conto, poi, che il Mediterraneo è più piccolo dell'Oceano Indiano e le tremende onde anomale lo percorrerebbero in tempi più brevi. Inoltre le riflessioni sulle sponde (dal Maghreb, alla Riviera, alla Turchia) potrebbero causare riflussi secondari massicci e imprevedibili.
Cerchiamo poi, di mettere a fuoco i numeri. E' utile per capire rischi e drammi presenti e futuri. Il conteggio dei morti nella catastrofe dello tsunami di Natale non è definitivo. Si temono epidemie. Si teme che il totale definitivo possa superare perfino il numero totale delle persone che in media muoiono ogni giorno sul pianeta. Sono 153.000 secondo le ultime stime.
Infine ripeto ancora (come Catone col suo coeterum censeo Carthago delenda est) che il rischio più grave di catastrofe lo corriamo per la continuata esistenza di 20.000 bombe atomiche e all'idrogeno negli arsenali nucleari del mondo. Non se ne parla quasi più, ma sono ancora pronte a partire su missili o su aerei. Se calcoliamo un potenziale distruttivo medio di 300.000 tonnellate equivalenti di alto esplosivo per ogni bomba, il totale equivale a 6 miliardi di tonnellate: mille kilogrammi di tritolo per ciascuno di noi. In un giorno solo potrebbero annientare anche un miliardo di esseri umani. Nessuna popolazione è esente da questa minaccia.
Ripetiamo ogni giorno "Le bombe termonucleari devono essere tutte neutralizzate!". Esigiamo che se ne occupino i nostri deputati.

USA
Russia
UK
Francia
Cina
1989
22.000
36.000
300
400
400
2002
11.000
8.600
200
350
400

Numero bombe nucleari stoccate nel 2004