societa'

LIBERTA' DI RELIGIONE
di Roberto Vacca 30-giugno-2004

"Look: you have cast out love!
What gods are these, you bid me please?
The three in one, the one in three?
Not so: to my own gods I go.
Perhaps they will give me greater ease
Than your cold Christ and tangled trinities."


(Guarda hai cacciato l'amore! Che dei
sono questi che dovrei compiacere?
Tre in uno - uno in tre? Non va bene.
Gli antichi dei ci posson far godere
Più del tuo Cristo gelido e di quelle
Trinità intricate e madornali.) R. Kipling

"Roma, 15 Agosto 2782 ab Urbe condita

Oggi il Pantheon è stato restituito al culto originario. Sono passati 14 secoli da quando Bonifacio IV cambiò destinazione al tempio edificato da Agrippa e dedicato a tutti gli dei e lo votò ai santi martiri e alla madre dell'ultimo profeta di Israele. Già questa credenza in un dio partorito da una vergine in una grotta copiava la leggenda della nascita di Mitra, dio del sole. Ma non entriamo in controversie proprio ora che l'Italia primeggia in Europa nel riaffermare la libertà di religione. Era una delle quattro libertà per cui fu combattuta e vinta la guerra 1939-45 (2692-2698 a.U.c.).

Già da anni in Italia nelle aule scolastiche e in quelle di giustizia esponiamo i simboli delle religioni principali: (in ordine cronologico) Magen David, effigie di Iside, statua del Budda, Crocefisso, dichiarazione di fede islamica ("Non c'è altro Dio che Allah e Mohammed è il profeta di Allah"), un testo di Baha' Ullah. E l'Italia accetta i perseguitati islamici esuli dalla Francia che vieta loro di manifestare i simboli della loro fede. La nostra grande sorella latina sembra dimenticare i principi innovativi del 1789. Pochi decenni fa pretendeva di insegnare a noi italiani certi peculiari e distorti concetti di libertà. Dava perfino asilo politico a terroristi trovati colpevoli e condannati dai nostri tribunali. Questi non erano e non sono speciali, nè applicano leggi speciali - a differenza di quelli francesi.
Ma - di nuovo - lasciamo le polemiche. Rileggiamo le parole civili e nobili che il Presidente Fiumici ha pronunciato promulgando la modifica alla Costituzione votata all'unanimità dalle Camere riunite:
"L'art. 7 della Costituzione è abolito. L'art.8 afferma ancora la libertà di religione - e la libertà di rifiutare ogni religione. Elenca le religioni, non solo ammesse, ma accolte con rispetto. Fra queste: la cristiana-atanasiana, la cristiana-ariana (perseguitata e soffocata dalla precedente) e, finalmente di nuovo, la religione ellenica-romana - codificata da Numa Pompilio. Mi fa piacere preannunciare che il Sindaco di Roma dopo aver restituito il Pantheon al culto originale, continuerà restituendo il tempio di Giano Quadrifronte, il tempio alla Fortuna Virile e, naturalmente, il tempio di Vesta. Qui la fiamma sacra sarà curata dal Collegio delle Vestali. I sindaci di Paestum e di Agrigento ridedicheranno i loro templi ellenici. A Terracina l'alto tempio di Jupiter Anxur dovrà essere riedificato. Lo Stato contribuirà alle spese per integrare il 16 per mille dell'IRPEF attribuito al Pontifex Maximus per il prossimo decennio: minima compensazione per i secoli di incurie e persecuzioni subìte."

Rileggiamo anche le belle parole del messaggio inviato da Sua Santità Giovanni Paolo IV: "Diamo un bentornato cordiale ai fratelli ellenico-romani. Seguiamo la via tracciata dal nostro predecessore Giovanni Paolo II che porse le scuse della chiesa di Roma sia alle altre chiese cristiane, sia ad altri iniquamente soggetti agli anatemi, alle torture e ai crimini dell'Inquisizione. Di nuovo nel 2003 (2756 a.U.c.) manifestò disgusto e pena per il saccheggio di Costantinopoli perpetrato nel 1204 (1957 a.U.c.) durante la IV Crociata. Noi andiamo ancora più indietro nel tempo: ci scusiamo per l'editto di Costantino e per quello dell'Imperatore Teodosio che nel 380 (1133 a.U.c.) definiva traditori gli ellenico-romani e chiamava eretici i cristiani non atanasiani. Ci ispiriamo anche all'editto di Flavio Claudio Giuliano del 4 febbraio 362 (1115 a.U.c.) che stabiliva libertà religiosa per tutti. La religione cristiana non era più quella forzosa dello Stato né era esentata dal pagare le tasse. E Giuliano si impegnò a non perseguitare nessuno a causa della sua fede. Così ci impegniamo noi, esortando tutti i governi a impegnarsi nello stesso modo."

Con questo messaggio di pace il Santo Padre troncava sul nascere i tentativi di indire subito un referendum abrogativo delle modifiche libertarie alla Costituzione. Abbiamo bisogno di concordia - di tolleranza. Attendiamo ora che vengano edificati a Roma templi shintoisti e altri a Krishna, Vishnu, Ganesh e così via.
Sorvoliamo sulle polemiche che avevano diviso il Parlamento. Gli ellenico-romani integralisti avanzarono pretese massimalistiche. Alcuni ripresentarono in Parlamento l'editto di Diocleziano contro i cristiani del 24 febbraio 303 (1056 a.U.c.). Altri volevano ridedicare ad Apollo la basilica di San Pietro. Volevano riprendersi le colonne dei templi antichi incorporate nelle chiese. Volevano riedificare il tempio di Vejo riportandoci le colonne incastonate nel palazzo di Piazza Colonna. Volevano cancellare le scritte delle lapidi e rinnovare la toponomastica. Sostenevano che il sindaco di Roma dovesse chiamarsi Console e assumere la carica di Pontifex Maximus. Però il sindaco Segugioni, pur benevolo verso gli ellenico-romani, rifiutava e ridimensionava civilmente il problema.

Seguiamo, invece, la cronaca della ridedicazione del Pantheon. Difficoltà enorme quella di risuscitare una tradizione interrotta da tanti secoli, combattuta, derisa, distrutta. Tanto più ardua la ripresa perchè era vitale tenere conto delle variazioni nel senso comune. Oggi definiamo in modo più evoluto che cosa sia politicamente corretto e socialmente ammissibile. Basta pensare ai sacrifici umani. Erano usuali fra i Cartaginesi e i Maya. Anche a Roma dopo la sconfitta di Canne si propose di sacrificare agli dei duecento giovani. Poi decisero "Non conviene uccidere giovani robusti in tempo di guerra." Così le vittime furono solo quattro: un Gallo, una Galla, un Greco e una Greca. E solo nel 656 a.U.c. il Senato Romano vietò ogni sacrificio umano. Gli animali, poi, non sono più sacrificati nemmeno dagli ebrei. Sarebbe assurdo farlo nei templi romani. Bella, però, l'idea di riprendere almeno il concetto di Suovetaurilia - il sacrificio di un maiale, di una pecora e di un toro. Ridicola, invece, la pretesa di far sacrificare un maiale a Piazza della Rotonda affidando la mansione a un discendente dei norcini, attivi in quel sito meno di due secoli fa.

Il Sindaco trovò una soluzione moderna basata sull'informatica. La cerimonia intitolata Suovetaurilia Virtualia fu un successo. Il regista Tarantino si era offerto di produrre coi suoi computer grafici un cortometraggio del sacrificio fedele in ogni dettaglio. Le scene in cui scorreva il sangue delle vittime sarebbero state prodotte in bianco e nero per renderle meno scioccanti. Meno offensiva la soluzione prescelta di realizzare un grande cartone. Il maxischermo appeso all'obelisco permise a tutti di seguire la cerimonia. L'audio di qualità superiore faceva risuonare le parole latine per la piazza e dagli schermi in tutte le case romane. Queste parole saranno comprese presto da tutti. Latine Loqui - l'Associazione per il Latino Parlato - si è offerta di tenere corsi gratuiti per tutti. L'iniziativa è vista di buon occhio anche da alcuni gruppi tradizionalisti cristiano-atanasiani che lamentano l'abolizione del latino dalla loro liturgia. Ecco un altro punto di incontro - di concordia. Sta per essere pubblicato un opuscolo del filosofo B. Head: "Perchè non possiamo non dirci ellenico-romani." Da molte parti si propone di modificare la Costituzione Europea richiamando le radici ellenico-romane del continente.

C'è molto lavoro per i notai: redigono Atti Costitutivi di Collegi, Fraternità, Scuole, Misteri. Anche qui si innova: il Collegio degli Auguri ha deciso che non guarderanno più le interiora di animali: useranno modelli matematici. Il Collegio dei Pontefici si aggregherà all'Ordine degli ingegneri. Molto lavoro anche per gli avvocati: cause di risarcimento che vanno indietro di secoli. E poi Roma è piena di strutture sovrapposte le une alle altre nel corso dei secoli. Sono critici i casi di Mitrei racchiusi nei sotterranei di chiese cristiane. Quello di S. Clemente non potrebbe essere riportato alla luce senza distruggere le due basiliche sovrastanti, i mosaici cosmateschi, gli affreschi di Masolino e Masaccio. Si dovranno stabilire Regolamenti di Condominio - sempre spinosi. I fedeli di Mitra rinunceranno al taurobolio: la doccia con il sangue del toro sgozzato.

Finisco con una nota personale. Non dispiace sentire le esclamazioni: "Mehercules!" e "Per Giove!" invece delle bestemmie così frequenti specie in certe regioni. Né io, né i miei familiari e amici crediamo davvero che esistano gli dei antichi. Potrei definirmi, come Orazio, Deorum cultor parcus et infrequens. Ma la nostra tradizione trimillenaria ha un senso. Ha importanza culturale, civile, spirituale. E' fonte di serenità.