In tutti gli animali variano ciclicamente ogni giorno: la produzione di ormoni e di onde cerebrali, la frequenza cardiaca, la rigenerazione delle cellule, gli attacchi di sonno, la temperatura corporea e altre manifestazioni fisiologiche. Si chiamano ritmi circadiani: se vengono disturbati, soffriamo spiacevoli malesseri. E' tipica l'insonnia derivante dal jet lag che subiamo quando viaggiamo alla velocità del suono fra località distanti otto o dieci fusi orari.
Se un animale viene tenuto costantemente al buio, il ciclo giornaliero ha un periodo di circa 25 ore. Quando vediamo l'alternarsi del giorno alla notte, i segnali dalla nostra retina ci sincronizzano su 24 ore. Questi processi possono diventare irregolari per diverse ragioni. Le conseguenze possono essere gravi favorendo depressioni, diabete e perfino il cancro.
Nel 1988, fu scoperto casualmente un criceto mutante la cui fisiologia seguiva un periodo di sole 20 ore. La condizione dell'animale venne chiamata "mutazione Tau" e si determinò che dipendeva dalla modifica di un singolo gene denominato caseina-kinase 1 epsilon, tale da alterare notevolmente la produzione di un enzima governato dal gene stesso.
Ora David Virshup, dell'Istituto di Studi sul Cancro dell'Università dell'Utah ha conseguito notevoli progressi in questo campo. Ha utilizzato un modello matematico molto dettagliato costruito da Daniel Forger, un matematico dell'Università del Michigan, specializzato nell'analisi di processi biologici. Il modello di Forger descrive a livello cellulare i meccanismi di dipendenza fra parametri genetici e ritmi circadiani.
Le ricerche continuano in laboratori e centri sia in USA, sia in Europa. Le prospettive appaiono buone, ma non sono ancora apparsi sul mercato farmaci che possano regolare i ritmi circadiani. Possiamo rallegrarcene. Ogni passo avanti sulla via della conoscenza è una buona notizia, anche se ancora non si capiscono bene le concatenazioni fra questi processi complicati ed eventuali cure rilevanti per la nostra vita personale.
Sembra probabile che il primo disturbo che potremmo veder sparire sia l'insonnia. Secondo alcuni ne soffrono oltre otto milioni di italiani. In attesa che Virshup e altri ricercatori individuino i meccanismi primari e profondi dell'insonnia, sappiamo bene che, a parte i sonniferi, si ricorre a tanti rimedi tradizionali di dubbia efficacia. Fra questi: tisane, latte tiepido, cioccolata (perché contiene serotonina?), bevande alcoliche (fino a sbronzarsi), rapporti sessuali.
La circostanza che la luce del giorno sincronizza l'orologio dei nostri ritmi circadiani fa sospettare che l'illuminazione elettrica possa avere avuto un effetto importante in questo contesto. Nelle grandi città, la luce diffusa, oltre a disturbare la visione del cielo stellato, riempie le nostre case di luce difficilmente schermabile. In larga misura controlliamo da soli l'intensità della luce che ci arriva. Possiamo scegliere quando lavorare, quando leggere, ricamare, dipingere. In un mio racconto immaginai un delfino che parlava e spiegava allo scienziato, con cui inizialmente aveva stabilito un rapporto di amicizia, perché i loro rapporti si fossero deteriorati. Gli diceva:
"Tu mi hai detto che l'intelligenza vostra si è sviluppata perchè avete le mani e potete segnare, spartire, scrivere, fabbricare, fare - fare le lettere di sughero con cui mi hai insegnato a leggere. Sai che nel nostro linguaggio non c'è una parola che significa "fare". Quando insegniamo a parlare ai nostri piccoli, diciamo i nomi degli animali, delle piante, delle barche fatte dagli uomini - ma noi non facciamo niente. Nuotiamo, mangiamo, andiamo a caccia, parliamo, ci accoppiamo per brevi istanti, ma non produciamo oggetti. Non possiamo nemmeno indicare gli oggetti con un dito. Dobbiamo toccarli o dirigere tutto il nostro corpo verso di essi. Tu non sai che vuol dire avere pensieri difficili, sempre interrotti dal bisogno di pensare a respirare. Io ho capito quante cose hai tu, che io non avrò mai. Tu hai la casa. Hai le idee degli uomini morti scritte su carta asciutta e le puoi leggere quando vuoi. Hai pensieri ordinati. Comunichi facilmente. Puoi accendere la luce quando vuoi ... e io ti invidio."
Nel suo libro Judenstaat Theodor Herzl parla degli usi della luce elettrica che non è stata inventata per illuminare i salotti degli snob, ma per gettare luce sui problemi oscuri dell'umanità. La metafora è efficace, ma sono ancora tanti i problemi oscuri che nessuno ha chiarito.
Fuori di metafora, credo convenga pensare a soluzioni pragmatiche dei nostri problemi, insieme a quelle scientifiche e farmacologiche. Non c'è bisogno di dimostrare che i nostri processi mentali influiscono fortemente sulla nostra fisiologia. Lo fanno indirettamente, quando conducono alla decisione di assumere certe sostanze energetiche o altre inebrianti o stupefacenti. Lo fanno direttamente, quando occupiamo la nostra mente con idee interessanti, piacevoli, costruttive o, invece, tristi, paurose, agghiaccianti.
Io ho elaborato un sistema efficace per eliminare del tutto l'insonnia, anche quando si verificano circostanza spiacevoli o quando intravedo rischi prossimi che tenderebbero a tenermi sveglio.
Mi stendo, chiudo gli occhi e mi concentro su un problema o un progetto che conosco bene. Di problemi da risolvere ne abbiamo tutti: l'importante è formularli in modo chiaro così che le soluzioni possano emergere gradatamente. Per farlo conviene avere imparato una buona tecnica mnemonica: così non ci si dimenticano subito i risultati intermedi dei ragionamenti che facciamo. Mi sono esercitato a pensare in modo conseguente a un elemento dopo l'altro. Quando è necessario, eseguo anche calcoli mentali e mi imprimo nella mente i risultati. Spesso ottengo anche risultati di qualche merito che la mattina dopo annoto accuratamente. Anche quando non ci riesco, il trucco funziona. Dopo pochi minuti cado in un sonno profondo. Invece se i ragionamenti sono davvero tanto sensati e costruttivi da tenermi sveglio, non me ne preoccupo affatto. Sto lavorando e -si sa - i progettisti lavoro 24 ore al giorno.
Taluno obietterà che non siamo tutti progettisti. E' vero, ma, allora diventiamolo e la nostra vita diventerà molto più interessante.