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LA COMUNICAZIONE DEGRADA - COME SALVARLA?
di Roberto Vacca ( Nòva - Sole24Ore17-04-2006)

Il nostro paese è in difficoltà: economiche, industriali, sociali. Se ne parla in privato, sui giornali, in .TV. Però molti argomenti usati non mettono bene a fuoco i problemi e le loro cause. Anche quelli più seri spesso sono espressi male. Contribuiscono così alle difficoltà del paese. In troppi non sanno parlare.

Alla radio, in TV, in conferenze sentiamo ripetere "come dire?" 10 volte al minuto. Chi usa questo intercalare nel mio ufficio paga ogni volta una multa di un euro. Dopo un mese ci abbiamo pagato una cena: ora non lo dicono più.

Anche gli strumenti moderni si usano male. Le presentazioni in PowerPoint di supporto alle conferenze funzionano, se le frasi sono compiute e informative, se le immagini sono chiare e concordano col testo. Invece spesso presentano titoli sconnessi, icone ornate e tabelle smisurate che non si riescono a interpretare. Pare che l'ultimo disastro dello Shuttle fu causato da un briefing di esperti che nessuno capì. Era fatto in PowerPoint.

Anche libri e articoli sono pieni di astratti, frasi lunghe e paroloni. Dovremmo saperlo: si legge meglio un testo, se parole e frasi sono corte. Se vuoi diffondere le tue idee, scrivi in modo leggibile. I testi ostici fanno odiare gli autori di manuali. Fanno ignorare articoli e proclami.

La leggibilità si misura con l'indice di Flesch. Io l'ho calibrato sull'italiano (usiamo meno parole dell'inglese, ma più lunghe). La scala funziona così. Il libro di prima elementare ha indice 100. Quello di seconda ha 90. I buoni scrittori stanno fra 60 e 70. I buoni giornalisti fra 40 e 50, i politici a 20. I regolamenti d'applicazione delle leggi della Repubblica spesso hanno indici di meno 200: sono illeggibili.

Certo un'alta leggibilità non implica che un testo sia sensato. Non ne garantisce la qualità letteraria. E' solo un modesto strumento che aiuta a essere chiari e gradevoli. Su Repubblica dell'11 giugno, il fondo di Scalfari ha leggibilità di 45 e L'Amaca di Serra di 50. I due pezzi sostengono garbatamente tesi politiche serie e condivisibili.

Però i messaggi sarebbero arrivati a più gente, se avessero spezzato alcune frasi e sostituito parole di troppe sillabe. Ho trovato, invece, su Internet un pezzo di Pera e uno di Cacciari. Ambedue hanno, forse sorprendentemente, leggibilità più alta (60). Questa serviva solo a rendere più trasparenti contenuti controversi. Il primo sostiene tesi catto-tradizionaliste sulla difesa di una sua peculiare identità culturale. Il secondo loda i discorsi pacifisti di Wojtila, malgrado che questi da decenni tacesse sul rischio estremo: il conflitto nucleare.

Infine anche la grafica è usata male. Targhe stradali, cartelli per indicare percorsi, tag col nome ai congressi, biglietti da visita, cartelli autostradali, scatole di medicine, siti Web usano caratteri microscopici, scarso contrasto, parole fuorvianti. Altro che scienza della comunicazione! E' bene usare almeno criteri pratici, empirici - fare prove.

[NOTA: questo articolo ha indice di leggibilità 70 ]