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radon Roberto Vacca

RADON: RISCHIO VERO E POCO NOTO
di Roberto Vacca ( Fuori dal Coro - 16-06-2006)

Spesso la gente ha paura di rischi bassi (come morire in un incidente aereo) o inesistenti (come ammalarsi per essere stato vicino a linee elettriche ad alta tensione). Oggi descrivo, invece, il rischio non altissimo, ma rilevante, dovuto alla presenza del radon.

Lo studiano gli esperti: Istituto Superiore di Sanità, APAT Agenzia Protezione Ambiente e Servizi Tecnici, ISPESL Istituto Superiore Prevenzione e Scurezza sul lavoro. Non ne parlano giornali e TV.

Il radon è un gas che deriva dal decadimento del radio 226 e dell'uranio 238, presente ovunque e particolarmente nelle rocce vulcaniche (tufo, pozzolana). Il radon si dissocia (dimezzando la propria quantità ogni 92 ore) in Polonio 218 e Polonio 214, elementi che emettono particelle alfa (nuclei di elio costituito da 2 protoni e 2 neutroni). Questi emettono radiazioni ionizzanti e si possono fermare negli alveoli polmonari eventualmente causando cancro al polmone. La presenza del radon si misura in Bq (Becquerel)/m3, cioè numero di disintegrazioni al secondo per m3. Gli ambienti chiusi, ove la pressione è più bassa che fuori, ricevono radon infiltrato dal suolo. La media mondiale è di 40 Bq/m3, quella USA di 46 Bq/m3, quella italiana di 77 Bq/m3.

L'effetto cancerogeno fu rilevato nei minatori esposti ad alte dosi. In Italia la legge impone di non superare 200 Bq/m3 per le case nuove e 400 per le case vecchie. Quanto sia grave il rischio non è chiaro con precisione. Opportunamente gli enti già citati eseguono rilevazioni su migliaia di abitazioni. Pare che i fumatori corrano rischi più gravi a parità di esposizione al radon.

Il Surgeon General ha valutato in 20.000/anno i casi di cancro polmonare causati dal radon in USA. La popolazione italiana è 6,7 volte minore di quella USA, ma da noi il radon ha intensità del 70% maggiore. Se ne dedurrebbe che in Italia i casi di cancro ai polmoni dovrebbero essere 20.000 .(1,7/6,7) cioè 5.000 all'anno. Poco meno dei morti per incidenti stradali. C'è più radon in Lazio, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Campania. In attesa di risultanze più sicure, è bene, specie in queste regioni, cambiare spesso l'aria interna particolarmente ai piani bassi. Con le finestre chiuse il radon può raggiungere nella notte valori altissimi - e poi scende a valori bassi quando si aprono le finestre la mattina.